Tuesday, September 18th, 2007
Come eravamo? Se volete una risposta, eccola qui: il mio blog nel 2003, decisamente casereccio. Ovviamente, l’aspetto non era quello biancastro che vedete oggi: l’arrivo di Google all’interno della piattaforma Blogger ha provocato, a suo tempo, un autentico repulisti dei template vecchi e già inseriti. C’era una colonna di link dedicati quasi tutti a siti web comuni: i blog gastronomici erano pochi. C’era (lo ricordo benissimo) Cucina & Ironia, agguerrito, attualmente un po’ quiescente; c’era Giallodivino, poi mai più visto; ricordo Comida de mama, anche se successivo.
Piccolo panorama rispetto a quello di oggi, vero? Oggi i blog golosi e vinosi sono così tanti da richiedere una bella selezione di qualità. Limitandomi a qualche limitato suggerimento, provate a cliccare su Mangiaeabbina, il blog del freelance veneto Stefano Buso. E’ piacevole il gusto poetico con cui riesce a infiorare anche le ricette o le discussioni più semplici. La gente che sa scrivere, nel mondo della gastronomia, va sempre tenuta in gran conto.
E anche la capacità di cucina. Sempre più sono i cuochi professionisti sulla breccia del web. L’ultimo che abbiamo scoperto, Christian, autore di Chefblog, fa questo mestiere da 20 anni. Ha scelto Wordpress per bloggare (in questo l’appoggio in pieno), e ha optato per un tema grafico simpatico e leggibile, su cui squaderna le sue ricette, che sembrano gustose.
E i blog di cuochi e cuoche “non professionali”? Spesso c’è chi lancia il salto di qualità: è il caso delle Curiosità Golose di Elisa Del Moro, e di Francescav, che sono passati dalle piattaforme gratuite a luccicanti host con Wordpress incorporato, guadagnandone in fruibilità, leggibilità e anche estetica. Sempre su Wordpress si basa il blog Essenza Indivisibile, che mi ha appena dedicato un commento.
Beh, fatevi sotto: roba da leggere ce n’è.
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Friday, August 24th, 2007
Il mondo dei blog ha stregato e irretito un altro uomo di gusto. Giovanni Trovati lo conoscete già: è l’agricoltore siciliano che manda avanti appassionatamente la sua azienda agricola, la Samperi, specializzata in pesche tardive di Leonforte. Fu lui a farsi conoscere tra i blogger, in un modo decisamente originale: prima di Pasqua, ricevetti una mail di auguri, in cui mi si prometteva un vasetto di confettura qualora li avessi ricambiati. Incuriosito, ricambiai gli auguri e mi ritrovai a casa la commovente marmellata di pesche tardive, dolcissima, equilibrata, ghiotta. Ne scrissi subito un articolo su Libero.
Per un lettore di blog come Giovanni, era inevitabile arrivasse lo sbocco sul blog autoprodotto. Si chiama Templum Chrisae, ed è tutto da leggere, tra racconti della vita di campagna e considerazioni a ruota libera. Fateci un giro.
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Wednesday, June 13th, 2007
Certo che in rete ce n’è di gente con del tempo da perdere, no? Uno gira, naviga, e per caso, complice l’effetto-domino dei link, si trova ad incappare in autentiche perle. Credevo di averle viste tutte, ma francamente la campagna per l’eliminazione del formaggio dalla società mi mancava. Sono arrivato, tramite chissà quale percorso, a Terzadicopertina.com, il primo blog bicefalo in cui mi sia mai imbattuto: oltre alla “casa madre” che gira col software dblog, c’è una controparte in wordpress, TerzadicopertinR, plasticamente e umilmente sottotitolata “prontuario di verità rivelate”.
C’è da dire che le verità rivelate pullulano pure sul blog padre. La prima cosa che ho visto, non a caso, è stata l’iconcina che ho messo in alto a sinistra: l’ho cliccata immediatamente, pensando al meglio. Non sono rimasto deluso.
