Lettere, il vino che sembra Gragnano ma non lo è
March 5th, 2008 | by Tommaso Farina |
Manco a farlo apposta, iersera ho abbinato pizza e vino. La pizza era quella fantastica di Ciripizza a Milano (per la cronaca, una San Marzano), e il vino era il Penisola Sorrentina Lettere 2006 di Grotta del Sole, una nota azienda vinicola di Quarto (Napoli). Coi tempi che corrono, già il fatto che una pizzeria milanese abbia una carta dei vini (seppure incorporata al menù) è insolito. Che poi abbia dei vini campani che non siano solo Falanghine e Fiani, è ancor più raro e rimarchevole.
Luciano Pignataro, la cui competenza nel campo è proverbiale, accredita all’azienda di Gennaro Martusciello il merito di esser stata una delle prima a voler giocare sul serio sui vini della penisola sorrentina. Vini che qualche supercilioso esteta considererà banali nella loro popolare giocosità, ma che nondimeno su certi piatti giocano come Maradona a porta vuota e senza mano de Dios.
Il Lettere è senz’altro meno famoso del Gragnano, ma bene o male è quasi lo stesso vino, e si comporta in maniera analoga: vino da pizza, e da spaghetti con la pummarola. Gli uvaggi sono piuttosto variabili.
Il Lettere di Grotta del Sole sceglie di basarsi su un vero bouquet di uve. Piedirosso, aglianico, sciascinoso, castagnara, surbegna, suppezza, S. Antonina, sauca: sembra una barzelletta, invece è roba serissima, tradizionale, ben valorizzata. Da questa manciata di grappoli, Martusciello ottiene il Lettere e il Gragnano, veri Lambruschi del sud.
Il Lettere 2006 arriva nel bicchiere con una leggera effervescenza, che lascia per brevi istanti uno zoccolo di spuma violacea. Il colore è rubino vivido, senza cenni di precoce maturità. Il profumo coglie il naso con una vinosità fatta di sentori fermentativi e di mandorla amara, piacevoli e coinvolgenti. Dopo poco, ecco un accenno, niente di più, di fragolina di bosco. Un naso semplice, senza trucchi. E nessun inganno anche in bocca: arrivano tannini contadini a sfregare lievemente sulla lingua, mentre il vino fluisce secco e spontaneo, quasi ridanciano oserei dire. Un vino che è come una piuma, che con la pizza ci va meglio che la Vianello con la Mondaini, e con la stessa simpatia. Ideale anche con la pasta al pomodoro. Ma, in veste di Lambrusco del sud, pronto ad abbracciare nordisti cotechini, zamponi, mortadelle di fegato, piedini di maiale, cassoeula, per ritornare a flirtare d’estate sulla parmigiana di melanzane.
Prezzi? L’enoteca online Di Leva, di Gragnano, da cui ho prelevato la fotografia, lo vende a 7,80 euro. Da Ciripizza ne costa circa 12.
Il sito web aziendale è “in costruzione” da oltre un anno, vi lascio un appoggio dell’azienda sul sito del Movimento Turismo del Vino, con altre info.
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Di Mr Oz il Mar 6, 2008
E allora ci sono stato, da Ciripizza. Stasera. Inaspettatamente. Dopocinema (grandissimi fratelli Coen).
Ho ordinato una Nontiscordardime (pomodoro pizzutello, bufala, parmigiano, basilico) e una Regina Margherita. Entrambe pasta media (sì, si può scegliere lo spessore), che a me la pizza bassa mi sta qui.
Facciamo fuori subito l’argomento design, per non tornarci più: inqualificabile. Cioè di quel brutto incomprensibile. Che devi mettere dell’impegno per farlo così brutto. Oscar per la scelta della “tovaglia” di celofan trasparente sui tavoli di plastica trasparente, che quando guardi il piatto vedi sfocate sullo sfondo le tue scarpe.
Ma a me dell’arredamento dei ristoranti interessa poco, se si mangia bene.
E la pizza è buona. Decisamente tra le migliori a Milano (non ci vuol molto, drammaticamente).
Ma con almeno un “ma”: pizza poco cotta. Non cruda, ma appena poco cotta. E io sulla cottura della pizza non transigo.
È un classico errore, nel quale casca anche il pizzaiolo esperto. Basta poco e, tràc, la pasta resta cruda, in alcune zone.
Comunque di ottimo livello. Chi alla Piccola Ischia dà un buon voto, a questa dovrebbe dare la laurea magna cum laude.
Ma il Tric&Trac di Legnano resta imbattuto (fatevi descrivere dal pizzaiolo i diversi impasti, ce n’è uno col finocchietto, spettacolare).
Di Tommaso Farina il Mar 6, 2008
Senza volerlo, hai scelto la mia pizza preferita di Ciripizza, la Nontiscordardime. Potevi andarci giù un po’ più pesante sulle sedie, decisamente esigue per il corpaccione di un goloso come me, oltre che dall’apparenza fragilina.
Il tuo pizzaiolo legnanese mi sta maledettamente incuriosendo.
Di diana il Mar 16, 2008
c’è anche un’altra azienda che vorrei segnalarvi. Si tratta dell’Agriturismo Casa Scola in Gragnano che ormai da qualche anno produce un buon Gragnano DOC, sicuramente tra i migliori in circolazione, e altri prodotti aziendali come l’olio extravergine di oliva della penisola sorrentina, liquori di agrumi, limoni e arance, noci e nocciole e tantissime prelibatezze dell’orto. Tutti prodotti ottenuti con tecniche di lotta integrata rispettose dell’ambiente e della salute dell’uomo. Ovviamente, tutte le produzioni sono rigorosamente dell’azienda.
Peraltro, da ormai più di un anno tutti i prodotti agricoli possono essere degustai nello splendido e romantico casale agrituristico con vista mozzafiato sul mare di stabia.
Posto incantevole e raffinato come pure la sua cucina dove si possono assaggiare piatti unici.
E’ da qui che è iniziata lo scorso anno l’avventura nazionale della 1° sommelier d’Italia Nicoletta Gargiulo.
Andateci, non ve ne pentirete…
vi lascio il recapito: 0815392198
Saluti