Sergio Delai e il Chiaretto che sembra una rosa

Wednesday, February 27th, 2008

Chiaretto DelaiE torniamo alla giornata del riso, davvero strepitosa. Per un racconto dei piatti dovrete aspettare ancora, mentre per i vini eccoci qua. Dopo il Millesimato Donna Lucia e il Balì, è stato portato in tavola il vino-simpatia del Garda: il Chiaretto. Produttore Sergio Delai, di Puegnago del Garda (Brescia).
Il Chiaretto, come tutti i rosati, è un eterno sottovalutato. Di chi la colpa? Di certe produzioni mediocri, ma anche di roba arrivata dall’estero, certi rosatacci portoghesi impalatabili per chiunque. Dunque, consoliamoci con due produttori sovversivi come La Basia e, appunto, Sergio Delai, che alla fine del pranzo è venuto in trattoria Pegaso a salutare. Che dire del suo vino, se non che è di semplice, rinfrescante bontà? Il colore già da subito è simpatico, delicato. E’ un rosa-rosolio, rosa-petalo, o forse anche rosa-alcool (denaturato), assai limpido, che colpisce. Al naso, la differenza col campione de La Basia sono palpabili. Là si evidenziava il “carattere rosato”, qui invece si va di più verso l’immediatezza, con fragranze più sottili, più delicate. All’inizio, la bottiglia fatica a concedersi, ma bisogna saperli aspettare, i vini. Dopo qualche minuto in un calice ampio, ecco i sentori di pesca bianca, pera verde e petalo di rosa, discreti e insinuanti. In bocca, eccolo irrompere con quiete, non tondo ma largo, franco, amichevole, con qualche lampo d’acidità. Un vino semplice, di soddisfazione sopra un carpione di lago (massì).