Donna Lucia 2001, il Franciacorta sovversivo

Tuesday, February 5th, 2008

Millesimato Donna LuciaFranciacorta invecchiato, perché no? Tenere sui lieviti il vino più dello stretto necessario può dare risultati inaspettati di bontà. E l’ultima sorpresa degli ultimi tempi in tal senso l’ho avuta col Franciacorta 2001 di Donna Lucia. I vini di Damiano Modina m’erano già noti per averli gustati lo scorso luglio, alla giornata dei Sovversivi del Gusto, in condizioni di calura eccezionale. Il riassaggio vercellese recente mi ha consentito di apprezzarli molto di più, e di fruire al meglio d’una produzione senza peli sulla lingua, schietta ed espansiva come il carattere del suo artefice.
In particolare, ho molto apprezzato il suo millesimato d’annata 2001. La sboccatura risale al 2007 o al tardo 2006, non ricordo più (Damiano, se mi leggi rinfrescami la memoria), e l’uvaggio è quello classico franciacortino, con lo chardonnay (70%) a prevalere sul pinot nero (che, lo ricordiamo, da queste parti è arrivato qualche anno dopo la nascita della tradizione spumantistica).
Il risultato è un vino che, come ogni spumante, rende al meglio se assaporato a una temperatura di circa 10 gradi, ma che regge bene anche se non si è riusciti a raffrescarlo adeguatamente. Si presenta paglierino carico, con perlage consistente e fitto, oltre che fine. Profuma di lieviti, frutta gialla, amaretto pestato e chiodi di garofano. Si concede con espansività e cordialità, mostrando un corpo ricco, un gusto profondo e persistente, un’effervescenza equilibrata in bocca. Se amate gli spumanti complessi e un po’ evoluti, se non avete paura di sorprendervi a leggere oggi certe annate sulle etichette, il Donna Lucia Franciacorta 2001 fa per voi. Forse non lo abbinerei ai dolci secchi come consiglia il sito web aziendale, perché un simile accostamento finirebbe per falsare le sue caratteristiche. Per il resto del pasto, viceversa, va bene. Dall’inizio alla fine. Se c’è pesce tanto meglio, ma anche qualche piattarello di carne lo accompagna volentieri, purché non si tratti di umidi di cacciagione o selvaggina o cose così. In fin dei conti, siamo di fronte a bollicine di struttura. E che struttura.
Il resto della produzione casalinga prevede un brut base di gradevole immediatezza, e un Satèn (tipologia che mi è particolarmente cara) piacevole e originalmente sostenuto nelle componenti acidule. Notarella di colore: Damiano è un giurista, per giunta appassionato alla sua materia.