Sunday, November 28th, 2010

Che colpo d’occhio, eh? A Spilimbergo (Pordenone), nel Friuli profondo, un buongustaio sa dove andare a riempire occhi, narici e soprattutto bagagliaio. Non sono molto frequenti gli empori del gusto paragonabili a quello che ha messo in piedi la famiglia Tosoni. I Tosoni, per chi non lo sapesse, sono produttori di formaggio dal 1940. Ancor oggi, fanno i grandi classici del Friuli, come il Montasio, affiancandoli a veri reperti di archeologia casearia pordenonese come l’Asìno (attenzione, l’accento va sulla “i”): un formaggio molle straordinario, dal sapore mosaicato tra sapido e amaro, davvero unico. Si ottiene immergendo caci freschi, preparati alla bisogna, in particolari salamoie di panna affiorata. Uno spettacolo. Così come uno spettacolo è il Formadi Frant, altra meraviglia saporosissima, che un tempo si faceva con pezzetti di rimanenze di altri formaggi tipo Latteria.
E sono i Latteria, a colpire immediatamente all’occhio. In effetti, i Tosoni oltre che eccellenti produttori in proprio, sono anche selezionatori e raccoglitori dei migliori formaggi delle latterie dei paesini friulani: quelle latterie che un tempo erano “turnarie”, ossia funzionavano coi casari che, a turno, facevano il formaggio col latte che portavano.

Uno zoom ravvicinato mostra queste autentiche meraviglie dell’arte casearia friulana. E qui il cliente può acquistare tutte le forme, per poi fare confronti, assaggi, degustazioni. Potete approfondire le differenze tra un Brazzacco, un Ravosa, un Travesio e molti altri, cercando le differenze e le caratteristiche comuni, quasi scandagliando le pieghe di un territorio magnifico. C’è da non uscirne più, da quest’enciclopedia della perdizione virtuosa e golosa.

Il negozio, del resto, predispone all’accaparramento compulsivo di ogni bendidio. Quella ritratta in foto è solo una frazione di un vero tempio della lussuria: formaggi, salumi, sottoli, conserve, biscotti, pane, vini, birre…
Che dire dei salumi?

C’è di tutto: salame friulano morbido; grande soppressa del vicino salumificio Lovison di Spilimbergo, di cui Tosoni, credo, è il punto vendita più prossimo; prosciutti di San Daniele; salsicce; prosciutti affumicati; Pitina della Val Tramontina.

E poi, il mitico Musetto, ossia il cotechino friulano morbidissimo, che si fa in parte col musetto del maiale, e che verso il confine sloveno si assapora con la brovada, una marinata di rape dal gusto particolarissimo.
Ecco, non vorrei essere responsabile di attacchi di cuore. Andate alla boutique di Tosoni, ma tenete a controllo le emozioni.
Tosoni
Via Barbeano, 9
Spilimbergo (Pordenone)
Tel. 04272800
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Tuesday, February 20th, 2007
Come molti avranno senz’altro notato, all’inizio di questo 2007 ha chiuso un autentico pezzo di storia alimentare milanese: la Salumeria Dell’Angelo, quella di Corso Buenos Aires numero 66, ha abbassato per sempre le saracinesche. “Chiuso per cessata attività”, dice un mesto cartello in cartone, mentre un altro avverte come la specialità del locale, il musett (ossia, il cotechino friulano morbido, quello che vedete in foto), sarà in vendita presso un altro atelier gastronomico cittadino, Rossi & Grassi, ove lavora Stefano, il figlio di Luigi Dell’Angelo. E così, se ne va un negozio unico, che nel filone dei prodotti friulani non aveva eguali in città (non a caso, era preso d’assalto dagli immigrati friulani a Milano), ma che si faceva rispettare anche sull’Alto Adige. Vi propongo qui l’ultima delle rubriche che ho scritto sulla Salumeria Dell’Angelo (in alcuni anni, ne avevo parlato più d’una volta), datata luglio 2006. Per ricordare una boutique del gusto che mi mancherà.
Ci sono delle boutique del gusto che trovano la loro realizzazione nel battere una strada diversa, un’originalità di prodotti in grado di far dire al cliente: «Ecco, io per trovar quello vado lì». Un negoziante intelligente ha sempre la nostra ammirazione: ed è per questo che, a Milano, la Salumeria Dell’Angelo (corso Buenos Aires 66, tel. 02201372) è uno dei nostri indirizzi preferiti in assoluto.
Si affaccia sul corso Buenos Aires, in mezzo a tanti posticini da shopping del sabato mattina: dopo appunto aver fatto un giro tra le firme della moda, ci sono tantissime persone, vip ma non solo, che gradiscono molto dare uno sguardo a questa doppia vetrina ed entrare nel negozio accogliente, dal gran bancone a forma di ferro di cavallo, sempre presenziato da signori gentili ed appassionati.
Ma cosa rende tanto buona questa salumeria -gastronomia, che al neofita, da fuori, può sembrare “semplicemente” nulla più che, appunto, una salumeria di lusso? L’offerta gastronomica: non siamo riusciti a scoprire, purtroppo, se il leader Luigi Dell’Angelo abbia origini friulane, fatto sta che il Friuli gastronomico qui trova una consacrazione ben difficilmente reperibile in qualsiasi altro indirizzo milanese. C’è, ovviamente, il prosciutto di San Daniele: ma quello lo si trova abbastanza facilmente, anche se non sempre così buono. Ma per il salame di Sauris si può fare lo stesso discorso? Questo salame di maiale, dal gusto simpaticamente montanaro garantito dall’affumicatura, non è precisamente nel Dna culinario dei milanesi: eppure qui il curioso può trovarlo e apprezzarlo. Stesso discorso per le salsicce e le salamelle carniche, proposte in due versioni, una da cucinare in umido e l’altra da assaporare in gratella, magari con una fettona di polenta. Di rigore anche la grossa Sopressa prodotta da Lovison di Spilimbergo (Pordenone), nonché i prodotti di Jolanda de Colò. Il must della salumeria è però il musetto (o musett), cotechino particolarmente morbido, tratto dalle parti gustosissime del muso del maiale: nel Collio goriziano va a nozze con la brovada (rape macerate in vinacce d’uva rossa), che qui troverete, con la possibilità di ricreare dunque il piatto originale a 400km di distanza.
Ma anche i formaggi, qui, parlano la lingua del Vecio Friùl. C’è il Montasio, ovvio, ma è ancora più golosa un’altra curiosità, l’Asino (accentato sulla “i”), un formaggio salato pordenonese, qui presente nella versione di Renato Tosoni di Spilimbergo, assai accattivante nel gioco di sapido-dolce-amarognolo che libera all’assaggio. E poi, i vini: il Friuli è terra di bianchi per antonomasia, ma qui troverete un po’ di tutto.
A dire il vero, anche altre sono le predilezioni di questo salumiere, che peraltro si distingue per ottimi ravioli, paste ripiene e piatti gastronomici già pronti e variegati: le specialità altoatesine. Anche se meno numerose di quelle friulane, le ghiottonerie tirolesi qui si sprecano: wurstel d’ogni sorta, salsicce di fegato, crauti al naturale.
Insomma, fateci un giretto.
(da Libero di venerdì 14 luglio 2006, pagina 49 Milano)
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