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Un solo euro per un panino. Uno e novanta, se si esagera. A Milano

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I tre panini che ho mangiato ieri al Bruno’s 101 di Milano, in piazza XXIV maggio. Ne leggerete domani anche su Libero. Oltre ai tre panini, ho preso una mezza minerale. Totale: 5,40 euro. Come dire, quanto si spende per un panino solo in centro senza bere. Anzi, meno.
In questa piccola paninoteca aperta lo scorso giugno sotto i portici della piazza, verso via Scoglio di Quarto, hanno fatto una scelta precisa: 30 panini in vendita a un euro, 41 a 1,50 e altri trenta a 1,90. Fanno 101 farciture diverse, da cui il nome del locale.
Per far le cose perbene, io ho provato tutte le fasce di prezzo. In quella più bassa, chiamata “Tradizione”, ho scelto un pancetta e paprika, semplicissimo, buonissimo, a sinistra nella foto. Ma avrei potuto optare per burro e acciughe (la merenda dei nostri nonni e dei nostri papà), oppure stracchino e peperoni, o magari mortadella e senape.
Come panino da 1,50 (si chiamano “Selezione”), ho preso il panino con prosciutto crudo di Parma e formaggio Piodino (un piemontese a pasta molle), al centro. Alternative? Parecchie: per esempio, porchetta e funghi; tonno e caprino; pancetta e Gorgonzola dolce; coppa e stracchino; gamberetti e pomodoro.
A destra, il panino da 1,90, ossia la categoria “Eccellenza”: trota affumicata (del’Agroittica di Calvisano) con maionese, il migliore dei tre. La trota era anche abbinabile al burro, ma ho voluto provare la maionese. Altri panini della categoria: roast beef e salsa piccante; lardo di Arnad e salsa di noci; coppa piacentina Dop e peperoni alla griglia; mozzarella di bufala Tamburro e pomodoro.
Da bere, oltre alla mia acqua ci sono vini a bicchiere che costano 1,50 – 2,50 euro. I panini, nella loro semplicità, sono incondizionatamente ottimi. Il pane è costituito da piccole baguette surgelate, giustamente segnalate come tali, ma non malvage al gusto. Per quel che si paga, lo spuntino c’è ed è da consigliare. Per ridurre i costi, hanno messo la lista “fai da te”: segni su un foglietto prestampato i panini che vuoi, lo porti al banco e vieni servito.
La pensata è stata di un gruppo che detiene pure ristoranti etnici come il Dixieland, e ha intenzione di “esportare” il modulo, dopo questa apertura milanese sperimentale. L’8 agosto chiude per ferie, ma poi torna e ha in programma serate gastronomiche a tema. Sapevatecelo.

101 Bruno’s
Piazza XXIV maggio
Milano
Tel. 0283660468

Panini stragolosi per il riposo dei forzati dello shopping

Andare alla Rinascente Duomo milanese l’8 dicembre? Si può fare benissimo, se avete ambizioni suicide. Il servizio d’ordine ha dovuto disciplinare con pazienza la folla oceanica del popolo dell’acquisto prenatalizio, che affollava il grande magazzino più famoso di Milano. Però anche la Rinascente ha la sua oasi: il settimo piano. Lì, dal 2007, c’è il reparto gastronomico, che qui si piccano di chiamate Food Hall come nel londinese Harrods. Un reparto da visitare assolutamente, per l’assortimento di cose buone e di prelibatezze davvero rimarchevole. E anche per i ristoranti e, in genere, le possibilità di fare uno spuntino.
Io e chi mi accompagnava, invogliati dalla fame e, in misura minore, dalla presenza del comodissimo ascensore che da via S. Radegonda porta direttamente in alto, abbiamo deciso di concederci un pranzo-merenda durante la nostra caccia al regalo. E abbiamo scelto i Panini De Santis. La storica panineria di corso Magenta, nel 2007, ha aperto qui un suo angolo goloso, che potete vedere nella foto in alto. Ieri non era così bello vuoto: era affollatissimo, pieno di gente affamata. Eppure il servizio se l’è cavata egregiamente, con svelta gentilezza.
Qui, nemmeno a dirsi, il piatto forte sono i panini, davvero gargantueschi. La scelta è ricca e varia, e i nomi sono divertenti.
Chi mi accompagnava ha preso questo:

Il Cavalier Maurino (salmone affumicato, prosciutto cotto, scamorza, rucola, limone, pepe, salsa rosa), davvero armonico, delizioso nella farcitura. I panini qui poi sono pure di dimensioni molto grandi, e possono sfamare chiunque.
E per me? Ecco:

Il Platone (aringa affumicata, mortadella di Bologna, Fontina fusa – decisamente non quella valdostana, ma nemmeno malvagia – , limone, pepe). Se ignote mi sono le ragioni per cui un simile panozzo ha preso il nome dal filosofo greco, decisamente evidente è la bontà e la ghiottoneria di un accostamento, quello tra aringa e mortadella, che francamente non mi sarebbe mai passato per la mente. Approvato, decisamente.
I prezzi non sono stracciati (il Maurino è costato circa 11 euro, il Platone 9 e qualcosa), ma siamo pur sempre in centro, e lì in zona non è difficile spendere molto di più in bar e paninoteche per nulla all’altezza di questa come comodità, assortimento, qualità complessiva dell’offerta. E ci sono pure i dolci, tipo la tartina con crema di cioccolato, pere a fette e cannella.
Vi consiglio di provarlo, almeno una volta.

Panini De Santis
Presso Rinascente
Piazza Duomo
Milano
Tel. 028852457