Panini stragolosi per il riposo dei forzati dello shopping
December 9th, 2008 | by Tommaso Farina |
Andare alla Rinascente Duomo milanese l’8 dicembre? Si può fare benissimo, se avete ambizioni suicide. Il servizio d’ordine ha dovuto disciplinare con pazienza la folla oceanica del popolo dell’acquisto prenatalizio, che affollava il grande magazzino più famoso di Milano. Però anche la Rinascente ha la sua oasi: il settimo piano. Lì, dal 2007, c’è il reparto gastronomico, che qui si piccano di chiamate Food Hall come nel londinese Harrods. Un reparto da visitare assolutamente, per l’assortimento di cose buone e di prelibatezze davvero rimarchevole. E anche per i ristoranti e, in genere, le possibilità di fare uno spuntino.
Io e chi mi accompagnava, invogliati dalla fame e, in misura minore, dalla presenza del comodissimo ascensore che da via S. Radegonda porta direttamente in alto, abbiamo deciso di concederci un pranzo-merenda durante la nostra caccia al regalo. E abbiamo scelto i Panini De Santis. La storica panineria di corso Magenta, nel 2007, ha aperto qui un suo angolo goloso, che potete vedere nella foto in alto. Ieri non era così bello vuoto: era affollatissimo, pieno di gente affamata. Eppure il servizio se l’è cavata egregiamente, con svelta gentilezza.
Qui, nemmeno a dirsi, il piatto forte sono i panini, davvero gargantueschi. La scelta è ricca e varia, e i nomi sono divertenti.
Chi mi accompagnava ha preso questo:

Il Cavalier Maurino (salmone affumicato, prosciutto cotto, scamorza, rucola, limone, pepe, salsa rosa), davvero armonico, delizioso nella farcitura. I panini qui poi sono pure di dimensioni molto grandi, e possono sfamare chiunque.
E per me? Ecco:

Il Platone (aringa affumicata, mortadella di Bologna, Fontina fusa – decisamente non quella valdostana, ma nemmeno malvagia – , limone, pepe). Se ignote mi sono le ragioni per cui un simile panozzo ha preso il nome dal filosofo greco, decisamente evidente è la bontà e la ghiottoneria di un accostamento, quello tra aringa e mortadella, che francamente non mi sarebbe mai passato per la mente. Approvato, decisamente.
I prezzi non sono stracciati (il Maurino è costato circa 11 euro, il Platone 9 e qualcosa), ma siamo pur sempre in centro, e lì in zona non è difficile spendere molto di più in bar e paninoteche per nulla all’altezza di questa come comodità, assortimento, qualità complessiva dell’offerta. E ci sono pure i dolci, tipo la tartina con crema di cioccolato, pere a fette e cannella.
Vi consiglio di provarlo, almeno una volta.
Panini De Santis
Presso Rinascente
Piazza Duomo
Milano
Tel. 028852457
Etichette: de santis, panini, paninoteca, rinascente, ristoranti-a-milano











