Grappolo d’Oro, carbonara eterna

Spaghetti alla carbonara - Grappolo d'Oro
Roma, la Città Eterna di una Cucina Eterna. Una cucina forse non di primati, ma senz’altro di primi piatti. Nelle dispute giornalistiche e bloggeriane, tengono banco i dibattiti sulla mitica triade delle paste romane: carbonara, amatriciana, cacio e pepe. Nessuna delle quali nata a Roma, ma tutte adottate con gioia dal Campidoglio gastronomico, che le tiene in gran conto come figlie predilette. Al punto che piatti altrettanto ghiotti, come le fettuccine alla romana col sugo di rigaglie di pollo, oggi sono assai meno noti.
Per avere un’idea probante della pasta alla carbonara, Roma ci offre alcuni indirizzi di sicuro valore. L’ultimo provato è a un passo dalla caciara (purtroppo solo figurata) di Campo de’ Fiori, bellissima piazza uccisa dal turismo di massa e non solo.
Piazza della Cancelleria. Anche qui si contempla la piaga romana e incivile dei posteggiatori abusivi. Voi veniteci coi pullman dell’Atac o col taxi. Ed entrate al Grappolo d’Oro. Porta onusta di premi, riconoscimenti e segnalazioni guidarole. Ingresso simpatico con disimpegno. Due salette: a destra la più grande, a sinistra quella più raccolta, dove vi metteranno se arriverete tra i primi.
Tavoli apparecchiati con tovaglie quadrettate marroni, che mettono a proprio agio. Arrivano il menù e la carta dei vini. Il primo è abbastanza ricco, svaria sulla cucina romana con qualche ricetta d’invenzione della cuoca (che se non ho capito male si chiama Stefania), e percorsi di degustazione. La seconda inalbera bottiglie per tutte le tasche, per non parlare di uno sfuso niente male.
Il servizio è gentile anche se episodicamente distratto (roba da niente), e il pane è eccellente.
Qui il piatto forte, come spesso capita a Roma, è la pasta. L’avevate intuito eh? La carbonara è pressoché perfetta: approntata con gli spaghetti, si presenta con un uovo ghiotto e cremoso, e non rappreso come quello dei cuocastri. Si usa guanciale. Il guanciale, nella carbonara, non è assolutamente obbligatorio come nell’amatriciana. Tuttavia io trovo, e molti golosi avveduti sono con me, che il tocco aromatico e la consistenza del guanciale rendano il piatto molto più interessante. E qui lo è davvero. Va mescolata.
Prima della carbonara converrà tuttavia assaggiare qualcosa d’altro, sarebbe un delitto non farlo.
Polpette di coda e di bollito - Grappolo d'Oro
Le polpette di coda e di bollito. A sinistra quella de coda, a destra quelle di bollito. Si tratta di simpatici espedienti romani per recuperare gli avanzi di una pietanza precedentemente cucinata. Se non sono stuzzicanti, non hanno ragion d’essere. Qui lo sono, meritano ogni complimento.
Baccalà alla romana - Grappolo d'Oro
E per pietanza?
Il caro, vecchio, ospitale baccalà alla romana, con la sua giusta dose di pomodoro e una giudiziosa quantità di pinoli e uvette, per un piatto alquanto leggero e gradevole.
Gradevole sembra pure la lista dei dolci, che non ho sperimentato.
Calcolate comunque una quarantina di euro con quattro portate vini esclusi.
Una manna, nella zona dei più grandi pataccari dell’universo mondo.
La cucina romana resiste ai barbari.

PS: a mia prova risale, direi, al 18 gennaio. Era il venerdì non di settimana scorsa, ma di quella ancora precedente.

Il Grappolo d’Oro
Piazza della Cancelleria, 80
Roma
Tel. 066897080
Chiuso a pranzo martedì e mercoledì

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