Dario Cecchini a domanda risponde
June 21st, 2009 | by Tommaso Farina |Dario Cecchini, il più famoso macellaio di Panzano, non si nasconde dietro un dito. Non è un carbonaro, un reticente, uno che “se la tira”. Se gli fai una domanda, non ha paura di rispondere, anzi lo fa per un dovere di trasparenza nei confronti dei suoi clienti.
Sapete tutti chi è Gigio. Gigio, diminutivo di Giuliano, è un professore veneto-berico-euganeo (va bene la definizione?) che lavora in Spagna. E’ un fine gourmet, conoscitore di salumi e formaggi come non troppi nostri connazionali. Lui ha sempre avuto voglia di chiedere al Cecchini come mai faccia uso di carne spagnola. E un giorno l’ha fatto.
Ecco il suo quesito.
da italiano che vive in Spagna da 10 anni, sposato con spagnola ecc. ti dico:
La questione non é chianina o non chianina…é che si fa pubblicitá gratis a un paese concorrente, che mai e poi mai farebbe altrettanto con i nostri prodotti e che se ci deve criticare e fare pubblicitá negativa lo fa senza pensarci due volte. E piano piano ci sta facendo neri in tutti i campi, a colpi di orgoglio, patriotismo culinario e pregiudizi antiitaliani. Trova un allevatore toscano serio e spiegali cosa fa il tuo amico spagnolo, se é varo che la razza non conta nulla come dici tu e c’entra solo il benessere animale (non vorrai dirmi che i pascoli spagnoli sono piú verdi di quelli italiani…).
Queste domande Gigio le ha poste a Cecchini lo scorso febbraio. Cecchini, sempre superimpegnato, dopo qualche mese ha risposto:
Caro Gigio,
Se io vedo passare per la strada una bella ragazza, faccio un fischio d’apprezzamento. Mi piace meno se mi dicono che è spagnola o inglese o greca?
Tu un a spagnola l’hai felicemente sposata.
Mi sottoponi un a questione di patriottismo, di nazionalismo. E’ vero, nessuno ci tratta con i guanti, ma l’Unione europea che l’abbiamo fatta a fare?
So, purtroppo, cha hai ragione tu, c’è ancora diffusa quella rivalità campanilistica, direi tribale, che cerca di far prevalere il “nostro” su “l’altrui”.
Il discorso che vorrei fare, che faccio malgrado tutto, ha ancora molta strada da percorrere.
E’ certo, non ho la pretesa di vendere il “meglio”, sennò gli altri macellai cosa vendono? E’ certo che mi guardo attorno e col tempo selezionerò volentieri carne italiana, toscana. Lo già fatto tanti anni. E’ un percorso lungo, come lo è stato per il vino italiano.
La mia ambizione è di mantenermi “artigiano”, un artigiano del mondo che ricerca la qualità.
Vengono spesso a trovarmi a Panzano, famiglie di artigiani macellai da tutte le latitudini. Ultima in ordine di tempo una famiglia di arabo-cristiani dal cognome impronunciabile, macellai da cento anni a Tel Aviv, sono veramente molto bravi. Non so dove prendono la “ciccia” che appaga la loro clientela, ma credo non si facciano scrupolo di acquistare la migliore.
Sarà forse che i macellai sono una categoria più di altre aperta.Ti ringrazio per i tuoi simpatici rilievi. Sono considerazioni sulle quali rifletterò.
Questo si può leggere qui. Nessuna reticenza, nessuna altezzosità, nessuna ipocrisia furbesca. Il Cecchini la pensa così, non si vergogna ad ammetterlo.
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Di Gigio il Jun 22, 2009
Gigio perché amo i formaggi come il topo, ovviamente…:) Almeno l’ho obbligato a riflettere. Chissá, magari fra un po’ ci stupisce e ce lo ritroviamo a vendere la carne della Granda o di qualche allevatore toscano. Sarebbe bello…in fin dei conti creare un circolo virtuoso per la rinascita della carne italiana non sarebbe cosí difficile
Di bacco il Jul 1, 2009
Tommaso, i puntini mi servono come i pensieri…e in questi (e quei) puntini penso…
Te l’avrei scritto di là, ma Massimo ha tolto i commenti…
Salut