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	<title>Comments on: Giornalismo gastronomico: non solo ristoranti, anche prodotti</title>
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		<title>By: Tommaso Farina</title>
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		<dc:creator>Tommaso Farina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 21:19:50 +0000</pubDate>
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		<description>Più o meno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più o meno.</p>
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		<title>By: marco bolasco</title>
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		<dc:creator>marco bolasco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 14:58:23 +0000</pubDate>
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		<description>Come fa Annibale..?!
:-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come fa Annibale..?!<br />
 <img src='http://www.tommasofarina.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>By: Tommaso Farina</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61153</link>
		<dc:creator>Tommaso Farina</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 14:42:35 +0000</pubDate>
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		<description>Ricordo bene quell&#039;Almanacco: ce l&#039;ho in casa.
Senz&#039;altro, la ristorazione e la cucina &quot;pura&quot; fanno più presa: basta vedere quanti commenti riescono ad avere i blog dedicati alle ricette, anche i più semplici.
La mia esperienza è che per raccontare al meglio il nostro patrimonio, occorra far capire al lettore che l&#039;esperienza gustativa che sta per fare è rimarchevole. In parole molto povere: bisogna fargli venire fame, fargli capire perché la cosa è piaciuta a chi scrive.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordo bene quell&#8217;Almanacco: ce l&#8217;ho in casa.<br />
Senz&#8217;altro, la ristorazione e la cucina &#8220;pura&#8221; fanno più presa: basta vedere quanti commenti riescono ad avere i blog dedicati alle ricette, anche i più semplici.<br />
La mia esperienza è che per raccontare al meglio il nostro patrimonio, occorra far capire al lettore che l&#8217;esperienza gustativa che sta per fare è rimarchevole. In parole molto povere: bisogna fargli venire fame, fargli capire perché la cosa è piaciuta a chi scrive.</p>
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		<title>By: marco bolasco</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61152</link>
		<dc:creator>marco bolasco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 14:38:54 +0000</pubDate>
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		<description>Perdonami Tommaso ma queste cose Slow Food le dice da anni. Non è qualcosa di particolarmente nuovo. Per la mia esperienza posso dirti che non è un problema di facile o difficile piuttosto, come dice Giuseppe, di &quot;popolarità&quot;. Voglio dire che riviste, giornali, tv (e quindi il loro pubblico), sono purtroppo più interessate al &quot;cibo spettacolo&quot; che non al &quot;cibo cultura&quot;. E che una certa parte dell&#039;opinione pubblica che non considera ancora la cultura materiale (e che tutti noi stiamo cercando di convincere con il nostro lavoro) riesce, ahimé, a dare più peso ad un grande chef che non ad un salame. Anche perché (questo è il grande problema) il salame &quot;lo da per scontato&quot;, in qualche modo insomma la cultura materiale più popolare (chiamiamola così per convenzione) è qualcosa che ancora sentiamo &quot;di casa&quot; e quindi snobbiamo. Un po&#039; come la cucina della mamma quando siamo giovani salvo rimpiangerla da vecchi. Ed ecco perché le guide che esistono sul fronte prodotti (lo dico conoscendo il lavoro fatto dal Gambero tanti anni fa con l&#039;Almanacco dei Golosi, pubblicazione pioneristica, e le vendite di Slow Food su questi temi) vendono purtroppo molto (ma molto molto) meno di quelle dei ristoranti.
Il problema, dunque, è forse interrogarsi meglio su come raccontarlo questo nostro patrimonio. E&#039; più una difficoltà semiotica e di linguaggio che non di lavoro &quot;on the road&quot;, credo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Perdonami Tommaso ma queste cose Slow Food le dice da anni. Non è qualcosa di particolarmente nuovo. Per la mia esperienza posso dirti che non è un problema di facile o difficile piuttosto, come dice Giuseppe, di &#8220;popolarità&#8221;. Voglio dire che riviste, giornali, tv (e quindi il loro pubblico), sono purtroppo più interessate al &#8220;cibo spettacolo&#8221; che non al &#8220;cibo cultura&#8221;. E che una certa parte dell&#8217;opinione pubblica che non considera ancora la cultura materiale (e che tutti noi stiamo cercando di convincere con il nostro lavoro) riesce, ahimé, a dare più peso ad un grande chef che non ad un salame. Anche perché (questo è il grande problema) il salame &#8220;lo da per scontato&#8221;, in qualche modo insomma la cultura materiale più popolare (chiamiamola così per convenzione) è qualcosa che ancora sentiamo &#8220;di casa&#8221; e quindi snobbiamo. Un po&#8217; come la cucina della mamma quando siamo giovani salvo rimpiangerla da vecchi. Ed ecco perché le guide che esistono sul fronte prodotti (lo dico conoscendo il lavoro fatto dal Gambero tanti anni fa con l&#8217;Almanacco dei Golosi, pubblicazione pioneristica, e le vendite di Slow Food su questi temi) vendono purtroppo molto (ma molto molto) meno di quelle dei ristoranti.<br />
Il problema, dunque, è forse interrogarsi meglio su come raccontarlo questo nostro patrimonio. E&#8217; più una difficoltà semiotica e di linguaggio che non di lavoro &#8220;on the road&#8221;, credo&#8230;</p>
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		<title>By: liloni adriano</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61099</link>
