Il Primitivo di Michele Moio è un grande rosso italiano. Ecco, l’ho detto
Tuesday, May 6th, 2008
Lo scorso primo maggio mi sono concesso con la famiglia un buon pranzo all’Osteria della Buona Condotta di Ornago (Milano), meritatissimo 14,5/20 dell’Espresso 2008. A corredo della cucina di Matteo Scibilia e del suo staff, ho fatto cosa assai gradita scegliendo un vino di Michele Moio da Mondragone (Caserta).
In provincia di Milano i prodotti della famiglia Moio non sono sempre diffusissimi, e ciò è un male. Michele, Bruno e Luigi hanno con gli anni maturato uno stile di vinificazione gagliardo, imperniato su frutto e potenza. E questo, udite udite, mantenendo tecniche tradizionali, con macerazioni molto lunghe e affinamenti in botti grandi di rovere di Slavonia. Tutto per ricreare lo spirito del Falerno che tanto piaceva a Orazio. E’ anche grazie ai Moio se nel 1989 è nata la Doc Falerno del Massico, a codificare vini bianchi di falanghina, vini rossi a base aglianico, e soprattutto vini rossi a base primitivo.
I Moio sono dei veri draghi del Primitivo. Provate il Falerno del Massico Primitivo 2004, accostatelo a un cinghiale, a un fagiano in umido. E’ un vino di stoffa imponente, aristocratica, quasi d’altri tempi. E’ concentrato nel color rosso rubino intensissimo senza cedimenti. Va dritto al naso con la rotondità della prugna secca, del fico d’India, dell’uva passa, di un pizzico di cuoio molto stagionato (non confondetelo con il cuoio delle barrique). In bocca si sviluppa lungo i quattro punti cardinali, ampio, largo e persistentissimo, tecnicamente inappuntabile, pieno di calore e di emozione, senza tannini grezzi ma con una vellutata placidità che s’impone. Un vino da consigliare anche per il rapporto qualità/prezzo assolutamente straordinario. Pochi altri grandi rossi (io senza timore annovero non solo questo Falerno ma anche il Gaurano e il Moio 57 tra i grandi rossi italiani)) sono così convenienti: al ristorante, la bottiglia l’ho pagata circa 24 euro. E un po’ mi viene da sorridere, al pensare che un illustre vino bianco passato in anfora ne costa 12. Al bicchiere.
PS: in tema di mondo del vino campano, segnalo il blog di un’enoteca dell’isola di Procida. Molto ma molto ben fatto.










