Honegger, il musicista che amava la macchina
Tuesday, May 6th, 2008
Wikipedia smentita dalle sue stesse fonti? Ecco un caso palmare, che coinvolge una delle più belle musiche scritte nel Novecento. Che si legge sulla pagina che la Wikipedia Italiana ha dedicato ad Artur Honegger (1892-1955), grande compositore francese del cosiddetto “Gruppo dei Sei”? Che la sua composizione forse più nota, il “Movimento sinfonico” Pacific 231, «imita il suono di una locomotiva a vapore».
Eppure, l’autore stesso ha scritto frasi che rivelano una concezione ben diversa:
«Ho sempre amato le locomotive con passione; per me sono esseri viventi, e le amo come altri possono amare le donne o i cavalli. Nel Pacific quel che ho cercato di fare non è l’imitazione dei rumori della locomotiva, ma la traduzione di un’impressione visiva e di un godimento fisico in una costruzione musicale. La composizione parte da una contemplazione oggettiva: il respiro tranquillo della macchina in riposo, lo sforzo dell’avviamento, e poi il progressivo aumento della velocità finché si arriva allo stadio lirico o patetico di un treno di trecento tonnellate lanciato in piena notte a centoventi all’ora. Ho scelto a oggetto della composizione la locomotiva Pacific n. 231, per i convogli pesanti dalle grandi velocità».
Scritta così, da fuori, può sembrare un’elucubrazione estemporanea. Per questo conviene abbinarla all’ascolto. Pacific 231 è una pagina breve ma coinvolgentissima. Honegger, servendosi di un’ampia orchestra, è davvero in grado di ricreare la suggestione di una macchina e del suo movimento implacabile, continuo, non-umano. Un qualcosa che va ancora oltre l’espressionismo, e che è stato definito “musica della macchina”.
Penso che non ci sia niente di più istruttivo di un buon ascolto. Se dovessi consigliarvi un’edizione discografica, vi segnalerei senz’altro quella di Charles Dutoit, che alla guida dell’Orchestra della Radio Bavarese ci dà un’interpretazione paradigmatica. Oltertutto, è un doppio CD che costa pochissimo, e che ci consente di portare a casa anche le cinque sinfonie, nonché il un altro “Movimento sinfonico”, Rugby, meno “di rottura” ma ugualmente esperienza soggiogante.
Ora però preferisco farvi ascoltare Pacific 231 qui. L’edizione non è quella di Dutoit. E’ una registrazione dal vivo, di cui non conosco orchestra né direttore. E’ comunque una versione attendibile di questo bellissimo schizzo sinfonico.
Premete Play, ascoltate e fatemi partecipe delle vostre impressioni.


