Pranzo della curmaja: risotto alle rane da Christian Costardi

Saturday, October 20th, 2007

Christian CostardiIl risotto, che splendore italiano! Debbo essere assai grato con Carlo Zaccaria, che ha avuto il piacere di invitarmi oggi a Vercelli, a un piccolo ma dovizioso pranzo della curmaja: ossia, il banchetto che celebra il momento in cui la campagna viene messa a riposo. Attorno al tavolo, oltre all’organizzatore (che ne parla sul suo blog) e a me, c’erano pure Liborio Butera (siciliano d’origine ma biellese d’elezione), Edoardo Bresciano (un altro che conoscete tutti) e Luca Ripellino, sovversivo del gusto onorario, vecchia conoscenza sui blog gastronomici. Teatro dell’evento? Il ristorante risotteria dell’Hotel Cinzia di Vercelli. Qui lavorano due fratelli chef, Christian e Manuel, che si imporranno nella grande ristorazione di domani. In particolare, Christian, leader della cucina, ha una mano sapiente ed estrosa nel risotto, piatto principe della grande pianura vercellese (e della baraggia biellese). Le sue ricette sono curiose, rispettose della tradizione ma anche capaci di grandi idee. Paolo Massobrio, mesi fa, magnificava un Carnaroli al limone, vaniglia ed erbe fini mantecato al Fiore Sardo, nonché un risotto al Martini bianco e un intrigante riso Baldo con cannella e foie gras in scaloppa, che conto di provare quanto prima. Dal canto suo, Claudio Sacco è rimasto entusiasta di un non meno invogliante risotto con coniglio, foie gras e riduzione di barbera. Ma questo è niente: per il cliente, anche solitario e non solo in coppia, Christian prepara tutti i giorni 25 tipi di risotti espressi, su quest’andazzo.
Ma questo è niente. Prima del risotto, potreste comunque assaggiare pregevolissimi stuzzichini e antipasti. Un codicillo a parte lo merita il pane. Ti aspetteresti la sarabanda, ormai consueta nei locali con pretese gastronomiche, di paninetti insaporiti con ogni possibile ingrediente terrestre. Invece no: c’è il caro, vecchio, buonissimo pane con la crosta, croccante fuori e morbidissimo dentro. Un pane perfetto per far scarpetta (senza farvi vedere) con questo:
Tonno in carpione, foto di Viaggiatore Gourmet
La foto l’ha scattata il sempre professionalissimo Viaggiatore Gourmet. Si tratta dei piccoli bocconcini di tonno in carpione, incrocio tra il Mediterraneo e la più genuina tradizione piemontese e campagnola. Un aperitivo dolcissimo, che si è sposato alla grande col fresco, esuberante metodo classico Arunda. Di gran livello un’altra chicca: la carne cruda piemontese trota battuta a coltello servita dentro una scatoletta di vetro con una base di riso venere nero, e una ciotolina di gazpacho a corredo. Per il secondo antipasto (e per il prosieguo), ci viene portato invece il Cinerino di Marziano Abbona, annata 2005: un Langhe Bianco da uve viognier in purezza, setoso, di corpo, inebriante nei profumi di anice, rosmarino e cioccolato bianco. Perfetto per una portata come il carpaccio di fassone con bagna caoda. E qui, tutto il tavolo ha esclamato: «Vivaddio, la bagna caoda senza panna!». Ossia, come piaceva a Riccardo Riccardi, tradizionalista mai pentito.
Ma tutto questo era un sipario, una preparazione. Il piatto principe, quello dell’amore professatissimo di Carlo Zaccaria, è lui, il risotto con le rane, pietanza nazionale delle risaie. Che bontà, che tripudio, che perfezione di mantecatura ci ha regalato Christian, che ha apportato marginali varianti alla ricetta più classica. Oltre alle rane giuste, quelle locali, piccolette, una diversa dall’altra (altro che le cosce jumbo delle più svariate provenienze), cotte nel solito modo, il cuoco ci ha piazzato un’altra rana fritta. Altro tocco magico: una bella macinata di profumatissimo pepe di Sarawak, quello che piaceva a Sandokan e che un sacco di chef hanno scoperto.
E poi? Se si è in ballo, tanto vale ballare. Sotto quindi con una cascata di rane fritte caldissime e leggerissime, immerse in un miscuglio di farina di riso e farina 00, poi buttate nel padellone. Luca Ripellino e Carlo Zaccaria, fedeli alle loro origini campagnole, le hanno divorate gagliardamente intere. Io, che ho poca simpatia per le spine dei pesci e gli ossicini delle rane, le ho spolpate: ma c’era poco da spolpare, erano piccole ma carnose e saporite. Chapeau.
Purtroppo, incipienti impegni di lavoro mi hanno impedito di trattenermi fino al dessert, appannaggio del più giovane manuel. Spero che i presenti ne parlino. Intanto, questo evento era stato annunciato nel blog dei Sovversivi del Gusto, nel quale conto di entrare a breve con qualche intervento. Il fatto è che tradizione, campagna, amicizia e gola, uniti assieme, formano un miscuglio esplosivo. Grande giornata, davvero.