		<dc:creator>liloni adriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 21:25:30 +0000</pubDate>
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		<description>tommaso ha i miei referenti...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tommaso ha i miei referenti&#8230;</p>
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		<title>By: Gigio</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61084</link>
		<dc:creator>Gigio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 20:37:41 +0000</pubDate>
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		<description>No peró ne riparliamo in Settembre perché lunedí parto per le vacanze. Davvero sono interessato...tommaso Farina ha il mio email, anzi cerco di inviartelo tramite il tuo blog e se vuoi mandarmi un email, a settembre ci risentiamo. Grazie davvero</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No peró ne riparliamo in Settembre perché lunedí parto per le vacanze. Davvero sono interessato&#8230;tommaso Farina ha il mio email, anzi cerco di inviartelo tramite il tuo blog e se vuoi mandarmi un email, a settembre ci risentiamo. Grazie davvero</p>
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		<title>By: liloni adriano</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61081</link>
		<dc:creator>liloni adriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 20:18:33 +0000</pubDate>
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		<description>gigio ce l&#039;hai il mio numero?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gigio ce l&#8217;hai il mio numero?</p>
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		<title>By: Gigio</title>
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		<dc:creator>Gigio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 20:10:47 +0000</pubDate>
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		<description>Vendete su Internet??? Sarebbe bello, anche perché il bagoss si trova solo e raramente su mangibene, mai su Esperya e il culatello di Esperya non so di che produttore sia, ma di certo non é al livello di quello del buon Carretti. Per la bresaola d&#039;asino non sapevo manco che esistesse ( da veneto, di salumi d&#039;asino, pardon de musso, me ne intendo :) e trovo molto buono il salame de musso, cosí come quello di cavallo e puledro...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vendete su Internet??? Sarebbe bello, anche perché il bagoss si trova solo e raramente su mangibene, mai su Esperya e il culatello di Esperya non so di che produttore sia, ma di certo non é al livello di quello del buon Carretti. Per la bresaola d&#8217;asino non sapevo manco che esistesse ( da veneto, di salumi d&#8217;asino, pardon de musso, me ne intendo <img src='http://www.tommasofarina.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  e trovo molto buono il salame de musso, cosí come quello di cavallo e puledro&#8230;</p>
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		<title>By: liloni adriano</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61078</link>
		<dc:creator>liloni adriano</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 19:58:09 +0000</pubDate>
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		<description>gigio per il culatello un bagoss vero  od una bresaola di asino puoi bussare anche ai sovversivi... :-O)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>gigio per il culatello un bagoss vero  od una bresaola di asino puoi bussare anche ai sovversivi&#8230; :-O)</p>
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		<title>By: Gigio</title>
		<link>http://www.tommasofarina.com/2008/personale/519/giornalismo-gastronomico-non-solo-ristoranti-anche-prodotti/comment-page-1#comment-61077</link>
		<dc:creator>Gigio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 19:48:16 +0000</pubDate>
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		<description>Ma te li immagini i grandi Soloni della gastronomia nostrana in coda con il numero in una macelleria di paese o bussare alla porta dell&#039;artigiano della nudja? Tu sei tra i pochissimi che fa tutto ció, e questo ti va riconosciuto. Secondo me in una cucina di prodotti piú che di tecniche e di mille regionalismi e tradizioni locali é molto piú utile questo tuo lavoro o quello di Massobrio e Pignataro che quello di uno che mi va a un tristellato e mi parla di piatti all&#039;azoto liquido. Concordo con Gagliardi ma a volte bisogna scendere a compromessi per cui anche se mi piacerebbe recarmi in loco a comprare i prodotti, mi sbizzarrisco con Internet: esperya, mangibene, gusto lucano, boutique del gusto   (e mille altri che proveró al piú presto) offrono notevoli contentini. É qualcosa di magico pensare che con un click di mouse in 2 giorni mi bussano alla porta per consegnarmi un capocollo grecanico o un pezzente o la mitica e inarrivabile torta del Pistocchi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma te li immagini i grandi Soloni della gastronomia nostrana in coda con il numero in una macelleria di paese o bussare alla porta dell&#8217;artigiano della nudja? Tu sei tra i pochissimi che fa tutto ció, e questo ti va riconosciuto. Secondo me in una cucina di prodotti piú che di tecniche e di mille regionalismi e tradizioni locali é molto piú utile questo tuo lavoro o quello di Massobrio e Pignataro che quello di uno che mi va a un tristellato e mi parla di piatti all&#8217;azoto liquido. Concordo con Gagliardi ma a volte bisogna scendere a compromessi per cui anche se mi piacerebbe recarmi in loco a comprare i prodotti, mi sbizzarrisco con Internet: esperya, mangibene, gusto lucano, boutique del gusto   (e mille altri che proveró al piú presto) offrono notevoli contentini. É qualcosa di magico pensare che con un click di mouse in 2 giorni mi bussano alla porta per consegnarmi un capocollo grecanico o un pezzente o la mitica e inarrivabile torta del Pistocchi.</p>
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