Archivio della rubrica ‘Notizie golose’
Friday, July 27th, 2007
Mi segnala Michele Marziani una piacevole novità: una famosa, gran bell’azienda “barolista” di Castiglione Falletto, la Paolo Scavino, ha sfornato il suo nuovo sito web. Un gran bel lavoro, con un uso del flash una volta tanto non fastidioso o invasivo, ma in grado di dare il giusto risalto alle fotografie di Davide Dutto, poeta dell’obiettivo che sul suo blog ha squadernato una serie di begli scatti delle vigne langarole. L’architettura del sito è stata messa in piedi dallo Studio Della Torre-Rivoira di Fossano (Cuneo), non a caso patria della miglior carne piemontese. E i testi? Sono opera di Michele Marziani, scrittore più che giornalista (come ama rammentare), capace della giusta cifra poetica nel descrivere il vino (e il cibo), quella senza la quale è opportuno lasciar perdere questo mestiere.
Fateci un giro.
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Thursday, July 26th, 2007
Da Alice Notizie:
Le bollicine a metodo classico dell’Oltrepo’ pavese hanno ottenuto ufficialmente dal ministero delle Politiche agricole il riconoscimento del marchio Docg (Denominazione d’origine controllata e garantita). L’annuncio è stato dato oggi dall’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, dopo che anche gli ultimi ricorsi legati alla vicenda sono stati valutati e respinti dal Comitato nazionale vini.
L’Oltrepo’ pavese è la terza area viticola a denominazione d’origine più grande d’Italia per estensione (preceduta da Asti e Chianti) e la prima se si considera soltanto il territorio provinciale. In Lombardia, la produzione complessiva a marchio docg potrà ora contare su 8 milioni di bottiglie (6 milioni prodotte nel territorio della Franciacorta, altro marchio docg, e 2 milioni nell’Oltrepo’ pavese).
Il consorzio vitivinicolo dell’Oltrepo’ prevede di raddoppiare da 2 a 4 milioni la produzione di bottiglie di spumante Docg entro il 2010. Il metodo di produzione è quello classico, con la lenta rifermentazione in bottiglia e non in autoclave, come avviene per la maggioranza degli spumanti.
Beh, che dire? Che in Oltrepò si producano ottimi spumanti metodo classico non è una novità. Magari, una volta tanto, la DOCG sarà una molla che potrà servire a chi invece sul cammino qualitativo s’è fermato a mezza costa.
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Tuesday, July 17th, 2007
La notizie, via Giampiero di Aristide, merita un cenno: Angelo Peretti, giornalista e gourmet veronese, grande appassionato di vino e olio, direttore resposabile di Internet Gourmet, ha iniziato a bloggare. Il suo blog è dedicato al vino forse più noto del Garda: il Bardolino.
E Bardolino DOC, non Bardolino Superiore DOCG.
Auguroni.
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Wednesday, July 4th, 2007

Vi ricordate di Patrizia, l’acuminata, pugnace commentatrice che tanto spesso capitava di leggere sul vecchio Peperosso (a proposito, i migliori auguri al nuovo corso)? Ebbene, Patrizia, signora Tombolini nella vita, assieme a sua sorella Fabiola inaugura finalmente l’Enoteca Sorelle Dalpiano, che si avvale del medesimo Antonio come buyer d’eccezione. L’appuntamento è previsto per sabato 14 luglio, a Osimo (Ancona), località San Biagio, via Parini 1-5. C’è pure un invito. Accorrete numerosi.
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Monday, July 2nd, 2007
Fabio Cimmino, grande conoscitore del vino non solo campano, si è aperto un blog. E il bello è che lo sanno in pochissimi. Se non vi dispiace, ve ne segalo nome e link: Euthymia. Buona lettura, la merita davvero.
