Una grappa per le serate di relax

Thursday, June 12th, 2008

Grappa Of AmaroneLa sezione delle grappa, come potete vedere, s’è arricchita di un nuovo post. Qualche sera fa, ho sorseggiato assieme a mio padre una gran grappa delle distillerie Bonollo. Era la Grappa Of Amarone Barrique.
Ora, so benissimo che ci sono scuole e controscuole di pensiero sul distillato italiano per antonomasia. C’è chi vuole grinta, irruenza, grado alcoolico, ruspante durezza dalla grappa. E c’è chi invece può concedere una chance a grappe più morbide, più chiaroscurate, più meditate, per così dire. Io amo ambedue i tipi. Unica condizione: che siano buone.
La Of Amarone ricade senz’altro nella seconda categoria, senza arrossire. Del resto, l’impiego delle barrique (che, dicono in azienda, prima del 1999 nessun altro grappaiolo usava) lo testimonia. E’ una grappa cognacheggiante, se mi consentite il neologismo. Il colore è ovviamente ambrato scuro, tipico della tipologia. I profumi tendono alla dolcezza, così come in bocca è vellutata, persistente, carezzevole. Le vinacce d’Amarone danno struttura e nerbo. Grappa “da signorine”, direbbe qualcuno. Invece no: grappa equilibrata, imponente, per tutti, per chiunque apprezzi il piacere sincero di un calice serale in compagnia.
Il sito aziendale la vende anche. 37 euro a bottiglia. Direi che sono ben spesi. E’ una grappa che riesce ad essere sia da meditazione che da conversazione. Va bevuta da sola, magari accostandola a un sigaro (ideale l’Antico Toscano) o a una buona pipata (Davidoff miscela verde, caricata in una pipa possibilmente grande e lunga, che duri almeno un paio d’ore).

Distillerie Bonollo Umberto
Via G. Galilei, 6
Mestrino (Padova)
Tel. 0499000023

Minervaj, una grappa degna di Versace

Wednesday, March 14th, 2007

Minervaj Grappa Moscato Riserva 2000Eccoci qua con una nuova rubrica: quella dedicata a grappe e distillati, uno dei capitoli più belli del patrimonio goloso italiano (e non solo). Certo, la grappa è il distillato italiano per eccellenza, simbolo quasi specifico del nostro Paese in questo campo: e molti sono i produttori d’eccellenza, da Giannola Nonino in giù, che con gli anni hanno saputo render grande questo prodotto.
Oggi vi parlerò della grappa forse migliore che io abbia assaggiato negli ultimi mesi: la Riserva di Moscato 2000 di Minervaj. Raffaele Minervini, ex giornalista professionista, da un po’ di anni si è trasferito nel Canavese a curare questa sua bella azienda: tra i suoi prodotti, due versioni di spumante a base di uva erbaluce, nonché un passito, l’Ardvinum (o Arduinum). Fetta cospicua dell’offerta è però rappresentata dalle grappe, distillate personalmente, con notevoli risultati. Questa grappa di Moscato Riserva 2000 (la vedete in foto, ma la bottiglia che ho a casa è lievemente diversa) è stata una sorpresa pazzesca, una meraviglia per il palato. Anzitutto, i profumi: mai sentita, grappa così floreale, profumata di fiori secchi, fiori d’arancio e mughetto. A dare un marchio di finezza, l’aroma, il “timbro” tipico dell’uva moscato. E poi, il sapore: seta pura in bocca, eleganza vivida e femminile. Se n’è stupito un amico svizzero-italiano, abituato alla ruspante, accattivante forza della grappa ticinese (di uva americana). Insomma, un assaggio che consiglio a tutti. Notarella a margine: Roberto Castagner, grappaiolo sommo, ha ideato una “linea sartoriale”, con le sue grappe più fini e setose. Ebbene, quella di Minervini lascia la medesima sensazione delle (eccellenti) bottiglie di Castagner: l’eleganza di un vestito perfetto, su misura. Come un vestito di Versace, tanto per usare la felice metafora che Paolo Massobrio utilizzò per descrivere il Mantonico della Locride di Ignazio Tripodi.