
Vedete come va il mondo? Uno non fa nemmeno in tempo a distrarsi, e internet con la sua furbizia machiavellica gli squaderna innanzi l’amarezza del mondo che ci circonda. Mi riferisco al ben noto newsgroup it.discussioni.ristoranti, una tana di fini dicitori della recensione gastronomica che ogni tanto, seguendo non si sa bene quale revanscismo, precipita a capofitto in topiche clamorose.
Una è apparsa proprio ieri. Una pappardella di estenuante lunghezza (in guardia!), che il senatore del gruppo, il noto (tra di loro) JFSebastian, ha voluto dedicare a un locale, magrittianamente titolandola “Non è una rece”.
Il nostro guru di usenet ci tiene a segnalare a tutti un locale, impiegando metà del suo scritto a spiegare come e perché è riuscito a trovarlo senza usare le famigerate “Guide”, che, eccezion fatta per due o tre, sono solo
in varia misura, espressione di un narcisistico parlarsi addosso, unicamente funzionale
al “titillamento” di invadenti superego
E attenzione, non sta parlando di se stesso.
Prima di arrivare alle sue conclusioni, il Nostro però preferisce spiegare al colto e all’inclita il mondo della ristorazione italiana.
ci sono, in Italia, tra quelli che conosco, tre ristoranti e non
più di tre che “valgono il viaggio” (Calandre, Vissani, Marchesi, in
ordine rigorosamente casuale[…])
Ma poi viene il meglio, vengono i ristoranti che l’augusto palato ritiene quantomeno passabili, stavolta precisando che si tratta di umili opinioni:
Si tratta, anche qui in ordine sparso,
di nomi quali Pierangelini, Beck, Uliassi, Cracco, Ciccio Sultano, Don
Alfonso, Pinchiorri e qualche altro che adesso mi starò dimenticando
(ma, sia chiaro, non ho in mente né Tamani, né il Pescatore, né
Cassinetta, né Cedroni, né Aimo e Nadia nè, ma questo mi sembrerebbe sin
troppo scontato… il Sorriso, Paolo & Barbara, Perbellini, Scabin, etc…,
atteso che questi ultimi rientrano, secondo me, nella fascia davvero men
che mediocre della nostra ristorazione)
Fascia men che mediocre della nostra ristorazione: il gastroguru usenettaro tromboneggia con sicumera.
Ma il nostro c’è mai stato veramente in questi ristoranti, che rappresentano autentici gioielli, tesori della cultura culinaria italiana?
Il tizio, anni fa, senza vergognarsi definì “scialba” la cucina di Luisa Valazza. Ora nel novero appaiono il Pescatore, Aimo e Nadia, il sommo Tamani, perfino Ezio Santin, un nome che nessuno, nemmeno quelli che discutono l’Ambasciata, osano mettere tra i minori.
Leggendo queste cose, vi chiederete con quale sfacciataggine un figuro del genere si permetta di giudicare il lavoro dei giornalisti del settore. Lui, che è tanto bravo, bello e informato, potrebbe prenderne il posto o chiedere di insegnare alle scuole di giornalismo. Peccato che alle scuole ci insegni gente realmente autorevole come Paolo Marchi, e che i suoi colleghi siano gente che dicono pane al pane e vino, dando a ristoranti come il Sorriso e Aimo e Nadia il valore che in effetti hanno. Senza firmarsi con pseudonimi cinefili.
Criticare i giornalisti è sempre legittimo, per carità. Certo, il valore della critica dipende anche dal carisma di chi la propone.
Ma alla fine va bene così. Che simili individui non vadano a certi ristoranti è solo un bene: lasciano più posto a noi.
E sì che talvolta (mi viene da dirlo rileggendomi adesso, un giorno dopo) il JFSebastian è capace anche di essere simpatico. E questo, trattandosi di un interista, è quantomai rimarchevole.
ADDENDUM: il tizio ha risposto, sostenendo che ogni volta che legge qualcosa di mio (non pensavo lo facesse) “c’è dentro più frustrazione di quanta possa persino immaginarne…” e che “ogni volta” rimedio una “figuraccia” (ma quando?). Conclusione: mi “brucia il culo”, e JF si domanda quanto. Eppure non ho mangiato peperoncino nel corso dell’ultima settimana. Ci crederà?
E poi, da quando Wil Coyote sarebbe “ottuso”? JF, non sarà mica che tu facevi parte di quelle mosche bianche che parteggiavano per l’odiosissimo struzzo?
RIADDENDUM: lo sciocchino ci ridà dentro, indicandomi come “uno che non sa cosa sia l’omestà (sic) intellettuale” e che “attacca pur sapendo di mentire” (???). Vabbè, ma qui dove ho mentito? Ho mentito perché l’ho chiamato trombone? Preferiva il basso-tuba o il flicorno baritono?
Certo, se al posto mio ci fosse stato Ziliani il buon JFSebastian avrebbe dovuto rispondere a un assalto all’arma bianca per aver detto queste cose. Io però, dimostrandomi una volta di più un bravo guaglione, vivo e lascio vivere. Visto e considerato che, fino a prova contraria, si tratta soltanto di un nickname. Di androidi di cui aver paura qui da noi fortunatamente non c’è traccia!