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Wednesday, June 27th, 2007
La giornata dei sovversivi del gusto (domenica primo luglio, tutti i particolari in cronaca) comincia a far notizia. Paola Gula, grande esperta di formaggi, delegata Papillon di Cuneo, collaboratrice delle guide di Papillon e di Food&Beverage, la rivista diretta da Alberto P. Schieppati, ha dedicato un codicillo alla manifestazione su Cuneocronaca.it. E ha parlato, nemmeno a dirsi, di Edo Bresciano, il corsaro del gusto gloriosamente presente a Gavardo nel fine settimana. La cosa si ingrandisce…
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Saturday, June 16th, 2007
Complice Azael e la sempre deliziosa Mitì, mi sono convertito pure io a Tumblr: da oggi ho anch’io un mio Tumbleblog, intitolato Stuzzichini dal web. Ha sostituito il vecchio aggregatore di enogastrosfera che c’era lì a metà della colonnina di sinistra: adesso c’è il feed di questo nuovo spazio, che comprende i feed dei blog gastronomici che leggo più di frequente, cui aggiungerò altre spigolature prese di volta in volta dal web e dai blog in genere.
Chi vuole può farci un giretto.
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Wednesday, April 11th, 2007
Come segnalato dal buon Ziliani proprio oggi, la seconda edizione del Breviario dei Vini, guida enoica di Carlo Cambi Editore, sarà “interattiva”. In parole povere, consentirà ai lettori internettari di fare segnalazioni e di lasciare valutazioni, che torneranno buone per la prossima edizione.
Lo spirito del famoso web 2.0 continua dunque ad estendersi al vino, dopo l’ottimo esempio del Vinix di Filippo Ronco. Stavolta, è una guida fatta di bevitori. Francamente, ho sempre avuto scarsissima fiducia in progetti del genere, in cui tutto può dire il contrario di tutto. Mi viene in mente, tanto per dire, il famoso ilmangione.it, ove le “recensioni fatte da chi va davvero al ristorante” (loro ovviamente, contrapposti ai “critici di professione”) alternano entusiastiche sbrodolate di solari ingenui (contentissimi per grigliate e pizze consumate nei locali più disparati) a spaccatori professionisti del capello in quattro (iscrivetevi al portale, potrete leggere del Miramonti l’Altro messo in croce perché i suoi bicchieri odorerebbero di “freschino”, oppure della stupenda cucina della Mongolfiera dei Sodi di Erbusco, definita “stanca, datata, non in grado di suscitare alcuna emozione palatale”: va bene che i gusti sono gusti, ma un po’ di moderazione mi sembra auspicabile). Oppure, Due Spaghi, votato alla libertà (o deregulation) più assoluta, ove un eroico segnalatore ha voluto contrassegnare l’Osteria del Pomiroeu di Seregno (Milano) con il tag “menù poco variegato” (ma quando? Ma quale?): vedere per credere.
Questo Breviario vinicolo mi sembra al riparo delle cadute più rovinose. Anzitutto, qui si danno solo voti, senza scrivere recensioni. In secondo luogo, la presenza di un curatore disciplinerà senz’altro i voti dati dai lettori del sito web. Poi, il vino, a differenza dei ristoranti, è ancora considerato (spesso a torto) qualcosa di lontano, da iniziati, da trattare con rispetto: ciò probabilmente impedirà a molti bevitori di inserire segnalazioni di qualche vinattiere da strapazzo. Poi, la mancanza della possibilità di dare voti negativi (magari diversi da quelli dati da altri recensori), giustamente stigmatizzata da Ziliani, potrebbe evitare l’insorgenza di episodi grotteschi. Provate a immaginare la scena: un manipolo di occhiuti pasdaran del “Vino Vero” che si mette d’accordo, una sera, per “un tiro al piccione” fatto di voti bassi contro Elio Altare, Frescobaldi, Banfi, Nino Negri, Caprai e soprattutto Feudi San Gregorio, ossia tutti gli incolpevoli produttori che fanno parte della loro personalissima quanto ridicola e inspiegabile galleria degli orrori. Oppure, sul fronte opposto, qualche esaltatore acritico del gusto internazionale, quello che “Il Cabernet se non lo barrichi non è buono”, tutto intento a suggerire improbabili bottiglie in stile cileno.
