Archivio della rubrica ‘Notizie golose’

Roma nel piatto: parbleu, una guida con le critiche!

Saturday, November 10th, 2007

Roma nel piattoEsistono ancora le guide cartacee con le stroncature, coi voti negativi? Evidentemente sì. Ieri, a mezzanotte e mezza, dopo una serata di turno di notte al giornale, mi ha fatto piacere trovare nella cassetta postale di casa il pacchetto contenente Roma del piatto edizione 2008. Molti conoscitori della blogosfera conoscono Simone Cargiani, anima e ispiratore della Pecora Nera, piccola casa editrice. Il suo prodotto di punta, da qualche anno, è la guida Roma nel piatto: un vademecum della Roma golosa attraverso le tavole dei suoi ristoranti.
Che ha di bello questa guida? I voti negativi. Le critiche, nelle guide italiane, sembrano essersi eclissate da qualche annetto, nonostante siano forse le recensioni più godibili da leggere (e da scrivere: ricordo ancora con diletto un 10,5/20 – o 10, ora non ricordo – che affibbiai a un locale milanese nella Guida dell’Espresso 2001). Qui no. La squadra di ispettori capitanati da Cargiani non guarda in faccia a nessuno: i 6- e i 5 e mezzo si sprecano, ma non mancano i 5 e nemmeno un sadico, cattivissimo 4 e mezzo (toccato, per la cronaca, alla Trattoria l’Idillio, di via Dulceri). Questa è la guida, signori. Una guida critica, che in recensioni ben articolate spiega pregi e difetti dei deschi capitolini, e che recensisce posti che in altre pubblicazioni non hanno cittadinanza, oltre a tutta una serie di indirizzi “etnici”.
Certo, qualche difettuccio non manca: ad esempio, un po’ troppe recensioni scritte in prima persona singolare. O qualche tecnicismo di troppo nel raccontare i caffè (quante persone non addette ai lavori sanno cos’è un caffè sovraestratto?). Però la lettura di questa guidina (che ha anche un capitoletto dedicato alle pizzerie, lì con cinque voti: pizza intera, tre spicchi, mezza pizza, un quarto e faccino storto, che certifica l’insufficienza) mi ha tenuto compagnia fino all’una e mezza di notte. Anche, ovviamente, con i resoconti positivi.
In buona sostanza: una guida da comprare assolutamente. Con in tasca questa guida abbinata alla Roma del Gambero Rosso, potete avere davvero un quadro esaustivo del mangiare della Capitale.
Bravo Simone.

La pesca di Leonforte si è messa a bloggare

Friday, August 24th, 2007

Giovanni TrovatiIl mondo dei blog ha stregato e irretito un altro uomo di gusto. Giovanni Trovati lo conoscete già: è l’agricoltore siciliano che manda avanti appassionatamente la sua azienda agricola, la Samperi, specializzata in pesche tardive di Leonforte. Fu lui a farsi conoscere tra i blogger, in un modo decisamente originale: prima di Pasqua, ricevetti una mail di auguri, in cui mi si prometteva un vasetto di confettura qualora li avessi ricambiati. Incuriosito, ricambiai gli auguri e mi ritrovai a casa la commovente marmellata di pesche tardive, dolcissima, equilibrata, ghiotta. Ne scrissi subito un articolo su Libero.
Per un lettore di blog come Giovanni, era inevitabile arrivasse lo sbocco sul blog autoprodotto. Si chiama Templum Chrisae, ed è tutto da leggere, tra racconti della vita di campagna e considerazioni a ruota libera. Fateci un giro.

Michele Marziani e Davide Dutto: e Paolo Scavino ha il sito griffato

Friday, July 27th, 2007

Sito della Paolo ScavinoMi segnala Michele Marziani una piacevole novità: una famosa, gran bell’azienda “barolista” di Castiglione Falletto, la Paolo Scavino, ha sfornato il suo nuovo sito web. Un gran bel lavoro, con un uso del flash una volta tanto non fastidioso o invasivo, ma in grado di dare il giusto risalto alle fotografie di Davide Dutto, poeta dell’obiettivo che sul suo blog ha squadernato una serie di begli scatti delle vigne langarole. L’architettura del sito è stata messa in piedi dallo Studio Della Torre-Rivoira di Fossano (Cuneo), non a caso patria della miglior carne piemontese. E i testi? Sono opera di Michele Marziani, scrittore più che giornalista (come ama rammentare), capace della giusta cifra poetica nel descrivere il vino (e il cibo), quella senza la quale è opportuno lasciar perdere questo mestiere.
Fateci un giro.

