Identità Golose, un cellulare fotografico e tanta fantasia
February 4th, 2009 | by Tommaso Farina |Anch’io, alla maniera di quel gran lupo del Viaggiatore Gourmet, ho fatto le mie cartoline da Identità Golose. Cartoline, al solito, ruspanti e caserecce, ma non prive di una loro efficacia iconografico-documentaria…
Si comincia bene.

Paolo Parisi, il cowboy del Granducato, in tutta la sua magnificenza. Inevitabile un assaggio delle sue sublimi uova:

Roba capace di ricordarmi il sapore delle uova delle galline allevate da mia nonna.
La qualità della foto è alquanto tristanzuola, ma con un Nokia E 71 non ho saputo far di meglio.
Ma andiamo avanti con le istantanee.

Ilario Vinciguerra nello stand della famiglia Spigaroli, presenti in gran copia col culatello, il salame gentile, il lardo di razza nera parmigiana (un burro), il prosciutto dei loro maiali, la selezione di quattro Parmigiani. Uno stand bello e ben presidiato:

Eccolo lì.
Ma non ci fermiamo.

I macarons di Tetsuya ripieni di fegato grasso marinato al Picolit. Un’escogitazione meditata dal grande pasticcere in tandem con Bruno Pessot, figlio di Jolanda de Colò e Antonello Pessot, da anni lanciato anima e corpo nell’azienda di famiglia, che ha arricchito con la sua intelligenza e le sue intuizioni. L’abbinamento, quasi perfetto, è col Traminer 2007 di Girolamo Dorigo, elegante, senza troppo residuo zuccherino.
E via, verso nuove avventure.

L’Epoisses preparato al momento dai Guffanti nel loro piccolo stand. Questi selezionatori, come ho detto più di una volta, meritano il plauso per il lustro che danno alle produzioni più interessanti e ghiotte, evidentemente non solo italiche. Grazie, famiglia Fiori.
E mo’ annamo.

Lo stand de Gli Aironi ha visto la partecipazione di Christian Costardi, giovane alfiere vercellese della cultura del riso, assieme a suo fratello Manuel. Lunedì ha proposto ai “passanti” un bel risotto mantecato al Taleggio con riduzione di liquirizia e polline di tarassaco, pienamente illustrativo delle sue singolari capacità cuciniere. Come già ho detto altre volte, Christian e Manuel sono due chef destinati a un grande futuro, se sapranno bruciare le tappe con la necessaria calma e volontà di evolversi. Bravi.
Questo, naturalmente, a margine dei convegni coi grandi della cucina di tutto il mondo, e coi relativi premi e riconoscimenti. Lunedì il Premio Eccellenza Lombarda è andato a Massimo Sola, in arte massisol, che manda avanti questo popò di locale.
Commento finale: bravo Paolo Marchi, ma si sapeva già.
Etichette: affinatori, antica corte pallavicina, bruno pessot, epoisses, guffanti, identità golose, ilario vinciguerra, jolanda-de-colo, macarons, paolo-marchi, paolo-parisi, spigaroli


Di Luca Ripellino il Feb 6, 2009
Si, su Paolo Parisi non ci sono parole: le uova sono sublimi al pari dei suoi salumi, ma credimi che ora che ho iniziato a consumare la sua carne di angus (che spedisce celermente già sezionata e confezionata sottovuoto), difficilmente tornerò da altri macellai, seppur bravi… Questo perchè un grande allevatore come lui ha saputo costruire una fibra di una sapidità introvabile in animali allevati (bene) in stalla.
Di Gigio il Feb 10, 2009
Parisi é bravissimo e anche gentilissimo e alla mano (mi ha risposto ai miei email con simpatia e velocitá), Esperya con cui ha deciso di allearsi un po’ meno (ho ordinato a natale 4 suoi prodotti, me ne é arrivato uno e se non chiamavo me li facevano pagare pure), peró non é l’unico, di produttori quasi bravi come lui e altrettanto geniali ne sono sorti a decine…penso a Enzo Foi che ha lasciato una professione di successo per produrre cinte e ha vinto il campionato dei salumi bio col suo prosciutto di cinta 24 mesi, penso ai Savigni (salame fantastico e a prezzo decisamente piú abbordabile), penso a Monica Maggio e alle sue uova…(ho provato anche i prodotti del Podere Cadassa, alias trattoria Al vedelveramente buoni) ma certo Parisi é uno che non si ferma mai, adesso ha puntato anche sui piccioni, che sicuramente non avranno nulla da invidiare al mitico piccione di Sante, anche se ascolteranno musica country e non Mozart. Ma certo quando senti solo l’odore che emana un Joselito di 81 mesi (ebbene sí esiste) e ti a accorgi che costa solo 3mila euro…con il nostro clima sará impossibile arrivare a un prosciutto di 81 mesi? A Parisi si deve il rinascimento che sta attraversando la norcineria italiana
Di Luca Ripellino il Feb 11, 2009
Si, sono d’accordo con te: di produttori bravi e interessanti ce ne sono parecchi, il problema è che tanti non sono consapevoli delle loro potenzialità, o peggio ancora non hanno forza e/o modo di “uscire” un pò dal guscio, di provare a proporsi in qualche modo, di osare, di pensare a qualcosa di diverso che li possa contraddistinguere… In questo invece Parisi è un maestro, perchè sa investire molto bene su stesso, arrivando a creare un personaggio interessantissimo (cioè LUI stesso!) che viaggia dove vanno i suoi prodotti, che sono ececzionali! E’ vero che i produttori bravi sono tanti, ma il problema è che spesso (almeno nella mia zona, Piemonte orientale) hanno in mano una Ferrari gastronomica ma non hanno ancora mai messo la quarta, figuriamoci la quinta… Quanto a Monica Maggio, non sei il primo Gigio a parlarne un gran bene: se non sbaglio è la signora di Zocca che alleva avicoli di antiche razze italiane, ma purtroppo finora non ho mai avuto modo di conoscere nè lei nè i suoi prodotti: tu hai idea di dove si trovano, magari in Piemonte piuttosto che a Milano? Magari anche Tommaso in questo ci può aiutare.
Di Luca Ripellino il Feb 11, 2009
In foto c’è anche “Ilarione” Vinciguerra: da lui ho mangiato lo scampo più buono della mia vita, e idem per la sua pastiera napoletana…
Di Gigio il Feb 11, 2009
Non so aiutarti, non essendo né milanese né piemontese…da Corelli puoi trovare i suoi prodotti, oltre che nel suo agriturismo il Feudo. Parisi é un genio della comunicazione oltre che un uomo versatile ed aperto alle sperimentazioni. In piú sta dimostrando che anche in Italia, sí nella piccola e abitatissima Italia, si puó fare carne di qualitá. Come é possibile che un paese verde e rigoglioso come il nostro non abbia una significativa produzione di carne di qualitá?
Di giovanni gagliardi il Feb 11, 2009
I prodotti di Monica Maggio li mangi al centro di Milano al Rovello 18. Posto carino ma caro secondo me.
Ad Majora
Di Luca Ripellino il Feb 12, 2009
Grazie!