Archivio della rubrica ‘Meta-blog’

Epifania dell’imbecille da Ip fisso

Monday, April 16th, 2007

Bello tornare dalla Toscana (scusa Romanelli, ma per Firenze non ci sono passato proprio, spero di vederti un’altra volta) e trovare il blog infestato da un’autentica mandria di imbecilli. Anzi no: gli imbecilli sono solo due. Uno è il solito mentecatto che posta dall’Ip fastweb fisso. Oltre al consueto post sulla Nobile, ha iniziato a imbrattare anche altre discussioni: è lui il “Lorenzo” che, in maiuscolo, ha sproloquiato nel post sul Vinitaly. Poi, il consueto florilegio: Claudia, poi Pamela (due volte, ambedue di un’idiozia esemplare), Giovanni e Giulia. Particolare illuminante: da Pamela in poi, il mentecatto ha usato sempre lo stesso indirizzo email. E l’ha replicato pure per il “Lorenzo” fantasma che parla di Vinitaly. Ho distribuito tutta una serie di cappelli d’asino.
Veniamo ora però al secondo imbecille, che posta da un altro indirizzo Ip ma che non ha saputo reprimere la tentazione di sdoppiarsi anch’esso: si tratta di “Feerdinando” (la doppia E l’ha messa lui) e di Zero Assoluto, e come imbecillità non ha nulla da invidiare al suo storico predecessore. In ogni caso, lo stile è identico: provocazioni futili, finti indirizzi email “tim.it” e uso del blocco maiuscole che lo rende davvero irritante. Il fatto è che non mi sono venduto. Probabilmente è lui che ha venduto le sue cellule cerebrali. E permettetemi di dire che l’acquirente ha fatto un grande affare, dato che si tratta di un cervello che presumibilmente non è mai stato usato, nemmeno per caso.

Il gioco bello dura poco

Friday, April 6th, 2007

Una parola sul florilegio di commenti sulla Malmaison, che non accenna a diminuire.
Questi commenti… Tutti con lo stesso indirizzo IP, tutti (o quasi) con indirizzi email “tim.it”… Tutti i commentatori ipercritici con questo locale (o con me, o con la Nobile stessa) vengono tutti da un unico indirizzo IP. E dico tutti. Unica eccezione, il buon salt_pusher (che Dio l’abbia in gloria), che quantomeno aveva uno stile diverso, più frizzante del grigiore apologetico/accusatorio di certi interventi letti.
Nell’ordine, lo stesso indirizzo Ip è usato da: Telemaco, Stefania Nobile (che fino a prova contraria continuerò a ritenere firma apocrifa), La Giustizia, Simona (in questo caso, il postatore non ha nemmeno ritenuto di dover cambiare l’indirizzo email inserito, che è uguale a quello di La Giustizia!), ancora Stefania Nobile (ma ha un indirizzo diverso dal precedente), Giovanni Spadoni (che usa la stessa argomentazione di Telemaco, quando si dice il caso), Serena, Valentina, Daniele Quindici, Pamela Gressi, Salvo Ricciardi. Un po’ troppi. Oltretutto, curioso che tanti utenti fastweb usino tutti email di tim o tin, e nemmeno una di fastweb. E dicono TUTTI le stesse cose.
Per cui, invito chi sta facendo il giochino di postare questi commenti a smetterla immediatamente, prima di farmi perdere la pazienza.
Se invece è solo una coincidenza (cosa che peraltro ritengo improbabile, visto lo stile quasi sovrapponibile degli indirizzi email e dei commenti), fa niente. Comunque, fino a prova contraria li ritengo identità fasulle di un unico burlone.

Il cappello dell’asino

Friday, March 30th, 2007

Basta. Mi sono rotto le scatole degli insultatori professionisti che ogni tanto vengono allo scoperto qui, cercando di dire chissà cosa.
Mettendo mano ai commenti, ho cancellato inavvertitamente le parole di un genialoide, tale salt_pusher:

Tommaso Farina, palese esempio di idiota italiano

Non volevo farlo assolutamente, solo che per errore l’ho messo nella spam list, come faccio di solito coi trackback maligni che sfuggono da akismet. Avrei preferito riservargli il trattamento che da adesso ho deciso di dedicare a chi offende in modo più o meno volgare e gratuito.
Da oggi, chiunque utilizzerà l’insulto personale o linguaggi offensivi, verrà marcato con questo simpatico cappellino:

