Non si poteva non andare in birreria: Augustiner

Friday, August 29th, 2008

Si può andare a Monaco ed evitare l’inevitabile Hofbräuhaus? La risposta è sì. Abbiamo preferito non fermarci nella bierhalle più famosa della Baviera: i suoi oltre tremila posti sono popolati da fin troppi turisti, compresi gli immancabili italiani (che a Monaco, per quanto ho potuto constatare, non parlano una parola d’inglese né, tantomeno, di tedesco).
Sicché, visto che mancare la puntata in birreria sarebbe stato un delitto, ho optato per un altro pezzo da novanta: Augustiner, in Neuhauser Strasse, praticamente davanti all’incantevole chiesa della Bürgersaal. All’Augustiner, che civetta con eleganza sulla propria antichità, si deve fare una scelta. Si può entrare nell’ingresso-ristorante, sul fondo, per fare un pasto completo. Oppure, si può scegliere la semplice Bierhalle, come abbiamo fatto noi, mangiando comunque, in un ambiente decisamente più alla mano e popolare.
Turisti? Certo, ci sono anche qui, e pure noi lo siamo, anche se un poco distinti nel vestire. Però qui ci sono un bel po’ di bavaresi veri. Bavaresi che, com’è noto, amano vestirsi coi loro abiti tradizionali, giacche col bavero piatto (in versione estiva), bretelle, camicie particolari… L’atmosfera predispone alla convivialità. In birreria, come costuma qui, si entra e ci si siede dopo aver trovato posti liberi. Non abbiamo problemi a farlo.
Arriva la solerte cameriera che ci adocchia subito nonostante la folla (peraltro vivibile) e ci porta i menù, anche in inglese. I piatti sono numerosi, quasi tutti devoti alla cucina bavarese. Le carni, in particolare, sono curate da un macellaio che lavora in esclusiva, e fornisce alla casa salsicce e altre golosità fabbricate apposta. La birra? E’ quella fatta in casa, dal famoso stabilimento. Ho optato per la Weiss, ovviamente vom fass, servita nel classico bicchiere svasato. Una Weiss pregevole, giustamente rinfrescante, un poco odorosa di banana, chicchi di caffè, luppolo, lievito e grano. Sapore secco, persistente, amarognolo senza concessioni, ideale per una birra “dissetante”. Accompagnamento? Anzitutto, un cestino di fragranti brezen. Poi, abbiamo scelto di spiluzzicare due piattarelli, che ci siamo divisi. Uno è stato il classico weisswurst, bollito, servito in una ciotola di maiolica con l’acqua di cottura, corredato dai bravi crauti e dalla tipica kartoffelnsalat. Il secondo piatto? Un milzwurst (salume di milza) impanato e fritto, anch’esso con l’insalata di patate. Tutto buono. E tutto abbondantemente smaltito con una successiva, lunghissima camminata tra la Pinakothek der Moderne (che conserva le Muse inquietanti di Giorgio De Chirico) e il quartiere di Schwabing. Che volete, la dieta e la sua tirannide va rispettata. Siamo comunque stati contenti lo stesso, visto anche che il conto, per due birre, due piatti e un cestino di brezen, è rimasto inferiore ai 25 euro. La foto non è mia.


Neuhauser Strasse, 27
Monaco di Baviera (Baviera, Germania)
Tel. +49 (0)89 23183257
Chiusura: boh, credo mai

A Monaco il goloso ha un paradiso: Viktualienmarkt

Thursday, August 28th, 2008

Prima tappa a Monaco di Baviera? Nemmeno a farlo apposta, il parcheggio che arrivando da Oberhaching è più comodo per il centro monacense si trova vicino all’irripetibile, edonistico Viktualienmarkt.
Che cosa sarebbe? Una specie di vizioso incrocio tra un farmer market e un mercato di prodotti tradizionali a dir poco lussurioso. Occupa un’intera grande piazza a sud della Marienplatz, e annovera 140 bancarelle di prodotti gastronomici. I prodotti sono di ogni genere. Ci sono frutta e verdura, simbolo della vocazione originaria di quest’istituzione che risale al 1807. In particolare, ci sono fruttivendoli che vendono e presentano anche 50 tipi diversi di kartoffeln, di patate. Molto tipici i banchi ove si viene serviti di succhi freschissimi spremuti al momento. Un verduraio proponeva addirittura tartufo bianco d’Alba, ma la calca mi ha impedito di osservarne i prezzi.
Vasta anche la scelta di formaggi: i negozietti servono davvero di tutto, dalla mozzarella di bufala campana ai caci locali di latte crudo (ben più numerosi di quel che si potrebbe pensare), passando per la Francia.
I salumi però sono il vero core business (scusate l’inglese). Tra bratwurst, milzwurst, blutwurst, leberkäs, kalbskäs e decine di altre tipologie di salsicce, sanguinacci, salami, stinchi e insaccati di tutti i tipi c’è davvero da perdersi. Il grande biergarten s’incarica di venderli già cotti per i golosi, altrimenti le macellerie si sprecano. Anzi, tutto il lato nord del mercato, verso la chiesa di St. Peter, è un’infilata di bottegucce di carni e derivati.
Il Viktualienmarkt è un’istituzione che a Monaco è considerata unica al mondo. Una visita, almeno una volta nella vita, è d’uopo. Qui poi c’è una webcam grazie alla quale potrete “controllare” il mercato quasi in tempo reale.
Vi lascio pure una mappa per facilitarvi il compito, che volete di più?

Visualizzazione ingrandita della mappa

Vacanze a Monaco di Baviera: ristoranti da consigliare?

Wednesday, July 9th, 2008

Monaco di Baviera

Cari amici, a me gli occhi. Il prossimo agosto mi concederò una settimana di vacanze a Monaco di Baviera, città dove manco da quasi vent’anni.
Ebbene: qualcuno ha dei ristoranti da consigliarmi, anche nei dintorni?
Rispondete, è un appello serio.
Avete esperienze da raccontare?