La Resca, Vescovato: la gioia infantile del bollito come una volta

Avviso ai commensali...
Luciano Battisti, il patron della Trattoria La Resca di Vescovato (Cremona), è un burlone. Veneto doc, anzi veronese, sa bene che la fama del suo locale si è radicata sullo spettacolare carrello dei bolliti e degli arrosti: tanta carne dunque. A suo modo, ha voluto “rassicurare” i vegetariani, che comunque non lascia certo affamati.
La Resca si trova lì, su uno stradone provinciale, a pochi passi dal casello di Cremona della A21. Un posto da niente, direbbero i gastronomi laureati. E invece è molto di più: un localino “poca spesa molta resa”, che perfino a pranzo attira una clientela variegatissima, dall’artigiano al dirigente incravattato. Tutti riuniti all’insegna della sapida tradizione padana, ruspante ma goduriosa.
Ci sono stato a pranzo, un giorno di novembre. Fuori della porta è affisso un menù, ma dentro si fa tutto “a voce”. O almeno, è capitato così quel giorno. I piatti elencati dalle simpatiche ragazze corrispondono a quelli scritti fuori, senza infingimenti di sorta.
Se pure qui si viene per il piatto forte, è possibile confezionarsi un pasto completo di tutto rispetto. La partenza è affidata a un discreto assortimento di salumi. Buoni, anche senza far gridare di meraviglia.
Di primo, ecco sortire una delle tante sorprese veronesi della cucina.
Tagliatelle ai quattro sughi
Le tagliatelle ai quattro sughi. E’ d’uso, nella città scaligera, ammannire le tagliatelle (preferibilmente sottili) con un riccio di burro e diversi condimenti recati in salsiera. Qui ne abbiamo addirittura quattro: pomodoro, ragù di carne e fegatini sono i classici, a cui si aggiunge anche un sugo di funghi. Belle, popolari, oneste, senza fronzoli, no frills direbbero i gastronomi aggiornati. La “voce” del menù in ogni caso propone pure altro: i cremonesi marubini in brodo; gli strozzapreti zucca e cipolle o al sugo d’anatra; la pasta e fagioli.
Ma voi tenetevi forte, arriva il treno.
Il carello dei bolliti
Il carrello dei bolliti. La Mecca, l’araba fenice, lo Shangri-la, l’oggetto del desiderio di chi viene qui, magari da molto lontano.
Dodici pezzi: otto di bolliti (reale, cappello di prete, testina, lingua naturale, lingua scarlatta, cotechino, gallina, ripieno della gallina) e quattro di arrosti al forno (vitello, coppa di maiale, lonza, spalla affumicata). A corredo, verdure, salsa verde, salsa rossa, crema di cren (la radice piccante simile al rafano) e mostarda di pere e mele. Il minimo che posso dire, è che tutto è buono, generoso, meritevole della più calda stima. Il tutto è portato in giro dall’orgoglioso patron in un carrello ingegnoso, a leva alza-abbassa, idoneo a mantenere tutto in caldo. Altamente consigliato. Certo, potete venire qui anche se non soffrite lessi e affini: avrete una costata di manzo, una tagliata di puledro oppure il baccalà alla vicentina, altro piatto qui famoso (del resto il Battisti è veneto). Di dolce, crostata di fichi, o torta Cremona.
E il bere? Qualche buona bottiglia anch’essa presentata a voce, retaggio dell’ospitalità trattoristica d’un tempo.
D’altri tempi pure il prezzo. Credo sia difficile spendere più di 30 euro, più facile totalizzarne meno.
Prenotare sempre. A pranzo è pieno già alle 12.30, e gli avventori in attesa aspettano pazienti nel disimpegno che funge da baretto.
Posti così vanno preservati come il panda, se non di più. Quantomeno, per il piacere di ricordare.

Trattoria La Resca
Via Padana Inferiore, 7
Vescovato (Cremona)
Tel. 0372830627
Chiuso tutto lunedì e mercoledì sera

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