Elogio del panettone industriale? Facci, raccontala giusta

Thursday, December 21st, 2006

E’ ben strana la scarsa eco che nel mondo dei blog golosi ha avuto questa notizia: martedì, Filippo Facci, notista giudiziario de Il Giornale, su uno dei blog più letti d’Italia si è buttato a capofitto nella critica gastronomica. Sissignori, potete vederlo voi: Facci è alla ricerca del panettone perduto, che per lui non è quello di pasticceria.
La sua argomentazione?

Quelli delle più mitiche pasticcerie milanesi li ho provati tutti e delusione totale, compreso quello di Peck

Ma questo è niente. Subito dopo, Facci cala l’asso:

E allora io ho da anni il sospetto, più volte verificato, che i panettoni più buoni si celino dietro marche industriali talvolta semisconosciute o modeste, e magari costino pure due lire.

Proprio così, papale papale. Dopo il Club del Tavernello fondato da Paolo Granzotto (anche lui del Giornale) dobbiamo aspettarci un’associazione carbonara del panettone sottocosto?
Pare proprio di sì: lo stesso Facci, commentando il suo scritto, che ha suscitato numerose reazioni, rincara la dose:

State sul pezzo, niente variazioni.
Questa sera ho avuto l’ennesima riprova che i panettoni di pasticceria sono molto meno buoni di quelli industriali. Quelli di pasticceria sono sempre troppo secchi e affidano la dolcezza solo ai canditi, oltrechè essere immangiabili dopo ventisette secondi.
Quelli industriali vengono preparati più di un anno prima (giuro) e sono aborriti dai fighetti di pasticceria per le stesse ragioni per cui agli altri piace: la morbidezza garantita, la pasta che se la schiacci si compatta anzichè essere elastica. E’ lo stesso ragionamento per cui i cornetti freschi sono immangiabili dopo un’ora e quelli confezionati no, ma il paragone comunque non regge perchè il panettone industriale è più buono sin dal principio.
Viva il panettone economico dei lavoratori!
Abbasso il panettone di merda delle finte pasticcerie meneghine piene di vecchi!
A morte i pandoristi austriaci!

Sarebbe interessante sapere quale panettone abbia provato, il Facci, tale da suscitargli tanta riprovazione. Ma forse il Facci non sa che nei suoi amati panettoni industriali (prodotti assolutamente mangiabili, e che non fanno assolutamente male, ma su un altro pianeta rispetto agli artigianali) vengono impiegati semilavorati in quantità, uova disidratate, additivi vari.
Io francamente non ci sto, anche a prescindere dalla ridicolaggine di definire “merda” il panettone degli artigiani. E il simpatico commentatore, di nome Gianni, che definisce “quasi immorale” lo spendere 30 euro per un panettone di pasticceria? Lo invito a venire qui, e a spiegarmi cosa avrebbe di immorale questa scelta. Certo, il Gianni poi dà a Cesare quel che è di Cesare, e loda giustamente il panettone superlativo di Cova: ma al Facci piacerà, questo atto proditorio di render merito al “panettone di merda delle finte pasticcerie meneghine piene di vecchi”?
Facciamo una colletta e compriamogli un panettone di pasticceria da 10kg.

AGGIORNAMENTO: invitato qui ad esprimere le sue ragioni, il Facci ha declinato. Motivazione? “Non me ne frega un cazzo”. Contento lui…