Preferiamo quello rosso, ma anche il tonno pinna gialla può essere ghiotto

September 10th, 2008 | by Tommaso Farina |

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Rieccomi di ritorno, con un argomento che non è proprio uno “Scontrino frontale” (la rubrica dedicata alle spese “normali”, ossia quelle non da “gourmet fichetti”, per dirla alla Bonilli), ma quasi. Non è uno scontrino frontale perché, pur trattandosi di un prodotto più o meno industriale, non è certo un vasetto “da battaglia”.
Provate a pensare a una cosa: noi amiamo il tonno rosso del Mediterraneo, quello che è sempre più piccolo e sempre più raro. Ci piace sott’olio, confezionato dalle tonnare di Carloforte e Portoscuso (che magari lavoreranno su ciò che lasciano i voracissimi giapponesi, ma su questi “scarti” costruiscono cosette degne del rispetto di noi buongustai), o da Callipo, o dalla Compagnia Mercantile di Partinico (Palermo), che vende anche via web il suo prodotto strepitoso. Ma la gente “comune”, diciamo così, che va avanti a yellow fin di marche notissime e ultrapubblicizzate in tv? Non è un discorso snobistico: la tv è potente, e può dare i messaggi che vuole. E d’altronde, non tutti conoscono tutte le possibili tipologie di pesce, specie in un’epoca in cui spesso i bambini credono che il latte si faccia nel negozio dove viene venduto. Lo yellow fin dell’Oceano non è affatto il migliore dei tonni, come i “creativi” devono far credere per contratto.
Eppure, anche con questo pesce “di gran consumo” ci sono le eccezioni. Se volete un tonno pinne gialle di livello superiore, lo dovrete domandare a una ditta valtellinese. In questi anni ho provato numerosi tonni più o meno “da battaglia”, ma quello della Scandia ha una marcia in più. In effetti, è forse avventato parlare di “tonno da battaglia” al cospetto di questo prodotto, che mi sembra piuttosto una specie di Rolls-Royce del pinna gialla più o meno industriale. L’artefice è questa fabbrichetta di Morbegno, che è partita quarant’anni fa coi porcini sott’olio (li fanno ancora), aprendosi via via con salmoni, pesci spada, tonni e altri frutti del mare.
La ventresca di tonno pinna gialla di Scandia, cotta a vapore e conservata nell’olio extravergine, colpisce per la compattezza e la consistenza delle carni, che non tendono minimamente a sbriciolarsi. L’olio usato è di buona qualità. Sulla confezione, è correttamente indicato l’apporto calorico. Questo tonno bagna il naso perfino al famoso Consorcio, che in questo campo è da sempre considerato uno dei più interessanti.
Curioso come dei valtellinesi salgano in cattedra sul tonno all’olio, sia pure oceanico e non di tonnara. Voi tenetelo presente.

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7 Commenti a “Preferiamo quello rosso, ma anche il tonno pinna gialla può essere ghiotto”

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  1. Di Marcello Valentino il Sep 10, 2008

    Il tonno?? Il mio preferito in tutti i sensi, che sia rosso o pinna gialla.
    Oggi esistono diverse aziende, oltre a quelle citate, che producono delle vere specialità!!!…Certo se dovessi scegliere, preferirei quello al naturale visto che non amo tantissimo l’olio di semi in generale!!!E come dici tu, i veri maestri non sono solo nelle zone di mare!…
    Ciliegino, olio extravergine di oliva, capperi, sale affumicato e filetti di tonno al naturale, rappresentano il tipico biglietto da visita della cucina mediterranea…

  2. Di Tommaso Farina il Sep 10, 2008

    Tonno all’olio di semi? Quello nemmeno lo considero, sotto un certo livello (quello dell’olio d’oliva “normale”) non voglio scendere. L’olio di semi servirà a tante interessanti cose, ma sul pesce conservato lasciamolo perdere.

  3. Di berny il Sep 11, 2008

    Aggiungerei quello della Campisi..

  4. Di Tommaso Farina il Sep 11, 2008

    Giusta osservazione.

  5. Di dogui il Jan 22, 2009

    sei vuoi un tonno rosso valido, proveniente dal sulcis inglesiente ce l’ha il ristorante il barone di viale espinasse. molto buono.
    avendo frequentato la zona, piena di antiche tonnare, so per certo che i giappi ne comprano a navi di quello che passa di lì. lo pagano bene ma pretendono che i tonni siano uccisi a bastonate perché non perdano il sangue. i tonni “feriti” invece li lasciano ai locali che ne feriscono alcuni apposta per tenerseli. il mare è peraltro fantastico. come noto in quell’area geografica della sardegna si pesca in quanto colonizzata “a forza” con famiglie di provenienza ligure.

  6. Di Tommaso Farina il Jan 22, 2009

    Intanto, complimenti per il bellissimo nick. E grazie per le informazioni che hai postato. Ti farà piacere sapere che conosco il Barone.

  7. Di dogui il Jan 29, 2009

    ah; grazie, il nick non è che un doveroso omaggio al compianto!
    molto interessante il tuo blog. Anzi diciamolo, è interessante perché è utile. Se c’è una cosa infatti che mi urta è buttare soldi per mangiare male e chiaramente è impossibile selezionare di persona tutto a milano. però diciamo che, dato un testimone affidabile, il metodo di conoscenza per fiducia consente di evitare le sòle e i conti troppo salati.

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