Tuesday, December 7th, 2010

Quando gli dico che è un grande scrittore, Michele Marziani si schermisce e diventa timido. Non gli piacciono i complimenti eccessivi. Eppure, lui li merita per davvero. E’ uno degli scrittori di cose buone che sa trovare il registro linguistico più appropriato: né sciatteria giornal-cronistica (il cosiddetto “stile piano” che fin troppo spesso è l’ultimo rifugio delle canaglie), né veronellerie fuori tempo massimo. Una prosa sbrigliata, a volte poetica quando contempla un paesaggio o un piatto, sempre coinvolgente al massimo. Non mi vergogno di dire una cosa: nel 1999 Papillon ebbe l’idea di far uscire un numero speciale dedicato ai visitatori del Meeting di Rimini, e contenente dunque un’esplorazione del microcosmo gastronomico della bassa Romagna. Paolo Massobrio ebbe l’idea vincente di far scrivere a Michele Marziani i suggerimenti di trattorie, ristoranti, negozi. Un instant book bellissimo sulla realtà romagnola. Io avevo diciotto anni e mezzo, e non nascondo che lo stile di Marziani da me letto sul Papillon speciale influenzò moltissimo il mio modo di scrivere negli anni successivi.
Alla faccia di ogni scuola di giornalismo, mi sono permesso questo lungo preambolo onde introdurre al meglio I Sapori della Terra di Mezzo, edito da Guido Tommasi e davvero irrinunciabile per ogni buongustaio che ami la lettura.
E questo lo dico anche perché ho dato una mano anch’io, suggerendo a Michele qualche indirizzo da provare nella terra da lui esaminata: la Bassa pavese, tra Lomellina e Ticino e Certosa. Insomma, quella zona lì, la Terra di Mezzo, fiabesca come quella di Tolkien. Nel suo itinerario, Michele sfiora produttori di Gorgonzola e di riso, parla di marcite, di risorgive, di antica civiltà fluviale. Si fa raccontare delle rane che qui si trovavano molto più di oggi, e si sofferma sui pesciolini che un tempo vivevano nelle risaie. Certo, oggi con la meccanizzazione le mondine non servono più, ma all’epoca delle sfruttatissime mondariso coi pesciolini di risaia si facevano certi fritti, certe leccornie…
Il libro è tutto così: vorrei definirlo nostalgico, se la parola non fosse un po’ strappalacrime. Diciamo che è un viaggio tra i ricordi e tra i sapori.
Ecco, mi permetto di imporvi il suo acquisto, senza indugio.
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Thursday, June 5th, 2008

Luciano Pignataro è uno dei colleghi giornalisti cibo-vinosi che ha i gusti più simili ai miei, specialmente nel vino. E’ uno di quelli che ritiene che il giornalista debba anzitutto raccontare ai lettori il meglio di quello che beve o assaggia, cercando di trasferire a loro (per conto mio, riuscendoci, almeno stando a quanto filtra sul suo sito) la poesia, l’emozione di un buon bicchiere, di una grande mozzarella, di un piatto prelibato. Come tale, ha il mio plauso.
Quindi, non posso che salutare con contentezza l’uscita recente della Guida Completa ai Vini dell’Irpinia, edita da Ippogrifo come le altre bellissime “guide complete” pubblicate dal collega. L’ipotesi di lavoro, da quel che ho capito, è di costruire una sorta di enciclopedia enoica della Campania in più volumi. Quello del vino irpino sarebbe semplicemente il primo di questa serie. A questo punto, non vedo l’ora di entrarne in possesso.
Luciano ha altresì segnalato, nella sua guida, i suoi 40 vini del cuore. Sono i vini che, come scrive lui stesso, “Parlano al cuore per la storia, i personaggi, i luoghi, le situazioni in cui sono stati bevuti. Sono i miei preferiti, non i migliori. Mi regalano emozione, non tecnica. Sono la punta dell’iceberg dei 5 stelle”. I sinque stelle sono i vini che sulla guida hanno questa valutazione.
I bicchieri del cuore di Luciano sono questi, e li pubblico in onore di un giornalista esemplare per correttezza e conoscenza della materia, ma soprattutto di un caro amico.
ANTONIO CAGGIANO
Salae Domini Aglianico Irpinia Campi Taurasini doc
Vigna Macchia dei Goti Taurasi docg
BENITO FERRARA
Vigna Cicogna Greco di Tufo docg
CIRO PICARIELLO
Fiano di Avellino
COLLI DI CASTELFRANCI
Paladino Fiano di Avellino Irpinia doc
Crote rosato Irpinia
COLLI DI LAPIO CLELIA ROMANO
Colli di Lapio Fiano di Avellino docg
CONTRADE DI TAURASI
Taurasi Riserva docg
CORTECORBO
Antyco Taurasi docg
DEDICATO A MARIANNA
Sciascinoso Irpinia doc
DI MEO
Fiano di Avellino docg
DI PRISCO
Pietrarosa Greco di Tufo docg
Fiano di Avellino docg
FEUDI DI SAN GREGORIO
Privilegio
Taurasi Piano di Montevergine Riserva docg
GIULIA
Greco di Tufo docg
I CAPITANI
Bosco Faiano Taurasi docg
I FAVATI
Pietramara Fiano di Avellino docg
IL TUFIELLO
Don Chisciotte Fiano Campania igt
MACCHIALUPA
Greco di Tufo docg
MANIMURCI
Rossocupo Aglianico Campi Taurasini Irpinia doc
MARSELLA
Fiano di Avellino docg
MASTROBERARDINO
More Maiorum Fiano di Avellino docg
Radici Riserva Taurasi docg
MIER VINI
Don Ciriaco Taurasi
PERILLO
Taurasi riserva docg
PETILIA
Carmelina Greco di Tufo docg
QUINTODECIMO
Terra d’Eclano Irpinia doc
STRUZZIERO
Villa Giulia Greco di Tufo docg
Vigna Pezze Fiano di Avellino docg
Campoceraso Taurasi docg
TENUTA DEL CAVALIER PEPE
Bianco di Bellona Coda di Volpe Irpinia doc
TERREDORA
Loggia della Serra Greco di Tufo docg
Fatica Contadina Taurasi docg
TORRICINO
Greco di Tufo docg
URCIUOLO
Faliesi Fiano di Avellino docg
VADIAPERTI
Fiano di Avellino docg
Coda di Volpe Irpinia doc
VILLA RAIANO
Greco di Tufo docg
VINICOLA TAURASI-GMC
Taurasi riserva docg
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