Di giovanni gagliardi il Dec 9, 2008
Vada per i panini,caro Tommaso, ma la Food Hall della Rinascente a mio giudizio ha prezzi comici, buoni per i turisti giapponesi.
Ad Majora
Di Tommaso Farina il Dec 9, 2008
I prezzi sono alti ma la scelta è tra cose stupende. Certo, non comprerò mai l’acqua minerale D Baulet Bling a 150 euro (200 al litro)…
Di giovanni gagliardi il Dec 9, 2008
Nulla da dire sulla qualità di alcune (non tutte) proposte, ma sinceramente preferisco Eataly. Nel rapporto qualità prezzo non c’è paragone.
Ad Majora
Di Tommaso Farina il Dec 9, 2008
Leggermi su Libero non vale però!
Di Max Perbellini il Dec 11, 2008
Finalmente una dritta alla portata delle mie tasche…
Max Perbellini
Di Topaze il Dec 11, 2008
Ehi il 9 dicembre ci sono stata anch’io nel pomeriggio abbiamo mangiato io l’insalata Alessandr0, mio marito un panino, 1 cappuccio, 1/2 acqua minerale e 1 caffè.
Il tutto per quasi 25 euro.
Avrei preso anche un bicchiere di vino ma 9-10 euro mi sembravano proprio superesagerati!
Comunque niente di eclatante.
Sì LA RINASCENTE ha voluto copiare più che Harrods, Harvey Nichols un magazzino di lusso che è a 1/2 isolato di distanza da Harrods e dove all’ultimo piano c’è appunto un Food Store, un bar, un ristorante e un sushi-bar.
Io ci andavo già 10 anni fa e più, qui arriva tutto tardi.
Ahimè…
Di Luca Ripellino il Dec 11, 2008
Non so, forse è un mio limite, ma certe cose proprio non riesco a capirle: mi fido ciecamente del giudizio di Tommaso, di conseguenza non dubito della qualità proposta, la qualità quando c’è va pagata il giusto, e capisco pure che in una posizione così centrale, a Milano, a nemmeno 15 giorni da Natale, i prezzi (nonostante il periodo…) non possono essere prettamente bassi e/o popolari… Ok, va tutto bene, ma certe cose non ripeto di non riuscire a capirle: al di là delle possibilità di ognuno, e al di là di cosa ti mettono nel bicchiere, come si fa a chiedere 9 o 10 euro (come riporta Topaze) per un calice di vino? E soprattutto, come si può giustificare uno strozzinaggio legalizzato di quel tipo, ordinando e pagando quel bicchiere come se niente fosse? Chissenefrega di chi può e chi non può: mi chiedo, l’etica non conta proprio più un piffero?
Di Tommaso Farina il Dec 11, 2008
@Topaze: Mai mangiato le insalate. Io penso che De Santis, peraltro marchio storico a Milano e apprezzatissimo dagli interisti (io sono juventino…), nella zona, sia la paninoteca migliore, quella in cui si può sperare di spendere i propri soldi senza prendere fregature. Lasciando stare i panzerotti di Luini (peraltro secondo me un poco calati nella qualità), l’unico altro posto del genere che mi sentirei di consigliare è il Panino in via Agnello. Il Panino Giusto merita un discorso a parte. Quanto al resto, che dire? Meglio tardi che mai. Sarà in ritardo, ma ora c’è. Gli appunti sui prezzi fatti da Giovanni sono giusti, ma molte cose sono davvero belle da comprare.
@Luca: fortunatamente tu non vivi a Milano (nemmeno io, a dire il vero, ma ci vado tutti i giorni), sennò dovresti fare il callo a ben altro, gastronomicamente parlando. Un piatto di spaghi al pomodoro, in uno dei bar ristoranti di corso Vittorio Emanuele, a meno di 15-16 euro non lo trovi.
Di Franco Ziliani il Dec 12, 2008
a parte i prezzi decisamente esagerati, ma quale mente mefistofelica ha pensato ad un simile accostamento di materie prime e di gusti:
aringa affumicata, mortadella di Bologna, Fontina fusa limone, pepe?
Mamma mia!
Di Tommaso Farina il Dec 13, 2008
Accostamento stravagante, che all’inizio ha spiazzato anche me e che proprio per questo ho voluto sperimentare. Ma la prova del pudding, come sempre, consiste nel mangiarlo, e il panino alla prova dei fatti si è rivelato molto buono e originale. Mi spingo anche più in là, sull’abbinamento: una birra Noel di Teo Musso.
Tra l’altro, De Santis spesso e volentieri rifornisce i catering delle feste dell’Inter, di cui si definisce “partner”. E c’è pure il panino Moratti (non è uno scherzo), che è come il Platone ma con l’arancia al posto della mortadella di Bologna…
Di max perbellini il Dec 13, 2008
E ti pareva che nel Panino
Moratti non si escludesse l’unico ingrediente ESCLUSIVAMENTE ITALIANO.
Max Perbellini
Di Wil Nonleggerlo il Dec 16, 2008
Caro Tommaso,
dalle foto che osservo nel tuo blog traspare qualcosa di malefico.
Non so come spiegarmi, e non so se la cosa sia voluta o meno (credo di si), ma molte immagini mi ricordano l’ingordigia di qualche signorotta romana immortalata da Dagospia.
Il cibo trasuda grasso, è volgare, a tratti patetico. Naturalmente non mi soffermo sulla critica, ma mi incuriosisce molto questo aspetto “visivo”.
E’ questo l’effetto che vuoi trasmettere o sono totalmente fuoristrada?
A presto, Wil.
Di Tommaso Farina il Dec 17, 2008
La seconda che hai detto.
Di dogui il Jan 22, 2009
ueeeeè però da de santis si mangia in corso magenta…