Oca (ciuca) d’estate, a Vigevano si può
July 22nd, 2008 | by Tommaso Farina |
Sono a dieta ferrea, lo sapete. Ma purtroppo le guide reclamano le recensioni, quindi ogni tanto mi devo sacrificare, pur cercando di essere parsimonioso. Oggi quindi, soprattutto per fare la recensione ma anche per consolarmi dopo una delusione dovuta a un impegno andato male questa mattina sul presto, ho deciso di uscire da Milano e di andare a pranzare all’Oca Ciuca di Vigevano (Pavia). Attenzione: il sito web giusto è quello che ho linkato io, col dominio *.com. Ve lo dico perché persiste ancora il vecchio sito, con dominio *it: anzi, questo sito appare come primo risultato digitando “Oca Ciuca” su google. E fin lì non ci sarebbe nulla di male, se non che nel vecchio sito c’è anche il vecchio indirizzo del ristorante: una cascina alle porte di Vigevano, ove le cucine sono rimaste fino (credo) a marzo. A parer mio, converrebbe dismettere totalmente il vecchio dominio, per evitare che i clienti si confondano e vadano in corso Milano anziché in via XX settembre, nuova location. O che, addirittura, pensino a due ristoranti diversi.
A parte questo suggerimento “manageriale”, mi sento di fare i complimenti allo staff per l’abilità d’accoglienza e di cucina. Il cuoco riesce nella non facile impresa di ammaestrare l’oca, facendone una pietanza per tutte le stagioni. L’oca, il maiale a due zampe che della grassezza ha fatto vanto, è più facile mangiarla d’inverno, e non solo da queste parti, ov’è particolarmente diffusa e tradizionale. Ebbene, lo chef dell’Oca Ciuca ne fa un peso piuma, godibile pure in luglio, senza farle perdere in alcun modo la riconoscibile personalità.
Sedetevi dunque in questo budellino dall’arredamento moderniccio ma non male, e assaporate le tradizioni di Lomellina e gli schizzi inventivi di questa affidabile cucina. Si parte con la terrina di foie gras. Solita roba, direte. Invece no. Ci sono le cipolle rosse, ma non sono le solite di Tropea: sono quelle splendide, semisconosciute che si coltivano a Breme, ed erano un tempo rinomate per la dolcezza. La terrina stessa è perfetta, leggera, lievemente speziata, non ammazzata dal frigorifero. Ottimo inizio. In carta si legge di un tagliere di ghiotti salami d’oca, o di quello monografico dedicato alla famiglia Spigaroli, e ci si ingolosisce.
Di primo, ravioli ripieni d’oca al burro versato e nocciole tostate. Altra sintesi di leggerezza e sapore. Vien da ridere, pensando a certi ravioli “di magro” tramutati in mappazze unte e ben poco penitenti; questi ravioli, che a rigore sarebbero “di grasso” (hanno la carne nel ripieno), li battono ampiamente in levità. Di primo comunque c’è anche altro, tipo un risotto allo spumante, crescenza e tartufo nero che vi invito a scoprire da soli.
Di secondo, ecco la sorpresa, l’illuminazione: coscia d’oca cotta per 12 ore a bassa temperatura. Fuori luogo a luglio? Non proprio. Lo chef ne fa una cosa croccantissima, ma di una morbidezza e tenerezza incantevoli. La cottura non violenta la personalità dell’oca, ma anzi l’esalta.
Dolce? Gradevole il parfait di pistacchio di Bronte con gianduia fuso.
Vino? Ampia scelta, e c’è pure qualcosina a bicchiere. Servizio? Femminile e disinvolto, senza sbavature, perfetto anche col cliente rompiscatole che arriva prestino.
Dimenticavo: il conto. Circa 50 euro a testa, se volete quattro portate.
Direi che ci potete anche andare, è approvato.
L’Oca Ciuca
Via XX Settembre, 35
Vigevano (Pavia)
Tel. 0381348091
Chiuso mercoledì
Etichette: lomellina, oca, oca ciuca, ristoranti a pavia, vigevano


Di Mr Oz il Jul 22, 2008
Dalla dieta ferrea alla grassa consolazione il passo è stretto!
Lo proverò. Soprattutto per quella cottura lenta e bassa, su cui sto cercando di farmi una cultura.
Di Tommaso Farina il Jul 22, 2008
E ho perso quasi 5 kg.
Di Stefano Caffarri il Jul 22, 2008
Quoterei anche io l’oca ciuca come uno dei luoghi eponimi dell’oca. L’ultima volta ci sono stato ancora nella vecchia *location* – si usa dire così vero? e la galoppata d’oca in tre maniere d’antipasto valeva il viaggio.
ps.: informazione di servizio: “lo” chef è sempre “la” chef Fulvia o cambiossi anche’Ella?
Di Tommaso Farina il Jul 22, 2008
Credo non sia cambiato niente. Credo.
Di liloni adriano il Jul 22, 2008
sara’ coincidenza ma ho prenotato ieri per martedi’ prossimo. sì e’ sempre fulvietta.
Di Carlo Zaccaria il Jul 22, 2008
Decisamente interessante il risotto allo spumante con crescenza e tartufo nero. Con bollicine e formaggio si possono fare risotti strepitosi, che se li tartufi poi…
Di Fulvia locaciuca il Jul 23, 2008
Lieta di averle titillato le papille….
Riguardo il vecchio sito ha pienamente ragione, sono 3 mesi che insisto per la chiusura, ma il webmaster è un amico…o lo abbatto come i cavalli o lo prendo per sfinimento!
Cordiali saluti
Fulvia Legnazzi
Di Giulio Cantatore il Jul 23, 2008
Fulvia ancora mi aspetta nel suo ristorante a Vigevano,ma nonostante la distanza esagerata che ci divide sappi che saremo molto presto da te,io e la mia cuoca nonchè consorte per poter assaggiare i tuoi piatti,e perchè no per ascoltare i tuoi suggerimenti riguardo ai produttori di cose buone della Lomellina.
Approfitto anche per ringraziare della menzione su questo blog, Tommaso Farina che ho incontrato alla manifestazione i Sovversivi del Gusto,noi siamo i Pugliesi delle marmellate e dell’olio extra vergine Castel del Monte.
Di Tommaso Farina il Jul 23, 2008
Ah ma vi conoscete tutti tra voi!
Di Fulvia locaciuca il Jul 23, 2008
Conoscenze via Web… nonostante sia abbonata a “Internet for dummies” sono stupita di essere arrivata sin qua.
Non ho ancora il piacere di conoscere il sig. Zaccaria, Liloni Adriano dopo le famose signorine di Brescia è il più conosciuto forumista del GR…Con Giulio ci siamo scambiati qualche nome di produttori d’eccellenza e la promessa di incontrarci.
Di Gabriele Massai il Aug 22, 2008
Hai mangiato anche il confit per caso? Spesa?