Blog di ricette pugliesi e non solo
June 10th, 2008 | by Tommaso Farina |Vi segnalo il blog di Rocco Bruno, cuoco pugliese. Con grande spirito, l’ha battezzato Rocco e i suoi fornelli.
Nessuno mi ha chiesto di farlo.
L’ho trovato oggi per caso, e lo ritengo ben fatto, con ricette interessanti.
Dateci uno sguardo.
Come si fa a non segnalare uno che fa la carbonara d’oca?



Di Maurizio di Enotria il Jun 10, 2008
Bella roba. Voglio provare la Passata di Finocchi e Gamberi, come sarà ??
Grazie della segnalazione !!
Di Rocco il Jun 10, 2008
Ciao Tommaso, ti ringrazio per le belle parole che hai speso sul mio blog, sono molto contento. Voglio fare solo una piccola precisazione: non sono un cuoco ma soltanto un appassionato che si diletta a cucinare. Anche io come te detesto i “talebani del vino” ed è per questo che da un paio di anni collaboro occasionalmente con una società di Milano che si occupa di vitigni rari e antichi Italiani. Delle vere reliquie che portiamo in giro nelle piazze Italiane con una manifestazione che si chiama V.I.P. (Vino in piazza), manifestazione che ha lo scopo di far conoscere e assaggiare tali chicche senza però parlare di profumi ma del valore aggiunto del territorio, del vitigno, della sua storia e della cultura del luogo da cui provengono.
Grazie ancora e un saluto
Rocco
Di Gigio il Jun 11, 2008
Eh sí Rocco il nostro primato ampelografico é indiscutibile ma ancora lasciato troppo all’iniziativa personale di qualche romantico laudator temporis acti. Ci segnali qualche chicca davvero sconosciuta, un vitigno che nessuno conosce e che ha futuro davanti a sé…sicuro che nel paese dei mille vitigni le sorprese sono all’ordine del giorno. In un viaggio in Gargano, (non ricordo se a Vico, a Rodi Garganico o in quale altro paese) ricordo di aver visto una bottega che proponeva assaggi al bicchiere di vini da vitigni rari, non sará relazionato con te?
Di Maurizio di Enotria il Jun 11, 2008
all’inizio della nostra “carriera” propositiva di vini minori (erano gli anni 90′ e tra barriches e tagli bordolesi sembrava quasi una perdita di tempo) giravamo alla ricerca di piccoli produttori. Mi ricordo di tale Ferrari dalle parti del Friuli che produce un vino da uve Sciaglin, secco, diverso. E anche l’Uccelut, cosi chiamata diceva perche praticamente destinata a pasteggiare i volatili della zona. Un vino dolce, ma di una dolcezza sottile e piacevole. E poi in Abruzzo dove ricordo un bianco da Bombino e Biancame, neanche tanto giovane. Ma erano i tempi dello sciardonnè barricato, l’arrivo del cab-merl-sir aggiunti a tutti i vini. Ci siamo presi una pausa. Ma ultimamente siamo ritornati all’attacco. Ed è sempre una grande soddisfazione incontrare il produttore, visitare la vigna, sentire la storia intorno al vino. E poi assaggiarlo…
Di Tommaso Farina il Jun 11, 2008
In Friuli ci sono centinaia di vitigni autoctoni, è il più grande patrimonio ampelografico italiano.
Di Gigio il Jun 11, 2008
Piú grande di quello calabrese, l’antica Enotria, o di quello sardo? Lessi una volta che il prof. Attilio Scienza in Calabria creó una sorta di giardino delle meraviglie isolando qualcosa come 150 vitigni diversi. Be’ dal Friuli vengono certamente belle storie come quella legata allo schioppettino che invogliano a proseguire nella ricerca.
Di Tommaso Farina il Jun 11, 2008
Il Friuli vince allora: sono più di 300!
Scherzi a parte, l’Italia è davvero una terra di biodiversità unica. Tra schioppettino e magliocco siamo messi gran bene.
Di Corsaro il Jun 11, 2008
Bravo Tom, scovi sempre cose interessanti.
Di liloni adriano il Jun 11, 2008
e’ appena andato via da me cencig…..parlavamo anche di questo fra l’altro.