Secondo farmer market, questa volta (si spera) senza polemiche pretestuose e teleguidate

September 24th, 2008 | by Tommaso Farina |

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Rieccomi qua, di nuovo, dopo qualche problemino felicemente risolto.
Sono tornato la farmer market milanese, su istigazione del mio capocronista, per vedere come fosse la situazione dopo le polemiche della settimana scorsa.
Posso dire, sinceramente, che stavolta sarà più difficile il lavoro dei detrattori preconcetti, quantomeno sulla questione prezzi. All’entrata del mercatino, Coldiretti ha messo la tabellona con tutti i listini. Spiccavano, sulla destra, quelli delle verdure a prezzo calmierato. Lattughe, melanzane tonde, verze, zucche e altro a 1 euro al chilo. E stavolta i consumatori non si sono lamentati. Io ne ho sentiti parecchi, e non mancavano quelli che facevano ancora i paragoni con la gdo. Stavolta, però, al ribasso. E le verdure non erano affatto male, tranne qualche eccezione (poche zucche). E il produttore era contento.
In aggiunta, ho fatto un bel giro tra interessanti produttori di formaggi di cui vi racconterò.

23 Commenti a “Secondo farmer market, questa volta (si spera) senza polemiche pretestuose e teleguidate”

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  1. Di giovanni gagliardi il Sep 24, 2008

    Tommaso scusa ma sbaglio o si fa solo di martedì?

    Ad Majora

  2. Di Tommaso Farina il Sep 24, 2008

    Sbagli: è il mercoledì, dalle 9 alle 13. :-)
    Al sabato, se ti interessa, il mercatino si svolge in piazza S. Nazaro, ma non ci sono mai stato.

  3. Di giovanni gagliardi il Sep 24, 2008

    non lo sapevo del sabato, bene ci passerò. Perchè, consentimi ma di martedì o di mercoledì mi sembra davvero improponibile un mercato.

    Ad Majora

  4. Di G.T.Agricoltori il Sep 24, 2008

    però non va bene neanche così, perchè se erano di qualità 1 euro è troppo poco, la qualità non va svenduta. non bisogna abituare i consumatori a quei prezzi e infine il produttore sarà contento,riuscirà a “fare la giornata”???
    Sig. Tommaso che cos’è che non è teleguidato (e non solo) in Italia?

  5. Di Tommaso Farina il Sep 24, 2008

    Visto che hai detto di saper discutere con calma, mi sono preso la libertà di eliminare la tua ultima frase, che stonava un po’ nel contesto della tua critica.

  6. Di G.T.Agricoltori il Sep 24, 2008

    Ok! forse ha ragione era troppo!
    Le faccio un’osservazione poi se vuole può cancellarla non mi offendo.
    premetto che non è per far polemica vorrei capire.
    Mi sembra un pò prevenuto sulle coop.ve e strenuo difensore di Coldiretti

  7. Di Tommaso Farina il Sep 24, 2008

    Strenuo difensore no: solo, mi è piaciuto molto il mercatino, e delle cose che ritengo ben fatte (con qualche correttivo, che non può mai mancare perché in Terra non esiste la perfezione) parlo bene chiunque le organizzi, si tratti di Coldiretti o di Legambiente (organizzazione di cui condivido pochi intendimenti, ma che ogni terza – o quarta – domenica del mese organizza a Monza un bel mercato analogo da anni).
    Su confcooperative, non dico niente di più di quello che puoi leggere nel post che ho scritto qualche giorno fa.
    In rapida sintesi: quando qualcuno dice qualcosa che non condivido, lo faccio notare chiunque sia.

    Sulla critica che hai scritto prima, dico volentieri la mia: il produttore era davvero contento, ha avuto un buon successo. La scelta di portare i prodotti a prezzo calmierato è stata sua. Io ho visto la merce, e le lattughe non erano affatto roba di scarto, per dirne una. Per la cronaca, il coltivatore verrebbe da Mediglia, ossia 10km scarsi dal luogo del mercato. Una decina di chilometri che, con un po’ di fortuna, si coprono con un quarto d’ora di tangenziale.

  8. Di massimo il Sep 24, 2008

    Ciao Tommaso,
    come avevamo detto in precedenza, era necessaria una fase di rodaggio.
    La diminuzione dei prezzi parla da sola, permettimi, credo stia a significare che qualche lamentela registrata non fosse completamente pretestuosa o infondata.
    Altro, e sono d’accordo con te, sono le polemiche teleguidate, fatte da altre associazioni tipo Confcooperative per i motivi da te indicati.

    @G.T. Agricoltori:
    un’attimo prima di dire che neanche così va bene!!!
    Faccio l’esempio classico delle melanzane, costo all’origine 0.19€, se si accorcia la filiera (o si arriva a km0) il prezzo al pubblico di 1€ è più che congruo, visto che con tutti i passaggi il prezzo medio al nord è di 1.75€ e medio nazionale 1.55€.
    Avaevo già detto in precedenza che il prezzo corretto sarebbe qualcosa in meno e qualcosa in più, diciamo 1.30€/1.40€.
    Per analogia puoi estendere il discorso a tutti glia tri prodotti.

