Tuesday, November 27th, 2007

Si può nascere in Val d’Ossola e non mangiare il formaggio? Il mio amico Nicola, grafico di valore oggi trapiantato a Venezia, ricade ahilui nella categoria. Questo post è dedicato a Nicola, che oltre a non amare il formaggio (ma gusta molto volentieri il mitico pane nero di Coimo) si trova ad essere originario di Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola), il paesino dove abita e opera un affinatore che onora la sua categoria: Castagna.
Giuseppe Castagna e i suoi sono veramente dei maghi del formaggio. Sanno andare a cercare le forme più prelibate nell’Ossola e nelle valli circonvicine, distribuendole e stagionandole da par loro. Come i prodotti della latteria sociale di Santa Maria Maggiore, in val Vigezzo: coi loro formaggi di base, i Castagna realizzano la saporita linea dei “sapori dello spazzacamino” (Santa Maria è la capitale degli spazzacamini d’Italia e forse d’Europa). Ciò non toglie che facciano sapide incursioni anche altrove: ad esempio, in Valsassina, ove ritirano un Taleggio a pasta cruda che tra le loro mani (e nelle loro grotte) diviene un capolavoro di languida, pregnante freschezza. Oppure, in Valle d’Aosta, per le Fontine e i formaggi della Walser Delicatessen di Issime. E che buoni i caprini variamente aromatizzati, e i Gorgonzola (Isola Bella e Riserva). Ma le tipologie sono molte e numerose. Cito, tanto per chiudere, un curioso formaggio triangolare della Valle Anzasca, dietro al Monte Rosa. Onore al merito.
Peccato solo che non abbiano un punto vendita interno all’azienda. Trovate sicuramente i formaggi da Cristiano di Montecrestese.
Castagna Selezione Formaggi
Via A. Di Dio, 185
Ornavasso (Verbano-Cusio-Ossola)
Tel. 0323837628
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Saturday, February 10th, 2007
Drogherie a Milano? Stanno scomparendo: al loro posto, i negozi organizzati della Gdo, che non sono esattamente la stessa cosa. Il negozio di quartiere se la passa male un po’ in tutta Italia, ma nella capitale lombarda la situazione è particolarmente esiziale.
Fortuna che ci sono ancora personaggi alla Gianfausto Radrizzani, che resistono contro tutti e contro tutto. E sì che la sua non è proprio una “resistenza”: il suo negozio di 200 metri quadrati in viale Piave è frequentatissimo, e con grande ragione.
C’è veramente di tutto, in questo antro con le insegne color verde pastello. Anzitutto, la simpatia di Gianfausto e del figlio Emilio, che governano da par loro uno staff di 14 dipendenti, e fanno sentire ogni cliente come in casa propria. Poi, la varietà delle cibarie: tonno di Carloforte, pasta Caponi, Cocco, Spinosi e soprattutto Maroni & Marilungo di Campofilone (Ascoli Piceno), che da almeno un paio d’anni è assurta alla vetta delle mie preferenze per porosa corposità e imponenza. E poi cioccolati Steiner, Slitti, Gobino, Domori; un delirio di creme spalmabili, che cambiano a rotazione: attualmente hanno, tra le altre, la Majani di Bologna, un nome che agli amanti dei cremini e delle praline suscita grandi emozioni e ricordi (rimembrate i Fiat?). E poi, i formaggi, selezionati da Cibus Memoriae: segnatevi l’erborinato al Passito di Pantelleria, oppure la Robiola appassita della Valsassina.
Ma la cosa bella, qui, sono le degustazioni del sabato. In fondo al negozio c’è un fornito angolo enoteca, che espone solo una minima parte delle bottiglie in dotazione (oltre mille etichette), oltre a centoventi whisky e molti altri distillati. Bottiglie di tutti i tipi e per tutte le tasche, spesso cercate con passione: accanto al Sagrantino di Montefalco del ben noto Caprai figura quello, certamente non inferiore (anzi, forse più affascinante anche se meno “mediatico”), di un vignaiolo come Paolo Bea, un produttore fin troppo trascurato (a torto). Dicevo: il sabato, in quest’enoteca, va in scena la degustazione. Un tavolo ospita una piccola selezione di bottiglie che cambia sempre, mentre un altro accoglie chicche gastronomiche. Oggi, tanto per dire, è stato il turno dei vini regali di Corte Sant’Alda di Mezzane di Sotto (Verona): mi sono fermato, e ho gustato, tra le alternative, l’Amarone 2001 (ovviamente il “base”), espansivo, profumato di ciliege nere e frutta sotto spirito, calmo e placido al gusto, di quella calorosa cordialità che di questa tipologia straordinaria è caratteristica tra le più succose. Una bottiglia viene 43 euro (per il più quotato Mithas ce ne vogliono 88). E tra le chicche gastronomiche? C’era il Gorgonzola di Castelli, poco conosciuto ma meritevole. Quella da Radrizzani è una visita che è sempre bello fare.
Drogheria Radrizzani
Viale Piave, 20 (Milano)
Tel. 0276023119
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