Oltrepò Pavese, una Docg per il Metodo classico: sarà la volta bbona?

Thursday, July 26th, 2007

Da Alice Notizie:

Le bollicine a metodo classico dell’Oltrepo’ pavese hanno ottenuto ufficialmente dal ministero delle Politiche agricole il riconoscimento del marchio Docg (Denominazione d’origine controllata e garantita). L’annuncio è stato dato oggi dall’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Viviana Beccalossi, dopo che anche gli ultimi ricorsi legati alla vicenda sono stati valutati e respinti dal Comitato nazionale vini.

L’Oltrepo’ pavese è la terza area viticola a denominazione d’origine più grande d’Italia per estensione (preceduta da Asti e Chianti) e la prima se si considera soltanto il territorio provinciale. In Lombardia, la produzione complessiva a marchio docg potrà ora contare su 8 milioni di bottiglie (6 milioni prodotte nel territorio della Franciacorta, altro marchio docg, e 2 milioni nell’Oltrepo’ pavese).

Il consorzio vitivinicolo dell’Oltrepo’ prevede di raddoppiare da 2 a 4 milioni la produzione di bottiglie di spumante Docg entro il 2010. Il metodo di produzione è quello classico, con la lenta rifermentazione in bottiglia e non in autoclave, come avviene per la maggioranza degli spumanti.

Beh, che dire? Che in Oltrepò si producano ottimi spumanti metodo classico non è una novità. Magari, una volta tanto, la DOCG sarà una molla che potrà servire a chi invece sul cammino qualitativo s’è fermato a mezza costa.

Angelo Peretti e il Bardolino: un giornalista, un vino, un blog

Tuesday, July 17th, 2007

La notizie, via Giampiero di Aristide, merita un cenno: Angelo Peretti, giornalista e gourmet veronese, grande appassionato di vino e olio, direttore resposabile di Internet Gourmet, ha iniziato a bloggare. Il suo blog è dedicato al vino forse più noto del Garda: il Bardolino.
E Bardolino DOC, non Bardolino Superiore DOCG.
Auguroni.

E fu enoteca…

Wednesday, July 4th, 2007

Enoteca Dalpiano
Vi ricordate di Patrizia, l’acuminata, pugnace commentatrice che tanto spesso capitava di leggere sul vecchio Peperosso (a proposito, i migliori auguri al nuovo corso)? Ebbene, Patrizia, signora Tombolini nella vita, assieme a sua sorella Fabiola inaugura finalmente l’Enoteca Sorelle Dalpiano, che si avvale del medesimo Antonio come buyer d’eccezione. L’appuntamento è previsto per sabato 14 luglio, a Osimo (Ancona), località San Biagio, via Parini 1-5. C’è pure un invito. Accorrete numerosi.

Fabio Cimmino apre un blog e non lo dice a nessuno

Monday, July 2nd, 2007

Fabio Cimmino, grande conoscitore del vino non solo campano, si è aperto un blog. E il bello è che lo sanno in pochissimi. Se non vi dispiace, ve ne segalo nome e link: Euthymia. Buona lettura, la merita davvero.

