Ricette vegan salutiste, ma la margarina che ci azzecca con la bruschetta?

Tuesday, April 8th, 2008

Veganblog.itSo bene che curiosity killed the cat, ma io in rete non riesco a non essere curioso. Sicché, spinto da un link trovato sul blog della mia visitatrice recente astrofiammante, mi sono imbattuto in Vegan Blog.
Si sa, io e i vegani sull’alimentazione abbiamo visioni un pochino divergenti. Tuttavia, mi fa piacere trovare un blog ben fatto, graficamente leggibile grazie all’ottima scelta del tema di wordpress, ricco di belle ricette che a un amante della verdura come me sembrano golosissime anche alla semplice vista delle fotografie. Insomma, bravi.
Però ogni rosa ha sempre la sua spina, anche se molto relativa. E in questo blog, la spina è rappresentata dalla ricetta delle “Bruschette ravanellose”, datata 4 aprile e proposta nello screenshot un po’ casereccio che vedete qui. Diamo un’occhiata agli ingredienti. Anzitutto, salta all’occhio la mancanza dell’aglio: nessuna ricetta può chiamarsi ragionevolmente “bruschetta” senza una minima presenza d’aglio. Ma questo è il meno. L’autrice Marta impone l’uso della margarina vegetale! Scusate il punto esclamativo, ma in questo caso ci sta tutto. Margarina vegetale nelle bruschette? La ricetta consiste nello spalmare abbondantemente questa margarina vegetale su fette di pane nero, e sormontare il tutto con fettine di ravanelli. E l’olio? Qui mancano aglio e olio, ingredienti assolutamente fondamentali in una cosa chiamata bruschetta. Soprassediamo per un attimo sull’aglio mancante, e pensiamo alla sostituzione dell’olio con la margarina. Cos’ha che non va l’olio? E’ veganissimo, eticamente ed ecologicamente corretto, e per di più è un simbolo della cultura gastronomica ed agricola italiana. Aggiungiamoci poi che un grande olio è valore aggiunto per ogni piatto.
Ma scusate, io ero rimasto alla vecchia convinzione dei vegan, quella secondo cui i vegan medesimi sono attuatori d’uno stile alimentare più sano e salutista. Una convinzione su cui ho sempre avuto ampie riserve, che in questo caso si moltiplicano all’ennesima potenza: qui un vegan col pedigree ripudia l’olio, e imbelletta le bruschette con un prodotto industriale, gastronomicamente insignificante, privo di qualsiasi legame con qualsivoglia tradizione non solo italiana. Per fortuna che costoro mangerebbero meglio di me. Io la margarina vegetale non la uso nemmeno come grasso di cottura, e mai la userei per nessuno scopo immaginabile, nemmeno per ungere un bullone.
Fortuna che subito dopo mi risale un po’ il morale con la ricetta dei ruvidelli con cime di broccoletti e uvetta. Un consiglio agli editori del sito: più ruvidelli e più bruschette vere. Meno “bruschette” al sapor (?) di margarina.

Bizzarrie dal web: Lisa Simpson esempio per i vegetariani

Thursday, January 25th, 2007

E’ sempre suggestivo soffermarsi sul variopinto mondo dei vegetariani, e soprattutto della loro componente più fanatica, i vegani o vegan. E’ bello, dal punto di vista sociologico e comunicativo, vedere quanto il loro linguaggio sia vicino a quello dei no-global o di altri cosiddetti contestatori. E’ altresì notevole una comunanza di vedute tra queste due categorie: la demonizzazione di chi la pensa diversamente, legata a doppio filo dalla convinzione granitica di poter salvare il mondo e di essere gli unici a praticare comportamenti corretti.
Perciò, ho pensato, bisogna premiare i vegetariani simpatici, visto che sembra che esistano. Questo sito web, rispetto ad altri, ha il pregio di perdere, almeno a un’occhiata superficiale, i toni da predicatori da parrocchietta che si leggono altrove in contesti similari. Peccato solo che i curatori del sito, per eccessi di simpatia, cadano a capofitto in topiche clamorose. Ad esempio, la pagina dei personaggi famosi fologorati sulla via di Damasco della soia e del seitan, snocciolati a guisa di esempi e di fari luminosi da seguire. Una pagina che è uno spettacolare boomerang: ci sono vecchie glorie come Paul McCartney; strombazzatori moderni e senz’altro meno gloriosi, come Morrissey («Nessuno può uscirsene con una argomentazione sensata a sostegno del mangiare animali – nessuno è in grado di farlo. La gente dice, per scherzare ‘La carne è buona’, ma è buona solo se la condisci e ci metti sale e pepe e la cucini e la fai 300 cose per nascondere il suo vero sapore. Se condisci allo stesso modo una sedia o della stoffa, probabilmente diventano abbastanza buone anche quelle»: questo l’alato pensiero della star); attori come Cameron Diaz, Alicia Silverstone, Tobey Maguire e altri; tra gli italiani, le testimonianze di, udite udite, Red Ronnie, Umberto Veronesi e Margherita Hack, nonché quella di tale Paola Maugeri che, forse credendosi nel Sessantotto, pontifica: «Il cibo e’ impegno, militanza e giustizia. La rivoluzione si fa nel piatto!» (solito refrain: i non vegetariani sarebbero dunque, per logica conseguenza, non impegnati, ingiusti e reazionari). Strepitose le dichiarazioni del musicista Moby: «Quando ero carnivoro la mia dieta era limitata. Come vegan, mi trovo a gustare una varietà infinita di cibi, essendo la necessità la madre dell’invenzione. Mi chiedono spesso: tu sei vegan, allora cosa mangi? Il che mi sembra una domanda strana. Cosa mangia chi non e’ vegan? Carne, formaggio, latte, uova? I vegan mangiano tutto il resto tra i cibi di tutto il mondo, indiani, messicani, tailandesi, giapponesi, africani e così via…». Ma che significa? Che i non vegetariani invece non possono gustare le cose che lui dice, perché fossilizzati su carne, uova etc? Ma vi rendete conto?
Ma il colmo deve ancora arrivare: oltre ad attori, schitarratori più o meno noti, scienziati di fama più o meno mondiale, chi ti inseriscono i curatori? Lisa Simpson. Leggiamo nella nota: «Lisa e’ diventata vegetariana il 15 ottobre del 1995, per motivi etici, dopo una visita allo zoo di Springfield. Inizialmente osteggiata dalla famiglia (e particolarmente da Homer, suo padre) Lisa ha finalmente trovato il modo di conciliare le proprie convinzioni grazie all’esempio di Paul e Linda McCartney, che le furono presentati da Apu Nahasapeemapetilon, un negoziante di origine indiana del suo quartiere, a sua volta ardente vegano». Particolare tracsurabile: Lisa Simpson non esiste. E’ semplicemente un personaggio de I Simpson, il celeberrimo cartone animato americano di Matt Groening. Carino, senza dubbio. Resta il fatto che inserire Lisa Simpson in una galleria di star più o meno convinte del loro vegetarianesimo, come se si trattasse di un personaggio reale, è veramente inquietante. Perché uno dovrebbe prendere sul serio una cosa del genere?