Archivio di December, 2006
Tuesday, December 19th, 2006
Natale sarà pure panettone e pandoro, ma per molti è soprattutto panforte. Il famoso dolce senese è ovviamente assai amato dagli amanti della frutta candita. Senza nulla togliere ai dignitosissimi produttori industriali sul mercato, certe pasticcerie toscane sono in grado, con questo dolce, di raggiungere lo zenit della gola.
E’ il caso della Pasticceria Marabissi di Chianciano Terme, provincia di Siena (loc. Astrone, tel. 057861414). Presente nella cittadina termale da oltre 50 anni, questo laboratorio familiare è reduce dalla partecipazione all’Artigiano in Fiera, la mostra-mercato milanese dedicata all’artigianato italiano. Anche a Milano è impazzato il loro panforte. Ne fanno di vari tipi: quello classico è denominato “Panforte Margheritaâ€, ed è disponibile in varie pezzature. Potete prenderlo piccolo, ma nulla è più bello di vedersi tagliare una fettona megagalattica dalle forme più grandi, altissime anche di spessore. In bocca avrete un prodotto dolce, equilibrato, anni luce lontano dai campioni più mediocri. Altrimenti, c’è il Pan Pepato: simile al panforte classico, ma senza zucchero a velo, e con maggior quantità di spezie. E poi, la Torta al Cioccolato: un panforte d’impasto macinato fine, ricoperto di cioccolato fondente.
(da Libero di sabato 16 dicembre 2006, pagina 23)
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Tuesday, December 19th, 2006
Da qualche hanno, ha fatto il passaparola tra gli esperti la segnalazione di alcune Aree di Sosta lungo le autostrade, diverse da quelle solite: offrirebbero prodotti da leccarsi i baffi. Che ci risulti, di questi grill ce n’è uno in Liguria e (credo) uno in Calabria. E anche uno sulla A1, tra Firenze e Roma: anzi, tra Roma e Firenze, dato che si trova sulla carreggiata est. E’ l’area di servizio Lucignano Est, dotata d’un bel negozietto di golosità.
A dire il vero, chi voglia mangiare qualcosa a Lucignano Est ha solo l’imbarazzo della scelta. Appena si esce dall’autostrada, sulla destra, c’è la rotonda che immette al Fini Grill bar e ristorante: un dignitoso self service con tortelliname vario, e un bar con alcuni paninazzi più buoni della media autostradale. Gli stessi panini si possono mangiare poco più avanti, in un’emanazione del bar Fini che occupa una stanza nella costruzione del distributore.
Ma qui si tratta pur sempre degli autogrill Fini: buoni, ma presenti anche in altre aree autostradali, non solo a Lucignano. A noi interessa il negozietto ancor più avanti, quasi sotto la tettoia della benzina. E’ uno scrigno di prelibatezze gastronomiche. Ci sono buoni vini rossi, una gran quantità di salse e sottoli, le birre Baladin. Il punto di maggior attrattiva, però, è il banco frigo dei salumi: finocchiona, salame toscana e tante altre prelibatezze firmate Belsedere. Poi, prosciutto di cinta senese, e chicche come la mortadella Favola, e il prosciutto Bazzone della Garfagnana, uno dei miei preferiti. Che altro dire? Una sosta è d’obbligo. Io ci sono passato alcuni giorni fa.
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Saturday, December 16th, 2006
Avete voglia di farvi un giro a San Francisco, Stati Uniti? Allora sappiate che potete gustare i frutti di mare in una grande varietà di locali. C’è pure un nostro simpatico connazionale alle prese con conchigliame vario.
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Friday, December 15th, 2006
L’aver ieri assaporato il sublime panettone milanese della Pasticceria Cova (uno spettacolo, e pure quello all’ananas), nonché un post recente di Franco Ziliani relativo al panettone di Loison, ricco di discussioni e di battaglie sui panettoni più buoni, mi hanno suscitato un amaro pensiero. Mentre noi “gastronomi” stiamo qui a baloccarci con queste ghiottonerie splendide, ci sono milioni di persone in Italia che discutono solo dei panettoni della pubblicità , e solo tra essi fanno classifiche e graduatorie. Il lavoro di un giornalista conta davvero di meno di una campagna pubblicitaria televisiva piena di musichette e di ammicchi?
Noi “critici”, “scrittori di gola”, “cronisti delle tagliatelle”, siamo davvero così fuori dal mondo, così lontani dalla gente “comune”?
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Thursday, December 14th, 2006
A quasi una settimana dalla conclusione, si può azzardare un verdetto sull’edizione 2006 di Artigiano in Fiera, la consueta kermesse che allieta i milanesi nella prima settimana di dicembre. Orfani dell’Expo dei Sapori (staremo a vedere, il prossimo anno, cosa ci darà il nuovo evento cibario in programma, credo, a marzo), è stato inevitabile girare approfonditamente i reparti gastronomici di una manifestazione che molto si è giovata del trasferimento ai più nuovi padiglioni del Portello, più facilmente percorribili.
Certo, il carrozzone di paccottiglia, che non manca mai, anche quest’anno è stato gloriosamente presente all’appello: ma misto (anche in questo caso, come sempre), a cose del massimo interesse. E non solo gastronomiche: nel padiglione 6, sono andato come di consueto a sbavare allo stand delle Confezioni Weiss Giovanni di Tesero (Trento), fine confezionatore di loden e di altro abbigliamento similare, per il quale vado matto. Peccato solo per la mancanza della taglia adatta a me, cosa che mi costringerà a far visita al loro negozio per una confezione su misura.