I sovversivi fan notizia

Wednesday, June 27th, 2007

La giornata dei sovversivi del gusto (domenica primo luglio, tutti i particolari in cronaca) comincia a far notizia. Paola Gula, grande esperta di formaggi, delegata Papillon di Cuneo, collaboratrice delle guide di Papillon e di Food&Beverage, la rivista diretta da Alberto P. Schieppati, ha dedicato un codicillo alla manifestazione su Cuneocronaca.it. E ha parlato, nemmeno a dirsi, di Edo Bresciano, il corsaro del gusto gloriosamente presente a Gavardo nel fine settimana. La cosa si ingrandisce…

La faccia di un corsaro ghiottone

Tuesday, June 5th, 2007

Edo BrescianoFaccia da corsaro? Con quelle basette rosse e lo sguardo grifagno, può sembrare di sì. Invece, più che i mari, Edoardo Bresciano naviga sui campi. E non con una fregata o un brigantino, ma col suo trattore. Lui è l’anima della Cascina Peschiera, ove prosperano oche romagnole e anatre mulard. Conobbi le sue ghiottonerie circa un paio di anni fa, quando le vidi esposte nella Macelleria Luigi Raspo di Sommariva Bosco (Cuneo), nel Roero. Pochi mesi fa, il primo incontro col creatore di quei salumi straordinari: la Golosaria di Vignale Monferrato li ha visti andare letteralmente a ruba. Ora Edoardo è entrato nella blogosfera con un blog personale: Corsari del gusto, e me ne sento parzialmente responsabile. Sono stato io, con una chiacchierata a Vignale, a introdurre almeno in parte Edoardo (già visto sul Blog di Papillon) a visitare i blog che frequentavo, e di cui, a poco a poco, è diventato commentatore. Ha conosciuto Adriano Liloni, che l’ha coinvolto nel progetto dei Sovversivi del gusto; inoltre, un po’ sulle orme di Carlo Zaccaria, ha iniziato a dedicare al suo lavoro alcuni post sul suo blog: eccone un esempio.
Ecco l’articolo che ho pubblicato su Libero lo scorso sabato, dedicandolo ai prodotti che strepitosamente la famiglia Fenoglio trae dai palmipedi che alleva.

Guardando gente come Edoardo Bresciano di Savigliano (Cuneo) si capisce come, anche in Italia, ci sia davvero ancora qualcuno che si appassiona del suo lavoro in campagna. Edoardo alleva nel cuneese un esercito di oche: e non nelle gabbiette anguste degli allevamenti classici, ma in spazi all’aperto, con 10 metri quadri a disposizione per ciascun palmipede. La sua azienda si chiama Cascina Peschiera (via S.ta Scolastica 9, tel. 3356761765), e alle oche ha da poco tempo accostato le anatre di razza “mulard”.
Grazie alla collaborazione del Salumificio Villanovese di Villanova Mondovì, dalle oche Edoardo trae un sublime prosciuttino di coscia, sapido e gentile al tempo stesso. Semplicemente strepitoso poi il petto affumicato di anatra mulard. Per sapere dove comprare queste ghiottonerie, dovreste chiamare direttamente Edoardo.

(da Libero, sabato 2 giugno 2007, pag. 21)

E anche Edoardo Bresciano ci è caduto

Thursday, March 22nd, 2007

Corsari del gustoEh sì: Edoardo Bresciano, il simpatico allevatore di oche di Suniglia di Savigliano (Cuneo) che manda avanti la bellissima Casina Peschiera (che buoni sono i suoi prosciuttini d’oca!), ha aperto un blog: Corsari del gusto. Dopo i Sovversivi del gusto, ecco i Corsari del gusto, capitanati da Edoardo, che con orgoglio dichiara «Sono un contadino!!». E che contadino.
Mi aspetto grandi cose da questo blog. Edoardo ha già conosciuto Adriano Liloni (cui va il mio in bocca al lupo), e si sono piaciuti subito: naturale, sono persone sanguigne, innamorate del gusto e del loro mestiere. Anche lui parteciperà, a quello che sembra, al Liloni meeting di luglio, portando in quel di Gavardo salami e prosciutti d’oca.
In ogni caso, se Edoardo manterrà la sua indole combattiva anche nel blog, ne vedremo delle belle.