Identità Golose, un cellulare fotografico e tanta fantasia

Wednesday, February 4th, 2009

Anch’io, alla maniera di quel gran lupo del Viaggiatore Gourmet, ho fatto le mie cartoline da Identità Golose. Cartoline, al solito, ruspanti e caserecce, ma non prive di una loro efficacia iconografico-documentaria…
Si comincia bene.

Paolo Parisi, il cowboy del Granducato, in tutta la sua magnificenza. Inevitabile un assaggio delle sue sublimi uova:

Roba capace di ricordarmi il sapore delle uova delle galline allevate da mia nonna.
La qualità della foto è alquanto tristanzuola, ma con un Nokia E 71 non ho saputo far di meglio.
Ma andiamo avanti con le istantanee.

Ilario Vinciguerra nello stand della famiglia Spigaroli, presenti in gran copia col culatello, il salame gentile, il lardo di razza nera parmigiana (un burro), il prosciutto dei loro maiali, la selezione di quattro Parmigiani. Uno stand bello e ben presidiato:

Eccolo lì.
Ma non ci fermiamo.

I macarons di Tetsuya ripieni di fegato grasso marinato al Picolit. Un’escogitazione meditata dal grande pasticcere in tandem con Bruno Pessot, figlio di Jolanda de Colò e Antonello Pessot, da anni lanciato anima e corpo nell’azienda di famiglia, che ha arricchito con la sua intelligenza e le sue intuizioni. L’abbinamento, quasi perfetto, è col Traminer 2007 di Girolamo Dorigo, elegante, senza troppo residuo zuccherino.
E via, verso nuove avventure.

L’Epoisses preparato al momento dai Guffanti nel loro piccolo stand. Questi selezionatori, come ho detto più di una volta, meritano il plauso per il lustro che danno alle produzioni più interessanti e ghiotte, evidentemente non solo italiche. Grazie, famiglia Fiori.
E mo’ annamo.

Lo stand de Gli Aironi ha visto la partecipazione di Christian Costardi, giovane alfiere vercellese della cultura del riso, assieme a suo fratello Manuel. Lunedì ha proposto ai “passanti” un bel risotto mantecato al Taleggio con riduzione di liquirizia e polline di tarassaco, pienamente illustrativo delle sue singolari capacità cuciniere. Come già ho detto altre volte, Christian e Manuel sono due chef destinati a un grande futuro, se sapranno bruciare le tappe con la necessaria calma e volontà di evolversi. Bravi.

Questo, naturalmente, a margine dei convegni coi grandi della cucina di tutto il mondo, e coi relativi premi e riconoscimenti. Lunedì il Premio Eccellenza Lombarda è andato a Massimo Sola, in arte massisol, che manda avanti questo popò di locale.

Commento finale: bravo Paolo Marchi, ma si sapeva già.