I sovversivi fan notizia

Wednesday, June 27th, 2007

La giornata dei sovversivi del gusto (domenica primo luglio, tutti i particolari in cronaca) comincia a far notizia. Paola Gula, grande esperta di formaggi, delegata Papillon di Cuneo, collaboratrice delle guide di Papillon e di Food&Beverage, la rivista diretta da Alberto P. Schieppati, ha dedicato un codicillo alla manifestazione su Cuneocronaca.it. E ha parlato, nemmeno a dirsi, di Edo Bresciano, il corsaro del gusto gloriosamente presente a Gavardo nel fine settimana. La cosa si ingrandisce…

Tumbleblog: ci sono caduto anch’io

Saturday, June 16th, 2007

Complice Azael e la sempre deliziosa Mitì, mi sono convertito pure io a Tumblr: da oggi ho anch’io un mio Tumbleblog, intitolato Stuzzichini dal web. Ha sostituito il vecchio aggregatore di enogastrosfera che c’era lì a metà della colonnina di sinistra: adesso c’è il feed di questo nuovo spazio, che comprende i feed dei blog gastronomici che leggo più di frequente, cui aggiungerò altre spigolature prese di volta in volta dal web e dai blog in genere.
Chi vuole può farci un giretto.

Un Breviario dei vini senza sbaraglio

Wednesday, April 11th, 2007

Come segnalato dal buon Ziliani proprio oggi, la seconda edizione del Breviario dei Vini, guida enoica di Carlo Cambi Editore, sarà “interattiva”. In parole povere, consentirà ai lettori internettari di fare segnalazioni e di lasciare valutazioni, che torneranno buone per la prossima edizione.
Lo spirito del famoso web 2.0 continua dunque ad estendersi al vino, dopo l’ottimo esempio del Vinix di Filippo Ronco. Stavolta, è una guida fatta di bevitori. Francamente, ho sempre avuto scarsissima fiducia in progetti del genere, in cui tutto può dire il contrario di tutto. Mi viene in mente, tanto per dire, il famoso ilmangione.it, ove le “recensioni fatte da chi va davvero al ristorante” (loro ovviamente, contrapposti ai “critici di professione”) alternano entusiastiche sbrodolate di solari ingenui (contentissimi per grigliate e pizze consumate nei locali più disparati) a spaccatori professionisti del capello in quattro (iscrivetevi al portale, potrete leggere del Miramonti l’Altro messo in croce perché i suoi bicchieri odorerebbero di “freschino”, oppure della stupenda cucina della Mongolfiera dei Sodi di Erbusco, definita “stanca, datata, non in grado di suscitare alcuna emozione palatale”: va bene che i gusti sono gusti, ma un po’ di moderazione mi sembra auspicabile). Oppure, Due Spaghi, votato alla libertà (o deregulation) più assoluta, ove un eroico segnalatore ha voluto contrassegnare l’Osteria del Pomiroeu di Seregno (Milano) con il tag “menù poco variegato” (ma quando? Ma quale?): vedere per credere.
Questo Breviario vinicolo mi sembra al riparo delle cadute più rovinose. Anzitutto, qui si danno solo voti, senza scrivere recensioni. In secondo luogo, la presenza di un curatore disciplinerà senz’altro i voti dati dai lettori del sito web. Poi, il vino, a differenza dei ristoranti, è ancora considerato (spesso a torto) qualcosa di lontano, da iniziati, da trattare con rispetto: ciò probabilmente impedirà a molti bevitori di inserire segnalazioni di qualche vinattiere da strapazzo. Poi, la mancanza della possibilità di dare voti negativi (magari diversi da quelli dati da altri recensori), giustamente stigmatizzata da Ziliani, potrebbe evitare l’insorgenza di episodi grotteschi. Provate a immaginare la scena: un manipolo di occhiuti pasdaran del “Vino Vero” che si mette d’accordo, una sera, per “un tiro al piccione” fatto di voti bassi contro Elio Altare, Frescobaldi, Banfi, Nino Negri, Caprai e soprattutto Feudi San Gregorio, ossia tutti gli incolpevoli produttori che fanno parte della loro personalissima quanto ridicola e inspiegabile galleria degli orrori. Oppure, sul fronte opposto, qualche esaltatore acritico del gusto internazionale, quello che “Il Cabernet se non lo barrichi non è buono”, tutto intento a suggerire improbabili bottiglie in stile cileno.
Quindi, un buon progetto: libertà “vigilata”, come in tutte le guide dabbene, ma possibilità di dare un voto o fare una segnalazione. A questo punto voglio pure leggermi l’edizione cartacea, sia del 2007 che quella, futura, del 2008, che integrerà i suggerimenti.