Saturday, July 12th, 2008

Gran bel colpo giornalistico dello staf de IlMangione.it (lo so, lo so, me ne accorgo fin troppo tardi, mea culpa): un loro giornalista, Gian Omar Bison, ha intercettato e intervistato il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia. Qui il testo integrale, se volete leggerlo.
Ora sappiamo che Zaia ama gli gnocchi di patate, meglio se “quelli fatti con le patate bianche nostrane che sono buonissime” e “conditi con un sugo al pomodoro, non troppo carico, perché non deve coprire il sapore”. Una predilezione decisamente condivisibile.
A parte questo, Zaia si diffonde sugli scandali (“Ci siamo trovati ad affrontare una situazione che, prima che arrivassimo al Governo, era stata gestita con eccessiva lentezza e, forse, con qualche trascuratezza. Noi non abbiamo perso un solo giorno”), sui problemi dell’agroalimentare italiano, sulle strategie necessarie alla nostra agricoltura (“agricoltura non significa più soltanto produzione ma anche e soprattutto protezione della nostra sicurezza alimentare, salvaguardia delle nostre tradizioni e delle identità”).
Un solo appunto, signor ministro: è proprio sicuro che “Adesso la situazione del Brunello è risolta”, come dice nell’intervista?
Postato in A ruota libera | 1 Commento »
Monday, September 17th, 2007
Il mio vecchio articolo dedicato a un discutibile (e in effetti discusso) intervento del ristoratore Marcello Forti sulle pagine del portale Ilmangione non è passato inosservato. Ho notato or ora che il direttore Andrea Guolo ha dedicato alla mia risposta un bell’editoriale datato 7 settembre, che vale la pena di leggere.
Lo rassicuro subito: come lui stesso ha capito, quando parlo di “verità rivelata” sto sempre facendo ironicamente il verso a Marcello Forti, che finisce lui stesso per arrivare più o meno a questa conclusione a proposito del Mangione e di siti similari, contrapposti nella sua visione alle malvage guide gastronomiche. Più che Ilmangione, nel mio articolo il bersaglio era principalmente Forti, che ne approfittava per ribadire un pistolotto già assaporato altrove in altre forme e con altre firme: i giudizi delle guide non corrispondono a verità. Il vostro sito ha indubbi meriti (a parte una certa fissazione per la non riproducibilità delle recensioni, che mi pare un po’ eccessiva: non me ne vogliate), ma Forti non ricorda (o finge di non ricordare) che quando uno dei vostri recensori ebbe da eccepire sul suo locale, lui medesimo reagì in modo non troppo conciliante. Lo ribadisco, non me la sto prendendo con voi, ma sto riflettendo sul pensiero del Forti, incline a cambiare idea al cambiamento del vento (specialmente se il vento lo fustiga in prima persona).
Tutto questo l’ho fatto notare con un registro ironico, che è quello che in casi del genere più mi diverte impiegare.
Io spero che il web, casereccio o no (ma casereccio non ha valenze negative), non cessi di crescere qualitativamente. Voi ne siete attori appassionati. Come ribadisco una volta di più, il discorso riguarda non voi, ma i ristoratori: checché ne pensi qualche ristoratore, nelle guide cartacee i giudizi veritieri e in buona fede si possano trovare eccome. La faccenda dei rimborsi è un po’ più complicata: qualunque critico il rimborso lo riceve dopo (anche parecchi mesi dopo, nel caso delle guide) aver visitato il ristorante, e non prima. E in ogni caso, nelle guide si viene pagati “a scheda”, non in base a quanto speso, che in certi grandi locali finisce per eccedere l’importo del compenso.
Grazie degli apprezzamenti al mio lavoro giornalistico, che tutti i giorni cerco di svolgere con la massima attenzione e, soprattutto, con ambedue gli occhi rivolti al lettore, che leggendomi spera di fare le mie stesse esperienze nell’ambito del gusto.
In ogni caso, a parlar male delle banche, quelle sì, non si sbaglia mai. E non dimentichiamocelo.
Postato in A ruota libera, Diritto di replica | 2 Commenti »