La Bresaola brianzola bagna il naso alla IGP
March 15th, 2008 | by Tommaso Farina |
Sono ri-ritornato, e spero di avere più tempo per il blog da qui all’eternità. Esordisco con una foto, e vi dirò: un capolavoro del gusto si merita davvero una bella fotografia grande come questa. Sulla mia Berkel fa bella mostra di sé la Bresaola di Carlo Casati. Chi è Carlo Casati? Da dove viene? Da Postalesio, Morbegno, Chiuro, Bormio, Grosio, Grosotto? No: viene da Merate (Lecco), anzi da Sartirana, frazioncina balzata negli ultimi anni all’onore delle cronache grazie alla (brutta) nuova chiesa progettata dal celebre architetto Mario Botta.
Eppure, Sartirana merita di essere visitata anche (anzi, sopratutto) per una sosta al negozio Pinuccio, la bottega di Carlo Casati, quarantenne norcino innamorato del suo mestiere. E’ lui, assieme ai Trezzi di Giussano, ai Ghezzi e ai Ravasi di Lomagna, ai Ratti di Costamasnaga e a qualche altro piccolo che sicuramente scoprirò, a tenere in vita l’antica tradizione della salumeria artigianale della Brianza. Una tradizione che si esplica splendidamente nel salame crudo ottenuto dalle sole carni della coscia (in Brianza non si faceva il prosciutto); nel lardo cremoso lavorato a caldo, paradisiaco se spalmato sul pane o come unico condimento di una bella pasta artigiana; nella Borroeula, nome che a Merate designava la pasta di salame che veniva cotta sotto la cenere assieme alle patate, e che oggi per metonimia s’identifica con l’impasto stesso, che Carlo mantiene morbidissimo grazie a una paziente mondatura delle parti nervose, e che si presta ad essere gustato anche crudo, sui soliti crostini; nella mortadella di fegato. Ma Casati, che ha imparato tutto da suo papà Giuseppe (mancato pochi anni fa), ha avuto un’altra idea geniale: la Bresaola brianzola. Materia prima? Niente zebù, solo vacche di razza Limousine allevate a Bonate Sopra (o Sotto, non ricordo), paese bergamasco lontano non più di 25-30 km in linea d’aria. L’assoluta assenza di conservanti fa il resto: ecco una Bresaola che sa di Bresaola e non di cartone. Casati, con orgoglio, nel suo negozio tiene il primo numero del raspelliano Buffet, su cui campeggia l’articolo di Franco Ziliani sulla faccenda dello zebù. Lui è contento che la sua Bresaola non sia così. E ne ha ben donde. Un esempio palmare di quanto spesso il non mostrare una sigla anodina (IGP) non rappresenti affatto una qualità inferiore (anzi).
Salumeria Da Pinuccio
Fraz. Sartirana
Via Cavour, 5
Merate (Lecco)
Tel. 0399902798
Etichette: bresaola, carlo-casati, salame











Di Paola il Mar 17, 2008
Abito lì vicino.. questa settimana ci vado sicuramente!!
Di Ely il Mar 18, 2008
che meraviglia io sono di Lecco e ho amici a Merate, sicuramente ci vado
ciao
Ely
Di marco il Mar 19, 2008
E’ si parlare di bresaola quella autentica it’ many important…perchè a quanto pare i consumatori sono bleffati da bresaola da molti anni ottenuta in grandissima parte dalla lavorazione di carne brasiliana, ovvero dello zebù… ciao grande tommaso
Di Corsaro il Mar 19, 2008
Grande! Hai una Berkel in casa? E vero che parlano?
Di e-nrique il Mar 30, 2008
Anch’io sono rimasto colpito dalla tua Berkel, che ci mostri come uno fa vedere la Ferrari agli amici. Anche a me piace la bresaola (non solo di prosciutto iberico vive lo spagnolo) sopratutto (come in questi momenti) sono a dieta.
Io la compro (quando ce l’hanno) da Il LIRIODENDRO, cascina di allevamento biologico a Borgaro Torinese, con diversi punti vendi a Torino.
Se passi da queste parti mi piacerebbe conoscere il tuo parere…
Cordialità, e-nrique.