Chorizo “da battaglia”, non tutto è da snobbare
Friday, February 16th, 2007Vi ricordate Buffet? Ma sì, la rivista golosa di Edoardo Raspelli a cui anch’io collaboravo, un giornale che prima della fine ingloriosa aveva allineato contenuti interessanti, procacciati da giornalisti di grande competenza. Vi ricordate una delle rubriche che lo stesso Raspelli scriveva? Si chiamava Scontrino frontale, e s’occupava di recensire prodotti gastronomici comprati presso la grande distribuzione (o Gdo, come si dice nel gergo commercial-manageriale-aziendalista che ha imposto all’uso comune altre aberrazioni verbali, come HoReCa). Ebbene, ho deciso di copiare l’idea: ogni tot, sotto questa etichetta, troverete commenti e prove sulla merce supermercatizia e ipermercatizia, spesso in grado, come già rilevava il medesimo Raspelli, di serbare autentiche sorprese.
Ieri avevo parlato con un certo scetticismo d’un salame spagnolo assai “ricco”, per così dire. Avevo promesso un assaggio, ma non l’ho ancora compiuto. Ho assaggiato invece un altro prodotto spagnolo comprato da Carrefour: un Chorizo della Palacios, un’azienda di Albelda De Iregua (La Rioja). Lo potete vedere nella foto qui a destra, anche se quello che ho assaggiato io ha una confezione leggermente diversa. Francamente mi aspettavo una delusione, ma all’assaggio ho dovuto ricredermi. Già gli ingredienti indicati in etichetta predispongono bene: carne di maiale, paprika (anzi, pimentòn), sale, aglio e nient’altro. Niente polveri di latte, nitrati, nitriti o ascorbati. Mica male. In effetti, l’assaggio è gradevole: l’assenza di additivi dona a questo simpatico Chorizo una bella pulizia in bocca, e una sapidità controllata, molto stuzzicante. Certo, non sarà un Joselito, ma al prezzo di 12.90 euro al chilogrammo il Chorizo Extra Palacios (verosimilmente nella versione dolce) dà molto di più di quel che si potrebbe pensare stia promettendo mentre occhieggia dal banco self service.










