Splog e spammer, mi sono rotto le scatole
Wednesday, January 24th, 2007Chi ha seguito questo blog negli ultimi giorni, avrà notato che il mio post sul Barbacarlo è stato “omaggiato” di tre citazioni censite da Technorati. Nel contempo, queste citazioni si sono impietosamente auto-segnalate nella colonna di sinistra, precisamente nella sezione “Link in entrata”. Link che un plugin di wordpress mette in mostra rifacendosi ai dati forniti, ancora una volta, da Technorati. Tutto bello. Peccato che si tratti di link che col mio blog non c’entrano nulla: sono stati messi lì da dei cosiddetti Splog, ossia blogghetti truffaldini piazzati lì da qualche estroverso personaggio per guadagnare qualche centesimo di dollaro con programmi di “affiliazione”. I contenuti sono disinvoltamente scippati da blog e siti altrui, e vengono abbinati a gustose etichette tipo “Brazilian ass” o altre amenità (si sa, il navigatore per culi e tette ha sempre un culto appagante). Come fare per debellarli? Esiste un sito, Splog Reporter, in cui è possibile segnalare le URL di questi furfanti: ciononostante, mi inquieta il fatto che le news siano ferme al 2005, e che non si capisca bene a cosa serva segnalare i siti. Io, nel dubbio, l’ho fatto.
E poi, lo spam. Decine e decine di trackback spam al giorno. Se la richiesta di fare una somma di numeri ha del tutto preservato i commenti, per il trackback posso unicamente affidarmi ad Akismet, che traccia i campioni fraudolenti mettendoli nella spamlist (da cui posso provvedere a cancellarli tranquillamente), ma spesso se ne lascia sfuggire alcuni (3 o 4 su 500). Beh, nessuno è perfetto, nemmeno un computer. Però, che seccatura!