I commenti offensivi marchiati da questo cappello (che vuol essere un castigo, un “cacciare dietro alla lavagna”, un cappello dell’asino come si usava nelle vecchie classi scolastiche d’un tempo) verranno inoltre “sbianchettati”, barrati con una riga di cancellatura in mezzo alle parole. Nei casi più gravi, metterò in pratica la cancellazione totale.
Naturalmente, il cappello del troll non è un marchio d’infamia dedicato alla persona di un commentatore vita natural durante, ma al singolo commento. Non si tratta di censura delle opinioni, ovviamente. Chi esprime il proprio dissenso anche in modo acceso ma civile e senza trascendere il buon gusto, non riceverà nessun marchio. Quindi non si parli di “dittatura”. Qui non applico nessuna dittatura del pensiero. Potrei farlo, dato che, fino a prova contraria, questo blog è mio e ci faccio quello che mi pare: ciononostante, nessuna dittatura o censura preventiva di opinioni è in vigore qui. Non è nel mio stile.
Quindi, non preoccupatevi, e limitatevi a fare i bravi e a non usare parole diffamatorie troppo alla leggera, perché “su internet si può dire tutto”. Confido nella vostra capacità di autoregolamentazione, che d’altronde finora ha sempre funzionato.

Tommaso Farina in Cina è ben visto

Tuesday, March 13th, 2007

Scopro or ora grazie al simpatico Giovy l’esistenza di un sito, Great Firewall of China, che permette di verificare se un sito (o blog) è bloccato dal Grande Firewall Cinese (che filtra contenuti sgraditi al regime, impedendone l’accesso). Ho provato a fare il test col mio sito ed ecco il risultato:
Evvai
Questo blog non è sgradito alla Repubblica Popolare. Sono meno cattivo dello stesso Giovy, che invece ai cinesi dovrebbe essere poco gradito. Non male. E il bello è che noialtri siamo pronti a inarcare il sopracciglio quando qualche macchietta italiota più o meno comica, se per caso non finisce in televisione come vorrebbe, urla al sabotaggio, alla censura di “regime” (anzi no, niente regime, il governo è cambiato). Questi non possono navigare su internet, ma non ho mai letto appelli in favore dei cinesi. Che tempi.

Blogspot, non dare i numeri

Thursday, March 1st, 2007

Ma che hanno i feed rss dei blog ospitati su Blogspot, onestissima piattaforma gratuita? Oggi il mio aggregatore enogastronomico ha dato nuovamente i numeri: protagonista, stavolta, ViolaMelanzana, che ha “sparato” tutta una serie di post a dir poco antichi. Uno, addirittura, relativo alla vicenda delle blogger sciampiste. Non è la prima volta che accade: ho già dovuto togliere dall’aggregatore altri blog, a causa dei temporanei “impazzimenti” dei loro feed. Bah.

Maionese cotta? Ma siete proprio sicuri?

Wednesday, February 21st, 2007

Anche questo mese, ecco una ghiotta parata tratta come sempre dai motori di ricerca. L’analisi dei dati raccolti da Shinystat e da Google Analytics è una volta di più illuminante, oltre che foriera di risultati d’un certo divertimento.
Intanto, “viaggiatore gourmet” è stato ancora cercato qui da 6 visitatori (5 secondo Analytics). E fin qui ci siamo. Ciò che non mi aspettavo (e che Sinystat curiosamente non ha rilevato) è che ben 34 persone sono giunte qui cercando “Stefano Frega”, l’amico di Giampiero Nadali. Otto viandanti invece cercavano “prosciutto cinta pata negra”, e numerosi altri “trussardi alla scala”, “ristorante romeno milano”.
Ora veniamo alle chicche: “chi segno la rete tra italia moldova nel 1997″ (e chi si ricorda? Non ho voglia di cercare, ditemelo voi), “bombole d’elio” (davvero? E che ci vuoi fare, gonfiare i palloncini?), “citazioni da il tempo delle mele” (ma ancora qualcuno guarda quel film?), “diario di cameron diaz” (mi sa che ti sei sbagliato), “diario di una troia” (wow), “nelle sagre si paga il coperto” (ma è vero?), “sito su culi messicani” (ma perché proprio messicani?), “scherzi a parte + video” (quale dei tanti?), “la latteria di mia zia” (chiedilo direttamente a lei, no?), “la merda” (aridaje), “tacchino che fa la ruota” (altro grande classico).
Ma la regina è sempre lei, inossidabile come la rupe Tarpea: la maionese cotta. “maionese cotta ricetta”: ecco cosa capita che cerchino i visitatori. Ma a che pro? Bah.

