Una campionessa della porta accanto

Thursday, October 25th, 2007

Qualcosa di più su Nicoletta Gargiulo, la campionessa dei sommelier italiani? Ecco qui il mio pezzo, uscito lo scorso martedì su Libero. Altre curiosità su Nicoletta? Tra le sue degustazioni “della vita”, quelle che non dimentichi più, la sorrentina intenditrice napoletana ricorda un Krug del 1964 e un Barolo Monfortino 1982 di Giacomo Conterno. Eccola a voi, senza l’ombra della seriosità pontificante che qualcuno continua ad attribuire a chi fa il suo mestiere.

Nicoletta GargiuloSu il sipario, il sommelier è donna. Una volta tanto, anche le numerose ragazze che si sono diplomate ai prestigiosi corsi dell’Associazione Italiana Sommeliers hanno di che gioire: una di loro, Nicoletta Gargiulo, ha vinto lo scorso sabato il premio di Miglior Sommelier d’Italia. Un riconoscimento ambitissimo non solo da noi, ma dappertutto: quella dei sommelier italiani è infatti l’associazione di categoria che vanta il maggior numero d’iscritti al mondo, e i professionisti del Bel Paese sono assai richiesti e contesi.
E ai concorsi hanno trionfato quasi sempre uomini. Basti pensare che l’ultima donna a salire sul gradino più alto del podio del Miglior Sommelier d’Italia fu Lucia Pintor, nel 1987. E prima di lei, fin dall’istituzione del premio nel 1967, nessun’altra. Ci voleva proprio Nicoletta, sorrentina, classe 1975, diploma scolastico alberghiero col massimo dei voti, a ricordare che nell’Ais la componente femminile è assai importante. Dopo i tre corsi necessari per il diploma di sommelier Ais, Nicoletta ha poi affrontato gli esami per diventare Degustatore Ufficiale della medesima Ais, e anche quelli per essere abilitata alla funzone di Relatore (ossia, per insegnare ai corsi degli aspiranti sommelier). Aveva già tentato la partecipazione al concorso nazionale nel 2003 e nel 2006: niente da fare, il premio fu vinto da due uomini, due grandi professionisti come Savino Angeletti e Michele Garbuio.
Intanto però Nicoletta si è tolta lo sfizio di mettere in saccoccia il premio di Milior Sommelier della Campania: come tale, è stata ammessa anche quest’anno alla competizione nazionale. Ce lo racconta lei stessa: «Al concorso sono ammessi i finalisti regionali selezionati in tutt’Italia. I semifinalisti nazionali erano 16, me compresa». E com’è il concorso? «Le semifinali comprendono anche un questionario: 30 domande in 30 minuti sullo scibile degustatorio. Poi, degustazione di tre vini alla cieca, senza vedere la bottiglia. Poi, abbinamento di cibi e vini e stappatura dello spumante». Prove impegnative, ma non impossibili per lei, che ne aveva affrontate di simili per abilitarsi Degustatore ufficiale e Relatore. Le ha superate, arrivando in finale dopo una selezione feroce: «In finale ci siamo arrivati in 3. E lì è stato difficile». In effetti, la prova finale è un po’ la summa di tutte le buone qualità che deve avere un sommelier, comprese cultura dell’accoglienza e conoscenza delle lingue. Lo racconta lei stessa: «Ancora degustazioni, e anche la prova che tutti i profani richiedono agli appassionati: quella di assaggiare un vino alla cieca e di riconoscerlo. Ne ho indovinati due su tre. Poi, abbiamo dovuto leggere una carta dei vini con degli errori da scoprire e da correggere. Quindi abbinare vini italiani e spagnoli a un menù completo, e simulare l’accoglienza di un cliente in lingua inglese». Come vedete, chi considera il sommelier come fosse un semplice versavini è decisamente fuori strada.
Nicoletta, che vanta anche una collaborazione col celeberrimo ristorante Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi (Napoli), oggi ha in custodia la cantina e il servizio al ristorante agrituristico Casa Scola, a Gragnano, patria del più famoso vino napoletano. Però è facile che possano aprirsi per lei le porte di qualche locale di grande prestigio, magari all’estero. Il fatto di essere donna è un impiccio, per la carriera? «No, ritengo che un uomo e una donna, se sono bravi, come sommelier possano sfondare entrambi». Ma solo un’altra prima di lei ha vinto… «Le donne sommelier sono molte. Forse sono ancora poche quelle che si iscrivono, si lanciano nelle competizioni». E’ vero che le donne hanno un olfatto forse più sensibile di quello dei maschi? «Dicono di sì. In ogni caso, ciò che conta è l’allenamento, il degustare molto e con attenzione».

(Da Libero di martedì 23 ottobre 2007, pag. 26)

Nicoletta Gargiulo, la regina dei sommelier

Tuesday, October 23rd, 2007

Dopo vent’anni, il concorso di Miglior Sommelier d’Italia viene vinto da una donna. E una donna simpatica, per giunta: l’ho sentita per telefono ieri, per riportare le sue impressioni sull’articolo che oggi è in pagina su Libero (lo leggerete non domani ma dopodomani, perché domani sarò via).
Qui, grazie al sempre ottimo Andrea Gori, il video di una delle prove del concorso: la trentaduenne Nicoletta alle prese con un Trebbiano d’Abruzzo di Masciarelli: