Il fratello minore del Brunello? Nel 2002 manda avanti la casa
Wednesday, April 25th, 2007
Emozioni inattese da una cenetta solitaria serale consumata a tarda ora, dopo il lavoro. Poche ore prima, per cena, a mio padre era venuta l’idea di aprirsi una sua bottiglia, un bel Rosso di Montalcino Fascia Rossa 2002 di Biondi Santi: mai avuto idea più felice, dato che poi ho potuto pure assaggiarla anch’io, al mio ritorno a casa. Che buon Rosso di Montalcino! Non a caso, come sanno i più informati, si tratta di un Fascia Rossa: in Biondi Santi, quando l’annata in corso non è ritenuta all’altezza della fama del loro Brunello, fanno convergere tutto il sangiovese grosso delle vigne più vecchie (quelle dell’arcinoto Brunello) in questa selezione di Rosso di Montalcino, che va sempre a ruba tra gli appassionati per il suo rapporto qualità /prezzo e per la sua schietta, tradizionale bontà . Sulla controetichetta, Biondi Santi afferma che si tratta di un vino che può invecchiare anche trent’anni: come che sia, anche adesso questo Rosso è un gran bel vino, espressione palmare della finezza espressiva dell’uva sangiovese delle colline ilcinesi. L’ho versato in un bicchiere d’una certa ampiezza, sapendo di non sbagliare: ecco il colore rubino non troppo concentrato (niente barrique, quindi niente cromatismi esasperati), limpido. Il profumo è pure lui lineare ed espansivo: anzitutto è floreale intenso, come ogni Sangiovese dabbene. Che finezza, questa rosa appassita, questa violetta, questo fondale di lamponi. E in bocca? Fresco, esagerato, di portamento aristocratico come il suo creatore. Non sarà un Brunello, ma un bicchiere di questo vino E’ Montalcino, E’ Toscana, al di là di ogni possibile dubbio. Se lo vedete da qualche parte, compratelo: è buonissimo, e può invecchiare ancora.