Calunnie e furbizie

Monday, February 19th, 2007

Avevo scritto un post per stigmatizzare un commento lasciato da un tale “Franco” (ma chi?) contro Luciano Pignataro, un commento che travalicava qualsiasi libertà di critica e scadeva nella calunnia gratuita.
Ho fatto le mie scuse al collega, che mi ha chiesto gentilmente di rimuovere quelle frasi oltremodo becere, riconoscendo comunque che la colpa dell’esistenza di certi individui non è certo mia.
Ora rimuovo tutto, sperando comunque che il buon “Franco” si faccia vivo con delle scuse.

Sia messo agli atti

Thursday, February 8th, 2007

Wordpress 2.1 fa schifo.

Splog e spammer, mi sono rotto le scatole

Wednesday, January 24th, 2007

Chi ha seguito questo blog negli ultimi giorni, avrà notato che il mio post sul Barbacarlo è stato “omaggiato” di tre citazioni censite da Technorati. Nel contempo, queste citazioni si sono impietosamente auto-segnalate nella colonna di sinistra, precisamente nella sezione “Link in entrata”. Link che un plugin di wordpress mette in mostra rifacendosi ai dati forniti, ancora una volta, da Technorati. Tutto bello. Peccato che si tratti di link che col mio blog non c’entrano nulla: sono stati messi lì da dei cosiddetti Splog, ossia blogghetti truffaldini piazzati lì da qualche estroverso personaggio per guadagnare qualche centesimo di dollaro con programmi di “affiliazione”. I contenuti sono disinvoltamente scippati da blog e siti altrui, e vengono abbinati a gustose etichette tipo “Brazilian ass” o altre amenità (si sa, il navigatore per culi e tette ha sempre un culto appagante). Come fare per debellarli? Esiste un sito, Splog Reporter, in cui è possibile segnalare le URL di questi furfanti: ciononostante, mi inquieta il fatto che le news siano ferme al 2005, e che non si capisca bene a cosa serva segnalare i siti. Io, nel dubbio, l’ho fatto.

E poi, lo spam. Decine e decine di trackback spam al giorno. Se la richiesta di fare una somma di numeri ha del tutto preservato i commenti, per il trackback posso unicamente affidarmi ad Akismet, che traccia i campioni fraudolenti mettendoli nella spamlist (da cui posso provvedere a cancellarli tranquillamente), ma spesso se ne lascia sfuggire alcuni (3 o 4 su 500). Beh, nessuno è perfetto, nemmeno un computer. Però, che seccatura!

ViaggiatoreGourmet, ma quanti fan hai?

Monday, January 22nd, 2007

Questo blog inaugura, in una sola volta, ben due nuove rubriche: la prima è Meta-blog, ossia tutti gli interventi che riguardano questo blog in sé e per sé, comprese le cosucce “tecniche” che vorrò implementare. La seconda, che è un sottinsieme della prima, è un censimento, che vi proporrò una volta al mese, delle chiavi di ricerca più interessanti o ricorrenti digitate sui motori, e foriere di visite qua dentro.
Anzitutto, “viaggiatore gourmet”, presente in ben 9 occorrenze su ShinyStat: ma cercano veramente il caro vecchio Claudio? Parrebbe di sì, visto che altri due hanno cercato testualmente “claudio sacco”, e uno “viaggiatoregourmet”, tutto attaccato.
Non manca poi chi cerca risposte a quesiti più o meno esistenziali e specifici, più o meno relativi al cibo: “come cucinare lo zampone” (due), “come aprire pescheria” (e io che ne so?), “vendere latte di capra a caserta” (questa, come l’altra, me l’ha registrata Google Analytics), “nuggets di pollo ricetta”, “maionese cotta” (?!), “significato del maiale per gli austriaci a capodanno” e “lingua salmistrata significato”.
Ma qui siamo, almeno in parte, nella normalità. Sorvolando sulla ricerca di “troia”, che mi ha procurato due visite, che cosa mi rappresenta uno che va su internet a cercare “merda di cipolla”? E “ufficiale di bocca” che sarà mai? E non mancano neppure i fanatici del tacchino: “tacchino quando fa la ruota” e “quando il tacchino fa la ruota”.
Chi cerca trova…