Pastéis de Belém, l’abbraccio mortifero e sensuale di crema e cannella

Tuesday, June 26th, 2007

Pasteis de BelémOggi i miei genitori sono tornati da una sorta di weekend lungo in Portogallo. Ciò che ho più apprezzato è stata la loro visita al Mosteiro dos Jerónimos, il monastero affacciato sull’estuario del fiume Tago. Assieme alla vicinissima Torre di Belém, costituisce un complesso che è un’autentica meraviglia del mondo, e che almeno una volta nella vita va visitato. Io lo feci nel 1996, rimanendone letteralmente incantato. Undici anni fa però a Belém feci anche un raid alla pasticceria lì accanto, quella delle Pastéis de Belém: lì, oltre a scoprire che i krapfen, in portoghese, si chiamano non impropriamente bolas de Berlin, sono entrato in contatto per la prima volta con le Pastéis, che sono il prodotto più famoso di questo negozietto fondato nel 1837.
Ieri, i miei genitori ci hanno fatto un giro, e oggi ho così potuto gustare di nuovo questi elementari ma saporosissimi pasticcini. La ricetta è ultrasegreta, e pare la conoscano soltanto tre addetti del negozio, e anche se qualcuno ha cercato di codificarla con buona approssimazione, probabilmente rimarrà tale nei secoli dei secoli. Il connubio tra il cestino di pasta sfoglia (dolce, morbido e non troppo sbriciolante), la suadente crema che contiene e, tocco magico, la spolverata generosa di cannella che le impreziosisce, danno luogo a un insieme inimitabile. Gustate così come sono sono buonissime, ma calde, appena sfornate (ne fanno migliaia al giorno) sono anche meglio. Un vino da abbinarci? Ci vedrei bene il Bradamante di Podere dal Nespoli.