Ecco il testo che compare dopo il cliccaggio:
Stimolato da un post di Chinaski ho deciso di avviare una campagna di sensibilizzazione sulla nocività del formaggio e dei suoi composti.
A me non piace il formaggio, direte voi, no… io odio il formaggio. Perchè il formaggio è uno strumento di sopruso e sopraffazione di molti nei confronti di alcuni. Il formaggio è una metafora della democrazia e del suo cattivo utilizzo. E’ la prepotenza della maggioranza. Ciò che chi assume formaggio non capisce è che gli antiformaggisti hanno appreso una verità fondamentale: il formaggio non solo non è buono da mangiare, ma soprattutto non è commestibile. Solo una civiltà degradata come quella vantata dal consorzio umano può pensare di deglutire qualcosa che è in evidente contrasto con gli altri sensi. Il formaggio, infatti, puzza. E puzza tanto, come il letame o come la meno apprezzata cacca di cane. Ebbene, coloro i quali fanno vanto di una tale abitudine alimentare, non paghi della loro deviazione, impongono da decenni con la violenza la perversione agli altri. Essi mettono il cacio sui maccheroni, rendendo immangiabili pietanze altrimenti apprezzabili, e lo fanno a tradimento, come se fosse una cosa naturale. Ora, dico io, ammettiamo che a me piaccia la terra sugli spaghetti alla amatriciana, una bella spruzzatina di terra secca sui fumanti spaghetti… vi pare che possa essere tanto incivile da pensare che tutti possano avere il mio stesso gusto? Certo che no, io proporrei infatti una ciotolina con la terra sulla tavola comune, così da lasciare ai commensali la libertà di scegliere. Ma quelli che mangiano formaggio non hanno, evidentemente, un’anima. E non usano questa delicatezza. E allora mi faccio promotore di un movimento per l’eliminazione del formaggio dalla società, che liberi gli esseri umani dalla angoscia di dover specificare al cameriere che sarebbe opportuno portare il parmigiano a parte… perchè, caro cameriere, io non ti ho mai sentito chiedermi se per favore posso defecare in bagno, e non nel tuo vassoio.
Prima di strabuzzare gli occhi, ho pensato che potesse essere tutta una faccenda ironica. Invece no, pare che l’estensore di questo proclama, al secolo Azael, sia piuttosto serio. Cioè, è chiaro che non è per un vaneggiamento letto sul web che il formaggio scomparirà: il problema è che qui c’è davvero qualcuno che pensa che il formaggio vada odiato perché “puzza”. Senza specificare come e quando. E senza dire QUALE formaggio puzzi. Un po’ come se chi non amasse il mare si spiegasse dicendo “non mi piace perché è inquinato”.
Più spassosi ancora, però, sono i commenti consenzienti allo sfacciato proclama. E non solo per la sintassi.
Sono anche io fiero di non mangiare le secrezioni semidecomposte delle ghiandole mammarie di lerce bestiacce!
Grande! a me tocca sorbirmi ogni giorno a pranzo un padre che mangia per primo mezza forma di formaggio grattugiato con la pasta.Lo mette dappertutto deformando, a mio parere, i sapori e rendendo ogni sugo molto somigliante se non identico.Assaporiamo al 100% senza parmigiano! E soprattutto quando vado al ristorante o sono ospitata a casa di qualcuno non voglio sentirmi una portatrice di handicap solo perchè non riesco a deglutire quella materia puzzolente che quando lo tocchi lascia sulle mani un odore simile al vomito!
sappiate che il formaggio stagionato contiene delle basi azotate, come la cadaverina, presenti anche nei corpi in decomposizione: orrore e disgusto
che dio ti benedica: i mangiatori di formaggio sono generalmente degli intolleranti
ma ignorante tu…cretino…il formaggio è un alimento marcio e avariato e chi lo odia è perchè lo paragona alla merda, non c’è tipo e tipo di formaggio, alla gente che non mangia il formaggio si chiude l’epiglottide e se lo ingerisce si sente male, quindi vedete di informarvi prima di fare la figura degli ignoranti, e anche degli stronzi superficiali quando vi trovate una persona che non mangia formaggio e ve ne fregate servendo pietanze con formaggio ma senza avvertire l’interessato che prontamente se ne accorge e vi fa fare anche una figura di merda(sputanto il boccone), c’è anche gente che non se ne accorge ma poi si sente male. Attenzione e rispetto quindi, ignoranti.
