Preferiamo quello rosso, ma anche il tonno pinna gialla può essere ghiotto
Wednesday, September 10th, 2008
Rieccomi di ritorno, con un argomento che non è proprio uno “Scontrino frontale” (la rubrica dedicata alle spese “normali”, ossia quelle non da “gourmet fichetti”, per dirla alla Bonilli), ma quasi. Non è uno scontrino frontale perché, pur trattandosi di un prodotto più o meno industriale, non è certo un vasetto “da battaglia”.
Provate a pensare a una cosa: noi amiamo il tonno rosso del Mediterraneo, quello che è sempre più piccolo e sempre più raro. Ci piace sott’olio, confezionato dalle tonnare di Carloforte e Portoscuso (che magari lavoreranno su ciò che lasciano i voracissimi giapponesi, ma su questi “scarti” costruiscono cosette degne del rispetto di noi buongustai), o da Callipo, o dalla Compagnia Mercantile di Partinico (Palermo), che vende anche via web il suo prodotto strepitoso. Ma la gente “comune”, diciamo così, che va avanti a yellow fin di marche notissime e ultrapubblicizzate in tv? Non è un discorso snobistico: la tv è potente, e può dare i messaggi che vuole. E d’altronde, non tutti conoscono tutte le possibili tipologie di pesce, specie in un’epoca in cui spesso i bambini credono che il latte si faccia nel negozio dove viene venduto. Lo yellow fin dell’Oceano non è affatto il migliore dei tonni, come i “creativi” devono far credere per contratto.
Eppure, anche con questo pesce “di gran consumo” ci sono le eccezioni. Se volete un tonno pinne gialle di livello superiore, lo dovrete domandare a una ditta valtellinese. In questi anni ho provato numerosi tonni più o meno “da battaglia”, ma quello della Scandia ha una marcia in più. In effetti, è forse avventato parlare di “tonno da battaglia” al cospetto di questo prodotto, che mi sembra piuttosto una specie di Rolls-Royce del pinna gialla più o meno industriale. L’artefice è questa fabbrichetta di Morbegno, che è partita quarant’anni fa coi porcini sott’olio (li fanno ancora), aprendosi via via con salmoni, pesci spada, tonni e altri frutti del mare.
La ventresca di tonno pinna gialla di Scandia, cotta a vapore e conservata nell’olio extravergine, colpisce per la compattezza e la consistenza delle carni, che non tendono minimamente a sbriciolarsi. L’olio usato è di buona qualità. Sulla confezione, è correttamente indicato l’apporto calorico. Questo tonno bagna il naso perfino al famoso Consorcio, che in questo campo è da sempre considerato uno dei più interessanti.
Curioso come dei valtellinesi salgano in cattedra sul tonno all’olio, sia pure oceanico e non di tonnara. Voi tenetelo presente.










