Presunte contraffazioni, Mannino querela

Saturday, April 5th, 2008

Via AGI:

Calogero Mannino querela L’Espresso per l’indagine sui vini adulterati (dal titolo “Benvenuti a VelenItaly”) pubblicata sul numero del settimanale in edicola oggi. “Ho dato mandato ai miei avvocati -scrive in una nota l’ex ministro- di tutelare in sede civile e penale il mio nome e quello dell’azienda Abraxas, della quale sono collaboratore”.
Mannino, che a Palermo e’ sotto processo per concorso in associazione mafiosa e a Marsala (Trapani), con l’assistenza degli avvocati Nino Caleca e Marcello Montalbano, per reati legati alla presunta sofisticazione vinicola, contesta le notizie riportate dall’Espresso a proposito del secondo procedimento penale cui e’ sottoposto. Secondo la Procura marsalese, sarebbero stati messi in commercio come genuini vini doc realizzati in violazione delle norme relative alla produzione del moscato di Pantelleria. “Proprio nel corso delle indagini, che attraversano ancora una fase preliminare -scrive Mannino- una perizia svolta dai piu’ importanti esperti del settore vitivinicolo ha certificato l’assoluta genuinita’ e la piena rispondenza al disciplinare di produzione a denominazione di origine controllata del vino passito prodotto da Abraxas Srl. Anche l’ipotesi di furto -proveniente unicamente da un ex produttore di vino, ben noto a Pantelleria ed ormai pressoche’ scomparso dal mercato- e’ stata ritenuta infondata da chi ha svolto le indagini. Trovo quindi sorprendente la pubblicazione della notizia -cosi’ come costruita nell’articolo- non soltanto perche’ priva di ogni approfondimento ma anche per la mancanza di verifica: l’esito della perizia che ha accertato la genuinita’ del prodotto di Abraxas e’ stato ampiamente riportato dalla stampa”. Nell’udienza preliminare, davanti al Gup di Marsala, sono imputate 17 persone in tutto. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere all’appropriazione indebita, dalla frode in commercio al falso ideologico e alla truffa aggravata.

Ecco una forte reazione all’inchiesta giornalistica che il settimanale L’Espresso, curiosamente in concomitanza col Vinitaly, ha messo in un unico calderone i presunti taroccamenti del Brunello di Montalcino, la fabbricazione di milioni di bottiglie di vinacci “da battaglia” realizzate in modo a dir poco “allegro” e, in un codicillo finale, il vino di Calogero Mannino.
Eccolo qui:

Onorevole Passito “È alla vetta di quanto mi sia dato di assaggiare nel settore”, commentava estasiato Bruno Vespa degustando il Passito dell’Abraxas, l’azienda dell’ex ministro dell’Agricoltura Calogero Mannino. Non poteva sapere, il giornalista, che il contenuto di molte bottiglie poco aveva a che spartire con il vero Passito di Pantelleria: secondo la Procura di Marsala il vino era stato infatti adulterato, tanto che l’ex senatore Udc, che nel 1988 firmò il decreto che istituiva il marchio Doc, ora è imputato per associazione per delinquere finalizzata alla frode in commercio, sofisticazione e appropriazione indebita. In effetti Mannino, insieme a sodali e cantinieri, avrebbe anche rubato 115 ettolitri di Passito doc di una azienda (la Bonsulton srl), sostituendolo con vino adulterato. Se le intercettazioni telefoniche raccontano che l’ex ministro si accordava con il suo enologo per imbottigliare il prodotto 2004 fuori da Pantelleria (in sprezzo del disciplinare), ci sarebbero le prove di una sofisticazione di ben 300 mila bottiglie nel periodo 2002-2006. Tra i presunti truffatori, oltre a Mannino c’è anche Salvatore Murana, già condannato con sentenza definitiva per i medesimi reati: i due producono circa il 20 per cento del Passito (falso) che invade le enoteche del pianeta. Nessuno sembra però preoccuparsi più di tanto del destino dei consumatori: la commercializzazione delle bottiglie non è stata infatti bloccata.

Messo di fronte ad accuse del genere, Mannino ha preferito querelare.
Di mio, faccio notare un paio di cose. Fate caso alla chiusa dell’articolo - “i due producono circa il 20 per cento del Passito (falso) che invade le enoteche del pianeta -, in cui il giornalista allude a Mannino e a Salvatore Murana. Salvatore Murana, che l’articolista presenta quasi come un malfattore, produce circa 100mila bottiglie all’anno: come faranno tutti gli anni le enoteche del pianeta a far fronte a una simile gigantesca “invasione”? Insomma, Fittipaldi, l’autore del pezzo, scrivendo queste cose finisce per dare l’impressione che si tratti di quantità di vino gargantuesche e pantagrueliche. A questo punto, se poi le cose stanno come dice Mannino, tirate le somme.

PS: anni fa ho provato i vini di Mannino, sia il Passito che il Kuddia del Gallo, uno zibibbo secco molto originale e gradevolissimo da bere.