Sarà pure esagerato ma io l’altro giorno pensavo di aver calpestato un bisognino e invece era mio padre che stava mangiando la pasta col parmigiano!
Evidentemente, nello svolgimento della mia professione qualcosa manca: non mi è mai capitato, nelle mie peregrinazioni alla ricerca dei sapori, di trovare un formaggio di “odore simile al vomito”. Segnalatemelo, potrebbe essere utile materia per un buon servizio giornalistico. Parimenti, un Parmigiano che profumi come un “bisognino” non l’ho mai visto da nessuna parte. Al massimo, posso concedere che certi caci, come il Taleggio, abbiano un profumo pungente, vicino a quello di un sottobosco umido. Ma il Parmigiano sicuramente no, anzi solitamente ha una fragranza tonda e gentile, dalle marcate sensazioni burrose. In ultima analisi: se proprio dobbiamo attaccare il formaggio (accettando oltretutto di prenderlo in considerazione come entità monolitica, trascurando il fatto che una Vastedda del Belice e un Blu del Moncenisio hanno in comune solo il colore della materia prima da cui provengono), si cerchi almeno un minimo di aderenza alla realtà, senza rifugiarsi in argomentazioni simili a quelle dei bambini che fanno i capricci. Suvvia!
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Monday, February 26th, 2007
Ho particolare piacere a segnalare la comunicazione or ora arrivatami: W.W.W.
World Wine Web - Il Vino nel mondo del blog, tavola rotonda organizzata dal Consorzio di Tutela Vini Soave e Recioto di Soave. Prevista nella stessa cittadina di Soave (Verona), alla Casa del vino in Vicolo Mattielli, 11, la conferenza-incontro-degustazione, che partirà alle 17.30 di venerdì 2 marzo, vedrà lo schieramento di forze di tutto rispetto nel mondo del vino in rete:
A moderare il dibattito, Nicolò Regazzoni, del Corriere Vinicolo.
Al termine, dalle parole si passerà ai bicchieri: passerella di vini di Soave, in abbinamento a piatti della migliore ristorazione locale. Per info: tel. 0457681578.
Che dire? Spero che mi autorizzeranno (dal giornale) ad esserci…
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Thursday, December 7th, 2006
Il Diario Enotecario è apparentemente tornato in essere: il suo padrone ne ha imputato il blackout alla piattaforma BlogSpot, che in effetti è una delle più “antiche” in circolazione per chi voglia approntarsi un blog gratis. Ciononostante, il mio consiglio è quello di passare a un gestore come Blogsome, che è gratis ma implementa la piattaforma WordPress, che è ottima.
A parte questo, il box sulla sinistra del mio sito, tra i link entranti, mi segnala ancora SuperFuji, che ricordo come blog simpatico, ricco di spunti sul tema “cucina”. Ebbene, oggi è sparito. Al suo posto, una scarna paginetta bianca, che invita a scaricare un file .mp3 con la canzone di Giumbolo, quella dei programmi Rai Gulp! e SuperGulp!
Beh, direi che anche solo per questo una visitina è sacrosanta
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Tuesday, December 5th, 2006
Che fine ha fatto il Diario Enotecario di Fiorenzo Sartore? E’ da ieri che è irraggiungibile, e la chiamata del suo indirizzo restituisce solo una misera pagina bianca. Fiorenzo, dove sei finito? Ti sei dato alla macchia?
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