Archivio di July, 2007
Wednesday, July 4th, 2007
Miei cari, domani vado a Roma. Se qualcuno ce l’ha, mi piacerebbe molto che mi mandasse un invito per iscrivermi a LLOOGG, nuovo sistema di statistiche assai carino.
Se qualcuno, in un impeto di generosità, me ne volesse fornire uno, può farlo benissimo attraverso la mia email (raggiungibile tramite la pagina dei contatti). Conto su di voi. Ciao. Fate i bravi.
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Wednesday, July 4th, 2007

Vi ricordate di Patrizia, l’acuminata, pugnace commentatrice che tanto spesso capitava di leggere sul vecchio Peperosso (a proposito, i migliori auguri al nuovo corso)? Ebbene, Patrizia, signora Tombolini nella vita, assieme a sua sorella Fabiola inaugura finalmente l’Enoteca Sorelle Dalpiano, che si avvale del medesimo Antonio come buyer d’eccezione. L’appuntamento è previsto per sabato 14 luglio, a Osimo (Ancona), località San Biagio, via Parini 1-5. C’è pure un invito. Accorrete numerosi.
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Wednesday, July 4th, 2007
No, non voglio sostituirmi al lavoro certosino di Staximo, compilatrice infaticabile delle liste dei blog golosi che via via si palesano, e che sono sempre di più.
Qui mi limiterò a citare alcune mie scoperte recenti, che sto valutando di inserire nel mio blogroll (ma credo che, nella mia grande semplicità di cuore, lo farò quasi in automatico tra qualche giorno).
- Griglia & Pestello Sergio, un comasco un po’ cuoco e un po’ poeta, si sbizzarrisce quasi sempre su due temi fondamentali: la griglia e le salse. Le ricette sono quasi tutte popolari e sanguigne, molto in stile mastro Dante della Vecchia Fattoria, e sono frammiste a divagazioni sentimentali molto gradevoli. Peccato che aggiorni così poco
- Marco Boscarato Il nome dei Boscarato emoziona tutti gli appassionati di cucina da decenni. Boscarato vuol dire Amelia, uno dei migliori ristoranti di Venezia e di Mestre. Ricordo ancora Riccardo Riccardi quando rispose su un Papillon del 1994 (o del 1995) a Beppe Scavino (l’eclettico, scavezzacollo, genialoide pasticcere albese famoso per le sue mousse e, più in generale, per i suoi dolci originali e gustosi), rammentando che per mangiare certi piatti non era necessario andare a Roger Vergé: anzi, nel campo del pesce cotto con salse al vino rosso, il più grande di tutti era (a suo avviso) Dino Boscarato con il suo rombo alla mirabeau. Oggi Marco Boscarato, della gloriosa famiglia, blogga da par suo. Anche nel suo caso, gli aggiornamenti non sono troppo frequenti, ma sapidi. Ed è pure online dal 2004.
- Zozzoni si frequenta Questo era linkato da parecchio tempo dal Cavoletto, e purtroppo è fermo. Si tratta, nientemeno, del primo blog dedicato alla cucina trash: kebabbari, paninari più o meno improvvisati, camioncini notturni e via dicendo. L’impostazione del sito è decisamente ruspante e “sovietica”: non si capisce quale software si utilizzi per la gestione (o se addirittura non ci sia, e le pagine vengano quindi approntate manualmente) e non si può commentare. Ciononostante, i contenuti sono affascinanti, anche se esigui e ormai non più aggiornati. Spero che il Venerable Bidet alzi la testa.
- Arte Gastronomica A tutta Sicilia il blog di Benny: nelle sue pagine si respira bene il clima gastronomico di quest’isola meravigliosa. Anche qui un appunto: non lo aggiorna mai, ha pochissimi post. Suvvia, ce la puoi fare, scrivi cose interessanti e belle da leggere.
- Pascolo Vagante Chiudiamo, per ora, con un weblog non strettamente gastronomico. Dopo i blog dei contadini, un blog di pastori ci voleva proprio. Da leggere dalla prima riga all’ultima.
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Tuesday, July 3rd, 2007
Era da parecchio tempo che lo volevo conoscere, e a Gavardo finalmente è accaduto: ho incontrato Francesco Travaglini e la sua famiglia. Francesco Travaglini, per chi non lo sapesse, vuol dire Parco dei Buoi (il sito è attualmente in manutenzione, come tutti gli altri su Simplicissimus), azienda agricola a Larino (Campobasso), nella zona più pastorale che possiate immaginare: per averne un’idea, rileggetevi un po’ i sempre immortali Pastori d’Abruzzo dannunziani, anche se qui siamo in Molise (ma all’epoca del Divin Gabriele si parlava semplicemente di “Abruzzi”, senza troppe sottigliezze). Francesco, che ha una bellissima famiglia, si è reso noto anni fa con il suo “abbonamento”: pagando un tot, si ha diritto a forniture regolari dei suoi prodotti.