E la gastronomia? Anche qui, a stand ordinari, di banali venditori ambulanti, erano mescolati grandi artigiani. Ad esempio, Domenico Di Fusco, simpatico napoletano che, col progetto Altri Sapori, spedisce in tutt’Italia la sublime mozzarella di bufala del caseificio Ponte a Mare di Castelvolturno (Caserta); Emilio Bolciaghi, che insacca salami meravigliosi; i Colombo, che stanno portando avanti un discorso interessantissimo sui salumi tradizionali varesini; i Marabissi di Chianciano Terme (Siena), che fanno un panforte da urlo, letteralmente; i fratelli Pugliese di Calimera Calabra (Vibo Valentia), pontefici della ‘nduja calabra; Nando Vitali, di cui abbiamo già parlato. E poi, lo stand dei formaggi trentini, col vero Puzzone di Moena di malga, il Vezzena di Lavarone, il Formae Val di Fiemme e, dulcis in fundo, il Trentingrana, formaggio splendido e sconosciuto ai più (di questo parlerò in un prossimo post).
Insomma, una gitarella che non è passata invano.
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Wednesday, December 13th, 2006
Visto che dalla vendemmia 2007 il Morellino di Scansano diventerà un vino DOCG, mi è parso giusto celebrarlo con questa degustazione improvvisata per strada da un simpatico “sommelier”. Tra l’altro, chi ha inserito il video su YouTube ha definito il Morellino un vino tipico dell’Elba (ma perché?).
Buona visione.
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Tuesday, December 12th, 2006
Spulciando poco fa le statistiche d’accesso a questo sito, ho notato che un visitatore si è collegato qui usufruendo della rete informatica dei Grandi Salumifici Italiani, la società multipla che comprende Unibon, Casa Modena e gli speck altoatesini col marchio Senfter. Chissà chi era, tra gli oltre tremila dipendenti del gruppo…
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Tuesday, December 12th, 2006
Non so che fosse capitato, ma non si vedevano le pagine dei singoli post, ed era pure impossibile commentarli. Ora ho rimesso a posto tutto, e potete commentare come prima. Speriamo non capitino altri pasticci (verosimilmente imputabili al file .htacces e alla struttura dei permalink).
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Tuesday, December 12th, 2006
Lunga vita alle prelibatezze marchigiane. E lunga vita a chi ce le propone con amore. Sotto questo aspetto, Nando Vitali, nativo di Tolentino (Macerata), è inattaccabile. Siamo di fronte a uno dei più attenti, competenti, puntigliosi talent scout di cose buone di tutto il centro Italia, nonché affinatore sommo di formaggi. In questi giorni si trova a Milano, all’Artigiano in Fiera (padiglione 4) [ovviamente adesso, per chi legge sul blog, la Fiera dell'artigianato è finita, NdR], ma potete contattarlo lo stesso (cell. 3357869930, oppure, quando tornerà , al numero di Tolentino, 0733973706), ove solitamente spopola con golosità che ai milanesi non sono sempre molto note. E’ il caso del ciauscolo, grasso e roseo salame dalla consistenza morbida, quasi spalmabile. Quest’anno, oltre al tipo classico prodotto da Bartolazzi di Muccia, propone pure una variante tartufata, confezionata dal salumificio Monterotti di Sarnano, veramente ghiotta nella sua fragranza. Non parliamo poi del salame lardellato, tipicamente marchigiano: anche qui, sono disponibili vari campioni, selezionati da Nando tra i produttori regionali. Quest’anno, ci è piaciuto il curioso “culatello†(le virgolette sono d’obbligo) al pepe nero, oltre al consueto lardo di Camaiore prodotto da Bonuccelli.
E poi, il capitolo dei formaggi: memorabile il pecorino con foglia di noce o lo Scoparolo, affinato in saggina. La vera passione è il formaggio di Fossa, che Nando elabora nelle fosse di Gianfranco Rossini a Sogliano al Rubicone (Fc): e li propone sia di pecora, sia (più rari ma eccezionali) di capra.
(da Libero di sabato 9 dicembre 2006, pagina 21)
Poscritto: mi scuso col titolare del salumificio Bartolazzi, che fa un ciauscolo vertiginoso, perché sul giornale, inavvertitamente, l’ho battezzato “Bortolazzi”, come il calciatore.
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Saturday, December 9th, 2006
Per una volta, niente Ferran Adrià : questo “documentario” di circa 6 minuti riprende le gesta di una famiglia americana che, a parole, si nutre sempre di prodotti sani, ma una volta ogni anno e mezzo decide di impazzire e di divorare quanti più junk food (cibaria da fast food) riesca. Tacos, hamburger, nuggets di pollo, patatine e molto altro: nulla resta viene scordato in questa scorpacciata plateale. L’ottima Gianna Ferretti di TrashFood è invitata a commentare qui. Perché una persona o una famiglia deve istituire una giornata di questo tipo, quasi fosse una liberazione? Il non mangiare cibo da fast food è una gabbia, una prigionia, una limitazione forse?
Boh.
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