Sa stupire il miele di Tornareccio
Friday, September 7th, 2007
Magari non lo sapete, ma il miele buono e artigianale rientra tra le mie più grandi passioni. Il miele di Rododendro di Renata Parolo (Apicoltura Moltoni, in Valtellina) e quello di Adriano Berti (Nus, Valle d’Aosta) sono assolutamente tra i miei preferiti, al pare di quello di castagno di Sonia Zamboni (Berbenno in Valtellina) e di molti altri, magari assaggiati casualmente ma meritevoli di ricordo. L’ultima mia buona prova è stata quella dei mieli di un apicoltore di Tornareccio (Chieti). Ne ho parlato su Libero lo scorso 25 agosto. Provatelo.
Pensi al miele e ti viene in mente, se sei appassionato di enogastronomia, quello di fiori di rododendro, raro, ricercatissimo, ottenuto in alta montagna, dal colore chiaro e dal profumo di mandorla, unito a un sapore delicato.
Eppure il miele di rododendro, nonostante sia diventato abbastanza popolare, non è l’unico meritevole di considerazione. Ultimamente abbiamo fatto numerosi assaggi di nettari interessanti, tuttavia siamo rimasti piacevolmente colpiti dai vasetti di Nicola Tieri, che lavora a Tornareccio (Chieti), una delle piccole capitali dell’apicoltura abruzzese. Nella sua azienda (via De Gasperi 70, tel. 0872868292-0872868115) Nicola produce un bouquet di mieli di assoluto interesse. Per ora ne abbiamo assaggiati due: anzitutto, quello di eucalipto, sostanzioso, aromatico, molto pregevole. Poi, il miele d’acacia, quello giallissimo, che risplende al colore del sole: lungi dall’essere inflazionato, può ancora essere una bella sorpresa. Anni fa, inoltre, Tieri si era distinto al concorso dei Grandi Mieli d’Italia con il miele di agrumi, ottenuto da arnie dislocate nel Metapontino (da sempre, come al nord, qui si applica il cosiddetto nomadismo, ossia lo spostamento delle api nelle zone più disparate e ricche di essenze floreali, anche lontane dalla casa madre).
(da Libero di sabato 25 agosto, pagina 23)