E di che prodotti si tratta? Anzitutto, il pecorino: un semplice, elementare pecorino molisano, dalla pasta bianca e friabile, e dal sapore dolce, equilibrato nelle sue componenti sapide. Esiste anche nella versione “sott’olio”, ossia con la crosta trattata con l’olio d’oliva: ed è pure questo buono, sorprendente, da assaggiare. E poi, l’olio. Francesco l’ha battezzato Tratturello. Il tratturello, nella lingua locale, sarebbe semplicemente il sentiero che collega due tratturi, ossia due sentieroni prediletti per il passaggio delle pecore durante le transumanze. Amore per la tradizione pastorale anche qui: e ricordo benissimo quando Nando Fornaro, abruzzese trapiantato a Casteggio, ex gestore di una delle migliori trattorie dell’Oltrepò, Cavaliere della Repubblica, oggi produttore di dolci unici (tel. 0383804083), raccontava che nella sua terra l’olio era un bene preziosissimo, e veniva centellinato e talvolta addirittura utilizzato come merce di pagamento. E il Tratturello di Travaglini è davvero prezioso, delicatamente profumato e con un corpo di suggestiva ampiezza.
Prossimamente gli farò un bell’ordinativo.
E prossimamente parlerò anche degli altri sovversivi, tra cui si sono annidati altri due produttori di olio (Filippo Cintolesi e Piergiovanni Cristiano).
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Monday, July 2nd, 2007
Fabio Cimmino, grande conoscitore del vino non solo campano, si è aperto un blog. E il bello è che lo sanno in pochissimi. Se non vi dispiace, ve ne segalo nome e link: Euthymia. Buona lettura, la merita davvero.
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Monday, July 2nd, 2007
Rivedere la famiglia Parona, anima e cuore dell’Azienda Agricola La Basia di Puegnago del Garda (Brescia) mi ha fatto davvero molto, molto piacere. Conobbi la signora Elena alcuni anni orsono, quando un mio amico di vecchissima data tentò la strada del rappresentante di vini: ricordo la gentile personalità delle loro bottiglie gardesane.
Ieri, alla giornata pensata genialmente dal furetto Adriano Liloni a Gavardo, è stato appunto un gradito ritrovo, quello dei nettari di Elena Parona: e un ritrovo il cui piacere è stato vieppiù accresciuto da un sensibile aumento della personalità dei prodotti. «Da allora abbiamo fatto molta strada», dice Elena, ed ha ragione: nuova cantina, nuovi vigneti, un bel po’ di esperienza in più.
Il re della giornata è stato il Chiaretto del Garda La Moglie Ubriaca 2006. Già Paolo Massobrio, giovedì scorso, nella sua rubrica sulla Stampa ne aveva giustamente tessuto le lodi. E a ragione. Questo Chiaretto è uno dei grandi vini rosati italiani, in grado di guardare senza rossori anche le più blasonate bottiglie pugliesi o calabresi. Del resto, è o non è il Garda il più “mediterraneo” dei laghi italiani? Il colore è un rosa salmonato intenso, luccicante, coinvolgente. E il profumo? Sembra un rosato del Salento: la nuance intensa di caramella dura inglese (vero e proprio marchio di quasi tutti i grandi rosé italiani) e di smalto per unghie si mescola con armonia alle percezioni di banana matura, menta e rosmarino. La complessità olfattiva si ripete, senza peraltro farsi invasiva, pure al gusto. In bocca questo Chiaretto è elegante ma di solida struttura, rinfrescante ma “importante”. Lo immagino in abbinamento alla zuppa di pesce del Giardino degli Aranci di Ostia.
In ogni caso, pare non sia vero che non si possa avere la moglie ubriaca e la botte piena: la Basia ci offre anche quest’ultima, nelle sembianze di un bel Garda Groppello.
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Monday, July 2nd, 2007

Mi limito ad un unico commento: Adriano Liloni (qui in una foto dell’anno scorso scattata da Aristide) è un grande. Ed essendo lui grande, merita una foto grande. Ha organizzato davvero una gran bella giornata con vista sul Garda, e merita veramente tutti i ringraziamenti del mondo. A breve mi dilungherò maggiormente, ma qui mi limito a un grande grazie.
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