Francesco Riggio e i salumi grecanici del 1880

May 9th, 2008 | by Tommaso Farina |

Oggi vi segnalo salumi calabresi eccezionali, che non mangio da un paio d’anni ma che, stando a quel che si trova in rete, sono sempre molto buoni: i prodotti calabresi della famiglia Riggio. All’Expo dei Sapori milanese il loro piccolo stand era sempre uno dei più ammirati, grazie alla bontà dei prodotti. Ricordo capicolli e soppressate dal sapore autentico, gagliardo, vivacemente popolano.
Per ora, riporto un pezzo che scrissi per Libero il 5 novembre 2005.

L’Expo dei Sapori milanese ( lunedì che vedrà la presentazione della Guida Critica & Golosa della Lombardia, sarà dedicato agli addetti ai lavori) è un tradizionale territorio di caccia per chi è in cerca di scoperte golose di sicura goduria. E il bello è che, oltre ai tanti artigiani delle province lombarde, solitamente intervengono parecchi produttori del centro e del sud Italia, territori di splendida rilevanza cultural-gustativa. In queste occasioni, è bello incontrare gente come il signor Riggio , che anche quest’anno è presente tra gli stand. Calabrese DOC, Riggio è il mentore, assieme a Caterina Nocera, del Salumificio Artigianale Riggio, che opera a San Lazzaro di Motta San Giovanni (Reggio Calabria, via Fucilari 2, tel. 0965712304). E’ una realtà nata nel 1880: il bello è che, con i doverosi arrangiamenti igienici oggi imperativi, l’azienda opera proprio come allora, con lunghe stagionature, assoluta assenza di conservanti e impiego di maiali a lenta crescita, derivati anche dalla razza autoctona Nera di Calabria.Ecco dunque la linea dei salumi Grecanici (i Riggio sono favorevoli alla reintroduzione del greco come lingua nelle scuole): la soppressata, aromatizzata ma di grande gentilezza; la ’nduja spalmabile, col peperoncino non macinato ma rotto a scaglie; il capocollo grecanico, tipico e robusto; il capicollo Aze Anca (dizione greca), che di fatto non è un capicollo ma un culatello di coscia. Viva la Calabria!

In aggiunta, segnalo ora una chicca rinvenuta in Google Video: l’intervista fatta da Radio Studio 95 a Francesco Riggio, titolare del piccolo salumificio. Godetevela, con le immagini.

Etichette: , , ,

3 Commenti a “Francesco Riggio e i salumi grecanici del 1880”

Sottoscrivi il Feed dei commenti. Per lanciare una TrackBack al post 'Francesco Riggio e i salumi grecanici del 1880' clicca col pulsante destro del mouse su TrackBack e seleziona "Copia collegamento" (IE) o "Copia indirizzo" (Firefox).

  1. Di Gigio il May 10, 2008

    Sarebbe bello conoscere l’opinione di Pignataro a proposito…certamente tra i migliori capicolli del Sud…anche se all’aspetto ricorda piú una lonza essendo privo di9 venature di grasse all’interno e molto piú magro che la classica coppa o capocollo, o capo cuddu’ come dicono in basilicata. Complimenti a Slow Food che dopo anni senza fare nuovi presidi riparte da qui, cioé dalle origini non solo della norcineria italiana ma mondiale oserei dire. Il maiale é bianco incrociato con nero calabrese e non calabrese in purezza. Pare che la norcineria italiana sia in netta ripresa anche se i disastri degli anni passati e le sopressate calabresi piene di conservanti venduti a ignati turisti in autogrill e simili purtroppo sono lungi dallo sparire. Del capocollo di Martinafranca, piú vicino alla coppa classica, cosa mi dici? Ti piace, piú, meno…

  2. Di Tommaso Farina il May 10, 2008

    Ti dirò: sapevo che ti avrei ingolosito con questa descrizione di salumi calabri. Quindi conosci Riggio?

    Ah: il capicollo di Martina, come puoi facilmente immaginare, mi piace da matti.

  3. Di Gigio il May 10, 2008

    Conosco il prodotto non le persone…Basilicata e Calabria sono la mia seconda casa…considero quel territorio davvero unico in Europa e non solo per i salumi. Solo in questa terra si puó passare da montagne stile Alto Adige a spiagge e paesaggi mediterranei facendo 5 minuti di macchina. In effetti mi ha stupito che nessuno abbia detto nulla a proposito di questo grande prodotto quando qualche mese fa fu dichiarato nuovo presidio. Nemmeno nel sito di slow si trovava nulla (oggi non so). Comunque per quanto buoni siano i prodotti dei migliori salumifici, San vincenzo, Pucci, Sapori Mediterranei, l’artigiano della ‘nduja, ti assicuro che se provi quelli caserecci al 100% fatto da qualche vecchietta (quelle poche che restano) con i maiali allevati in casa be’ é tutta un’altra musica, come puoi ben immaginare. Immagino che per il capicollo martinese ti rifocilli alla macelleria romanelli come tutti i buongustai

Scrivi il tuo commento

I commenti sono di proprietà di chi li scrive. L'Ip viene registrato. Ogni commento offensivo o buttato lì solo per provocare sterilmente verrà marchiato come tale. I commenti apertamente diffamatori verranno cancellati