Le melanzane pugliesi di Antica Enotria (debord demiurgo)

Saturday, July 26th, 2008

Conserve Antica Enotria

E’ grazie alla simpatia e amicizia di Debord che tempo fa ho messo le mie mani su alcuni prodotti pugliesi di grande valore (Giulio Cantatore, li conosci?). Debord, come tutti sanno, è uno che commenta sui blog. Ma non è solo quello. E’ un uomo che cura l’immagine (e non solo) di prodotti e vini della sua Puglia natia. I taralli pugliesi che lui “spaccia” sono veramente memorabili, ma non si limita a questo. Grazie a lui, dicevo, le mie avide dita si sono impossessate, alcune settimane fa, di conserve di verdure veramente deliziose. Artefice, un’azienda agricola di cui già vi ho parlato: Antica Enotria.
Quest’azienda di Cerignola (Foggia) mi aveva già sorpreso coi suoi ottimi vini: un Rosso di Cerignola ricco e mediterraneo, e un rosato Contessa Staffa ricco e persuasivo. Ebbene: ora so che fa verdure sott’olio eccellenti. E biologiche, se interessasse.
Anzitutto, i carciofi alla griglia, sodi e carnosi, molto naturali al gusto. Persistenti e “meridionali” i pomodori secchi, di giusta sapidità. Ma la cosa migliore, a mio sommesso parere, sono le melenzane: eleganti, piccantine, perfette. Altro che le conserve all’olio di semi che qui si usano. Antica Enotria fa anche olio extravergine d’oliva, del resto. Di questo parlerò più avanti. Voi segnatevi le melanzane, i carciofi, i pomodori. Evviva la Puglia.

Antica Enotria
Contrada Posta Uccello
Cerignola (Foggia)
Tel. 0885418462

Vinitaly 2008: gli assaggi, parte seconda

Monday, April 7th, 2008

Antica EnotriaAncora Vinitaly, ancora emozioni ben più forti di scandali e scandaletti. Più che del brutto, qui preferiamo parlare del bello, e di riflesso anche del buono. Dunque ringrazio ancora l’ottimo Debord per avermi fatto provare alcuni vini pugliesi non “di grido”. Se quello da me già descritto era l’ultimo assaggio in Padiglione Puglia, quello di oggi è stato uno dei primi: il Rosso di Cerignola. La Puglia, oggi come oggi, è piena di denominazioni d’origine in disuso o poco visibili. Per anni, questa è stata anche la condizione del Rosso di Cerignola, regolamentato da disciplinare nel 1974 ma caduto a poco a poco nell’oblio, anche dopo la citazione che gli riservò Gino Veronelli in un suo antico volume. Vi ricordate? Si parlava dei formaggi e del loro abbinamento, e il grande Gino tirò fuori dal cappello un accostamento del caciocavallo stagionato col Cerignola.
Mi permetto di annunciarvi una bella notizia: sembra che il Rosso di Cerignola, dopo che le statistiche di produzione erano quasi azzerate, stia tornando in auge. Lo fa, per esempio, l’azienda Antica Enotria, proprio a Cerignola (Foggia). La famiglia Di Tuccio ha creduto nelle potenzialità d’una tipologia che per tradizione prevede il protagonismo dell’uva nero di Troia, con la compartecipazione del negramaro. Il Rosso di Cerignola 2006, di cui il sito web non parla, ho avuto modo di provarlo sabato. Rosso intenso, piace per i profumi non banalmente fruttati, ma aperti in un ventaglio di spezie e piante aromatiche mediterranee non bruciate ma di grande immediatezza. Addirittura, con molta fantasia, ci ho trovato vaghissimi ricordi aromatici di moscato, che fanno quasi pensare (mutatis mutandis, come sempre) a un Lacrima di Morro d’Alba, assieme alla salvia, alla limoncella e alla lavanda odorosissima. In bocca è secco, pieno di fuoco e di vigore, molto mosso nel temperamento, ma d’ampiezza sufficiente a renderlo imponente. Una bottiglia da conoscere, come le altre di questa casa (in foto vedete il Nero di Troia). In particolare, cito il Contessa Staffa 2007, degno rappresentante della gran schiatta dei rosati pugliesi. Da sole uve montepulciano, ha color rosato-rubino brillante. All’odorato porge fragranze di bergamotto, zucchero filato, piccoli frutti rossi. In bocca, com’è lecito aspettarsi, è pieno di dignità e di struttura, ideale coi piatti di pesce più corposi.
E questi, a Dio piacendo, non sono vini contraffatti.