Quindi, un buon progetto: libertà “vigilata”, come in tutte le guide dabbene, ma possibilità di dare un voto o fare una segnalazione. A questo punto voglio pure leggermi l’edizione cartacea, sia del 2007 che quella, futura, del 2008, che integrerà i suggerimenti.
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Saturday, March 24th, 2007
Mentre non c’ero, mi è arrivato via email un messaggio della mailing list di Guido Porrati. Guido Porrati, per chi non lo sapesse, è quello di Parlacomemangi di Rapallo, altrimenti detta Bottega dei Sestieri (via Mazzini 44, tel. 0185230530): una delle più belle boutique del gusto d’Italia. E’ lui l’autore del Trarcantu, un formaggio San Sté (della valle d’Aveto) ubriacato doviziosamente nelle vinacce dello Sciacchetrà, unico; è da lui che potete trovare il pecorino profumatissimo del Parco del Beigua, quello che caseifica con amore Pasquale Usai; è da Porrati che potrete gustare la Zerarìa, particolare e delicatissima versione ligure della testa in cassetta.
Guido è animatore di una bellissima, divertente mailing list, ove presenta le novità del suo negozio in modo oltremodo simpatico, con un gusto ironico nell”abbinamento delle immagini e nella scelta delle parole che si rinverrebbe invano nel grigiore delle newsletter consuete. Vi consiglio caldamente di iscrivervi dal suo sito.
L’ultima novità della Bottega è l’arrivo dei vini georgiani. Proprio così: dallo scorso 21 marzo sugli scaffali della Bottega di Guido quattro vini molto curiosi. Si tratta del Chardakhi 2004 dalla valle del Mukhrani; del Rkatsiteli 2005 dalla regione del Kakheti; dei vini della gran vigna Tsarapi 2005 di Kardanakhi (Kakhuri Mtsvane e Rkatsiteli). Curiosi è dire poco: sono ottenuti con la “tecnologia” delle anfore di terracotta, che qui ha avuto origine, e che qualcuno in Italia ha cercato di scimmiottare con risultati a parer mio alterni e, tutto sommato, non esaltanti. Altro discorso per la Georgia, paese di lunghissima tradizione enoica: lì da loro, il vino in anfora si usa da sempre, e può essere di grande interesse assaggiarlo. Spero di poter andare in Liguria a provarlo.
Ma Guido non ha finito. La chiusa della lettera è tutta per il faccione sorridente e baffuto di Sacha Baron Cohen, e per i convenevoli: “MOLTO TANTO BUONI,
ONORE DI BORAT! BRINDO AL NASO TUO”. Non c’è che dire, la mailing parlacomemangi non è proprio il solito scarno bollettino.
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Saturday, March 3rd, 2007
Vi ricordate la mitica Stefania Nobile, figlia della mitica Wanna Marchi, già protagonista di un imperdibile blog (www.stefanianobile.it) attualmente non più online? Da un paio di settimane ha aperto un ristorante a Milano: eccolo qui. Vi dirò di più: sono anche riuscito a mangiarci, ieri sera, ovviamente in incognito. La Nobile serve lei stessa ai tavoli (non molti), coadiuvata da un signore con grembiulone alla francese, e l’ambiente è un’orgia di lusso simpaticamente decadente. Punto forte del menu sono i crudi di pesce, proposti in una lista assai lunga e variegata, con cosette di ogni genere. Non mancano prodotti d’alto livello: Pata Negra, Parmigiano 120 mesi, Toma ossolana, Testun, Cabrales. Impressione complessiva: buona, per essere un posto aperto da poco. Lodevole pure la carta dei vini, che denota una certa ricerca (c’è la Ribolla Gialla 2002 di Radikon, giustamente servita a temperatura ambiente). In ogni caso, per ora non vi dico altro: leggerete domani la mia descrizione su Libero, se tutto va bene. In ogni caso, non mi aspettavo che Stefania Nobile avesse questa passione nascosta per le cose buone, per i prodotti di qualità, per i tortellini. E nel salottino riservato si possono accendere pregevoli sigari cubani e domenicani. Non c’è che dire, è stata una sorpresa. Domani comprate Libero, se vi va.
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