Tutti pazzi per il risotto a Gambero Rosso Channel

Friday, March 28th, 2008

Risotto (preparato da Carlo Zaccaria)
Gran bella giornata oggi a Roma, a registrare negli studi di Gambero Rosso Channel una puntata di Tutti pazzi per…, la trasmissione condotta da Marco Sabellico. Il tema del giorno? Sarebbe stato contento Carletto Zaccaria, al quale mi sono permesso di “rubare” la foto d’apertura: il riso. Tutti pazzi per il riso.
Marco SabellicoOltre al sottoscritto e al conduttore (eccolo qui in foto), c’era un vero parterre di personaggi interessanti. C’era Gabriele Ferron da Isola della Scala (Verona), uno dei pontefici del vialone nano e della sua florida tradizione veneta. C’era Piero Rondolino da Livorno Ferraris (Vercelli), portabandiera della grande agricoltura risicola vercellese, nonché portabandiera del Carnaroli biologico e dell’ormai famosa versione invecchiata, l’Acquerello, venduto in speciali lattine a tenuta, etichettato in famiglia e ormai amatissimo da tanti grandi ristoratori. C’era, in rappresentanza della categoria dei gourmet appassionati e un po’ poeti, il simpaticissimo toscano Fabrizio Diolaiuti, showman camaleontico e pieno d’amore per la cucina, dispensatore prodigo di umorismo (”Il risotto lo preferisco all’onda, perché mi piace il mare”) e di divertenti aneddoti.

Ho notato adesso che per motivi incomprensibili wordpress mi ha segato la gran parte del mio vero post. Ora purtroppo non ricordo quello che ho scritto esattamente. Certo, ho tirato in ballo l’ospite più importante: Marcello Leoni, della Locanda del Trebbo, vicino Bologna, chef di cucina talentuoso. Durante le dissertazioni risicole degli ospiti “parlatori”, lui sui fornelli dello studio ha preferito impiattare due risotti, cui perdono volentieri l’uso dell’olio anziché del burro nel soffritto (ma non è roba da strapparsi i capelli, è accettabilissimo). Il primo era un vialone nano con la lepre e i baccelli. Il secondo, un risotto con asparagi di Altedo, calamari, corallo di capasanta e violetta, preparato con due Carnaroli diversi. Noialtri presenti, bendatissimi, dovevamo assaggiarli e cercare di spiegare le differenze tra i due. Rondolino, allenatissimo, ha subito riconosciuto qual era il suo Acquerello. L’altro riso era un altro Carnaroli d’alto livello. Ma d’alta classe era anche la preparazione del cuoco: il soffritto d’olio dava ai risotti un carattere “verde”, quasi vegetale, che li faceva apprezzare alla grande. Questo naturalmente in aggiunta all’originalità delle ricette.
Tra gli approfondimenti sotto forma di servizi e filmati, un cammeo di Andrea Berton del Trussardi alla Scala, nonché una serie di interviste alla gente comune, e una selezione di citazioni cinematografiche sul mondo risicolo.
Beh, che dire?
Evviva il riso e il risotto.

Gli errori delle guide: Bolasco risponde

Thursday, January 11th, 2007

Lorenzo Cairoli, giornalista e autore televisivo veronese, penna piena di sentimento e di umanità, sul suo blog (intitolato Un posto dove appendere il cappello: parola d’onore, un giorno il cappello lì lo appenderò anch’io), che secondo me è stata la novità più ghiotta di questi ultimi mesi, si è occupato ieri delle guide gastronomiche.
Materia del contendere: il rapporto qualità/prezzo, così come lo intende la guida del Gambero Rosso. Cairoli mette in luce quelli che probabilmente sono veri e propri refusi: il San Domenico di Imola con rapporto qualità/prezzo svantaggioso, ad esempio, mentre la storia del locale e la qualità delle portate (anche quelle più semplici: ricordo, nel 1997, un piatto di tagliolini ai funghi galletti che, portato in sostituzione d’un piatto del menu degustazione “Della coppia” - e quindi approntato estemporaneamente -, s’era fatto caldissimamente apprezzare), con un prezzo di 120-130 euro a cranio, farebbero presupporre quantomeno un “corretto”.
Ne parlo perché proprio in questi giorni Marco Bolasco, curatore di quella guida, ha aperto il suo blog a critiche e suggerimenti per la prossima edizione. Mi sembra una cosa assolutamente lusinghiera, oltre che un atto di fiducia nei confronti dei lettori. Ora, mi interessa sapere quanti di questi rapporti qualità/prezzo sbagliati sono refusi (comunque molto meno plateali di quelli della pur bella Guida dell’Espresso) oppure no.

ERRATA CORRIGE: Lorenzo mi fa notare di essere nato in Svizzera e d’essere varesino d’adozione. Quindi, non veronese. Chiedo venia, non sapevo.