Archivio della rubrica ‘Comunicazioni’

Contrordine: mi vedrete in tv

Saturday, May 3rd, 2008

Mi è giunta voce che mi vedrete su Bouquet Tv già da domani.
Qui i dettagli.
Staremo a vedere, da quello che ho capito dovrei esserci.

Domani Vinitaly

Thursday, April 3rd, 2008

E domani, Vinitaly a Verona.
Ci vediamo lì, chi c’è e chi non c’è.

Piccole vacanze pasquali

Saturday, March 22nd, 2008

Signori, da domani non avrete più notizie di me almeno fino al 27.
Buona Pasqua di Resurrezione a tuttoi i miei lettori.

Ho corretto l’errore perché il Celentano me l’ha beccato all’istante.
Touché.

Tommaso Farina, giornalista professionista

Tuesday, January 22nd, 2008

Eh sì, cari zoticoni, solo per questo non mi avete visto negli ultimi giorni. Ero a Roma, a preparare l’orale dell’esame di giornalismo dell’Ordine. Esame che stamattina alle ore 10 circa ho archiviato in modo abbastanza brillante anche se perfettibile. Sicché, da oggi sono giornalista professionista. Naturalmente sul sito web dell’Ordine ancora non si legge il mio nome, perché devo iscrivermi materialmente all’albo con l’attestato conseguito a Roma (operazione che richiederà un semplice viaggetto negli uffici ordineschi di Milano), ma la sostanza non cambia. Ora sono anch’io professionista.

Ah: mi scuso con Gigio e Andrea Sofia se il sistema, per qualche oscura ragione, non ha pubblicato in chiaro i loro commenti. Adesso li ho ripristinati.

Scusate ancora, sono ri-ritornato

Tuesday, January 15th, 2008

Chi pensava già a una ripresa in grande stile non ha fatto i conti con l’influenza.
Sono stato colpito abbastanza duramente, e sono riuscito solo a lasciare un paio di commenti qua e là. Ora sono davvero operativo.

Giusto per dare un senso a questo inutile post: vi ricordate il vecchio blog Il cuore è una frattaglia, sottotitolato “Divagazioni di una cuoca sentimentale”? Ebbene, è risorto, su altra piattaforma. E io l’ho saputo da buon ultimo.

Piccola vacanza, ma vi lascio coi migliori zamponi e cotechini (o almeno alcuni)

Saturday, December 29th, 2007

Cari ragazzi, prima del 2 gennaio niente blog “serio”: mi farò qualche giorno di vacanza.
Nel frattempo, ne approfitto per inserire un pezzo su zamponi e cotechini che è uscito il 27 dicembre su Libero (e che quindi ho scritto il 26, giornata lavorativa…).
Eccolo.

