Maialino sardo in viale Espinasse
Friday, May 18th, 2007Un angolo di Sardegna a Milano? Ce n’è più d’uno: se una volta era Roma la grande città della cucina isolana (e Milano di quella toscana), oggi un buon numero di posticini interessanti c’è pure da noi.
Come il ristorante Il Barone (v.le Espinasse 43, tel. 0233001883, chiuso domenica), guidato dal 1982 dal vulcanico Luigi Piccolillo, chef-furetto dal curriculum stellare e dallo specchiato amore per la sua terra sarda. L’ambiente piacerebbe a Francesco Cossiga: fuori garrisce la bandiera dei Quattro Mori, mentre l’interno è un tripudio di carte geografiche della Sardegna, quadri naif e molto altro.
E la cucina vi piacerà. Vi potrà capitare di trovare un preantipasto a base di nervetti di vitello con cipolle e mirto. Subito dopo, piccola selezione di antipastini di mare, oppure di terra: citiamo la Mustela, corrispettivo sardo del capocollo, servita con melone del Campidano. Di primo, ecco la fregula sarda con gamberoni e crostacei, oppure i possenti, ghiotti malloredus al pecorino, salsiccia e finocchietto; o ancora, gli spaghetti al ragù di tonno. Proseguite con l’autentico porceddu (o proceddu) sardo, il mitico maialetto intero arrosto, dalla cotenna croccante che inguaina carni morbidissime. Oppure, il coniglio disossato in umido con capperi e pesto alla carlofortina, o magari il robusto ghisau (umido di carni) con la fregula. Pesce? Sì: tonno arrosto alla carlofortina. Dessert? Pecorini e seadas. Vini? Etichette sarde, in una carta da render più ordinata. Prezzo? 50 euro meritati.
(da Libero, giovedì 17 maggio 2007, pagina 47)










