Un Brie principesco /2
Tuesday, January 9th, 2007Visto che sono tutti in fibrillazione, vi svelerò una cosa: come promesso, mi sono assaggiato il Brie tartufato di cui ho già parlato ieri, e che il lettore Cristiano assicura in vendita, a Milano, anche nella macelleria Faravelli.
Ora, io è da un po’ che non entro da Faravelli. Ieri sono andato, come dicevo, al Nuovo Principe della famiglia Baroni (che, oltre a presentare salami e prosciutti italiani e spagnoli, salmone affumicato, roast beef all’inglese sublime, realizza eccellenti paste fresche ripiene) e ho trovato questo Brie regale. L’ho assaggiato: è un’esperienza interessante, ben poco simile a quella che regala il Brie più classico. E’ evidentemente aromatizzato con qualche bevanda alcoolica, e la presenza dei tartufi crea, col tutto, un cocktail di rara persistenza e potenza gustativa. Non saprei francamente che vino adottare per l’abbinamento. Certo, il prezzo è importante, ma una volta tanto penso si possa fare un assaggio, in modica quantità.
Eppoi, nel negozio, è in vendita pure il Brie normale: e “normale”, in questo negozio, significa “semplicemente” a latte crudo. Che poi sarebbe il vero Brie, quello originale, ben diverso dalla produzione a latte pastorizzato sdoganata dalle industrie. Sarà piacevole il Brie industriale, non dico di no: ed è appunto per questo che, secondo me, non bisogna far confronti. Il Brie a latte crudo è proprio un altro formaggio, dal sapore più tornito e piccante. Richiede anche abbinamenti diversi: mentre il Brie “delicato” si beve con uno Chardonnay, con quello a latte crudo potete mettere in campo vini più morbidi, magari a muffa nobile.