Dopo il panettone, le care vecchie tradizioni festaiol-gastronomiche di Milano e dintorni impongono tassativamente altre solenni ghiottonerie nei festeggiamenti di fine anno.
Avete mai pensato a un cenone di San Silvestro o a un pranzo di Capodanno senza il cotechino? O senza lo zampone? O comunque senza salumi da cuocere, da abbinare a Barbera dell’Oltrepò o Lambrusco?
quello artigianale
Il fatto che insaccati come il cappello da prete e lo zampone siano d’origine emiliana, e che il solo cotechino abbia natali lombardi (ma molte località in verità se ne disputano la paternità, dalla “zamponesca” Modena al Piemonte), non cambia minimamente i termini della questione: il maiale elaborato e cotto molte ore, accompagnato dalle sacrosante lenticchie in umido, è parte solidissima del DNA gastronomico natalizio.
Ma come fare, se volete mangiarne di davvero buono? Francamente non consiglieremmo i prodotti precotti, tanto pratici, sicuramente affidabili nella qualità, ma quasi sempre inferiori ai più rari omologhi artigianali, da cuocere integralmente. Ci vorrà un po’ di più, ma sentirete i risultati. Il primo zampone che proveremmo a consigliarvi è quello dei fratelli Trezzi di Paina di Giussano (poco più di 20 km da Milano), e vi invitiamo a procurarvelo o a prenotarlo appena possibile, perché la sua fama è aumentata in maniera considerevole negli ultimi anni.
Giovanni e Augusto Trezzi hanno imparato il mestiere da papà Renato, e mandano avanti la loro bella gastronomia-salumeria (tel. 0362861814) in questa frazione brianzola.
Piccolo particolare: gli insaccati li fanno loro.
Normalmente fanno il salsiccione, clamoroso salame crudo che ricorda quello celeberrimo di Felino. Ma sotto Natale e Capodanno, ecco gli zamponi. La ricetta è quella classica: lo zampetto del maiale riempito d’un impasto di carne magra e cotenne, macinato abbastanza grosso. Solitamente, il difetto degli zamponi è di essere collosi e pesanti. Questo di Trezzi invece non è affatto stucchevole, è elegante ed equilibratissimo. Stessa ricetta per il cappello da prete, un triangolo di cotenna ripieno della medesima pasta. Se poi siete davvero incontentabili, c’è pure la mortadella di fegato da cuocere, anch’essa facilmente “sposabile” con l’umido di lenticchie. Se poi vorrete altro per il pranzo, basta chiedere: fanno nervetti e antipasti freddi di gran qualità, e hanno pure un Culatello splendido, firmato Gladys Soncini di Roccabianca (Parma), il paese di Giovannino Guareschi.
Un altro eroe dei sapori di una volta è Emilio Bolciaghi di Magenta. Nella città della battaglia, non lontano dal sottopasso della ferrovia, vende le sue creazioni gastronomiche nel suo negozio battezzato “Il salame del nonno” (tel. 0297297216). Emilio ha imparato il mestiere da suo nonno Virginio, ed è “sul pezzo” addirittura dal 1963. I cotechini sono la sua punta di diamante. Li confeziona nella classica foggia allungata (come salami, insaccati in budello sottile) oppure tondi, a forma di boccia. Uno di questi cotechini, nel 2005, gli valse il riconoscimento di Artigiano Radioso nell’ambito dell’Expo dei Sapori milanese di quell’anno. E quanto aveva ragione la giuria: la sapienza contadina di Emilio, che all’impasto usa aggiungere anche la lingua del maiale, è testimoniata da una dolcezza piena e commovente. Oltre alle lenticchie, ci vuole magari un puré di patate. Chi volesse esagerare, provi a mangiarlo con uno zabaione: non è uno scherzo, l’abbinamento vi sorprenderà.
Un ultimo indirizzo per chi cerca curiosità: il Minimarket Viganò a Verano Brianza (tel. 0362903839), che nonostante il nome è una botteguccia artigiana in piena regola, una macelleria retta con passione da Gigi VIganò, aiutato da Ennio, Rodolfo e da un vasto staff. Qui si viene per la vera luganega monzese al formaggio (produzione propria), ma sotto Natale arrivano succosi cotechini dal salumificio Billo di Merlara (Padova), preparati su ricetta veneta. Sono particolarmente morbidi. Sempre della famiglia dei salumi da cuocere fa parte la panciuta Bòndola, sempre originaria delle Venezie. Sono solo tre, ma tutti grandi. Andate da loro, e organizzatevi per tempo.

(da Libero di giovedì 27 dicembre, pag. 46 Milano)

Scusate l’assenza

Thursday, December 20th, 2007

Causa lavoro e faccende varie sono rimasto lontano dal blog. Ora sono tornato. Mi perdonate?

Stuzzichini cambia faccia: non più tumblr

Tuesday, December 4th, 2007

Signori, si cambia.
Tumblr ha apportato alla sua piattaforma dei cambiamenti che non mi sono piaciuti affatto. Pertanto, ho dismesso la vecchia edizione degli stuzzichini dal web. Ora, su consiglio di Antonio, uso semplicemente google reader e la sua funzione di condivisione.
Fermo restando che i titoli dei miei stuzzichini saranno sempre visibile nel colonnino qui a sinistra, vi comunico che l’indirizzo da digitare sarà http://stuzzichini.tommasofarina.com. Quanto al feed, non cambierà niente: http://feeds.feedburner.com/stuzzichini . Chi ha già sottoscritto questo feed non ha nulla da temere: continuerà a “ricevere” i miei stuzzichini e le mie spigolature, come prima. Anzi, con ancor più oculatezza nella selezione.

Il bel René scopre il blog

Monday, October 29th, 2007

Renato Vallanzasca
Cari lettori, parto e starò via fino all’1 novembre. Nel frattempo, vi comunico una notizia: Renato Vallanzasca ha aperto il suo blog personale. Non so se la scelta del nero abbia un significato particolare, comunque eccolo qui.
E fate i bravi fintanto che sto via.

Arieccomi

Saturday, October 6th, 2007

Non sono sparito. Avevo il corso per sostenere l’esame professionale da giornalista professionista. Da oggi tornerò tra voi.