  9. Di G.T.Agricoltori il Sep 24, 2008

    sui mercatini sono d’accordo che va cambiato qualcosa, non sono contrario! però un produttore non fa reddito con questo quello che rimprovero a Coldiretti è che “usa” troppe energie solo per i farmer e non parla mai ad esempio dei nostri costi di produzione (gasolio +50%in 2 anni, concimi +50% in un anno).
    sulle coop. Ok!
    mmmhh…..! sua…o di…..???
    infine, non c’è solo il viaggio, c’è la mezza giornata a stare al mercato, c’è il produrre questi prodotti e nell’orto la manodopera è altissima, una percentuale di prodotto può essere invenduto e quindi andare a male, ecc.
    purtroppo e qui faccio una critica a noi produttori, tante volte ci sottovalutiamo e non valorizziamo il lavoro che facciamo, detto in 2 parole non contiamo le nostre ore!!!

  10. Di G.T.Agricoltori il Sep 24, 2008

    sua..o ….di….???
    si riferisce all’idea di abbassare i prezzi, è del produttore o è quasi imposto?

  11. Di massimo il Sep 24, 2008

    Sarebbe necessario non confondere quelli che sono i costi aziendali con quello che è il rischio d’impresa.
    ok, è giusto parlare dell’aumento dei costi di gasolio e concimi, dei notevoli costi della manodopera, ma credo che si debba mettere in conto che della merce possa andare invenduta, fa parte di una logica di mercato.

  12. Di G.T.Agricoltori il Sep 24, 2008

    se mi parli di 1,30-1,40 euro posso essere più che d’accordo.
    ma tu non confendere il prezzo all’origine con il costo a produrre questi prodotti, il produttore deve contare i costi dal produrre fino alla vendita col mercatino, mentre se lo porta in una struttura di lavorazione ha solo il costo aziendale. da 1 euro a 1,40 c’è differenza!

  13. Di massimo il Sep 24, 2008

    Giustissimo, in effetti il parametro del prezzo all’origine è quello di ismea e infomercati, e credo che tenga conto di poche variabili.
    Sarebbe più giusto considerare il valore del prezzo all’ingrosso come il corretto valore del prezzo all’origine, tenedo quindi anche conto di parte del trasporto, anche se così il calcolo non è propriamente corretto.
    Un’ultima cosa, credo che la qualità abbia un prezzo. Sulla base di questo assunto c’è una cosa che dalle polemiche non è venuta fuori: nessuno voleva merce a basso prezzo ma soltanto merce buona a prezzo giusto. Infatti 1€ al kg mi sembra svilisca eccessivamente il tutto, sia i farmers’ market che i produttori, mentre un ribasso del 25/30% rispetto ai prezzi correnti ristabilirebbe le giuste distanze per tutti.
    Ben lieto di essere smentito.

  14. Di massimo il Sep 24, 2008

    ah, dimenticavo una cosa, credo che il prezzo all’origine rilevato sia calcolato sulla base della poca remunerazione data da chi acquista.
    Nel senso che se i prodotti fossero offerti all’origine ad un prezzo più alto, forse, resterebbero invenduti.

  15. Di G.T.Agricoltori il Sep 24, 2008

    sono d’accordo! con te Massimo

  16. Di Corsaro il Sep 24, 2008

    Pubblicità in tv sentita stamattina: latte alla COOP 0,80 centesimi litro. Ecco l’inizio della fine dei distributori dei contadini.
    Fare braccio di ferro con belzebù non è cosa saggia.
    @Massimo: la storia del rischio di impresa è una battuta vero? Gli aumenti dei costi di esercizio non possono essere considerati rischi di impresa. Io, da secoli, li segno nella voce USCITE. Il rischio è perdere il raccolto, un animale, il gatto o il canarino. Se li allevi.

  17. Di massimo il Sep 25, 2008

    infatti mi riferivo al rischio di perdere il raccolto o alla possibilità che il prdotto resti in parte invenduto.

  18. Di massimo il Sep 25, 2008

    @corsaro
    c’è anche di peggio
    latte parzialmente scremato a marchio Auchan prodotto da sterilgarda 1l 0.55€.
    Scusa la puntualizzazione, ma ho riletto
    il mio commento sulla differenza tra costi e rischi, la premessa mi sembrava chiara.

  19. Di Corsaro il Sep 25, 2008

    Grazie per la puntualizzazione. Mi dai una notizia, quella del latte a 0,55, terribile. tra un pò lo vendono al prezzo di stalla. I condomini intelligenti opteranno per allevare qualche vacca uso famiglia. Per carne e latte. Una scelta da considerare anche perchè, non solo porta cibo ma abbatte i costi di gestione, di solito altissimi, delle aree verdi condominiali. Ed è un bel guardare, meglio che i giardini rocciosi, nani, e fontanelle. W l’italia che sa arragiarsi.

  20. Di massimo il Sep 25, 2008

    te ne aggiungo un’altra:
    brik da 1,5 litro sterilgarda supermercati Iper 1€…
    Però consoliamoci, si tratta di offerte speciali…
    Semmai il problema è che la settimana dopo ne trovi un’altro…

  21. Di Corsaro il Sep 26, 2008

    Infatti. Ieri nella posta (di carta) oltre la solita rumenta c’era un depliant di una nota GDO. Cerco latte, lo trovo con non con loghi di “latterie” conosciute ma con logo della GDO.(Vi ricordate quando dissi della lotta per il possesso della propria anima? Scherzavo mica!) Prezzo: 0,65 euro/litro.

  22. Di simona il Sep 27, 2008

    mi pare che tu sia un pochino prevenuto verso questo tipo di luoghi, ma i centri sociali è dal 2002 che organizzano farmer market (verona, brescia, milano, empoli, etc).
    vedi, solo per fare un esempio fra tanti, http://www.forteprenestino.net/index.php?option=com_content&task=view&id=94 piuttosto che http://www.magazzino47.org/index.php?section=6

  23. Di Tommaso Farina il Sep 28, 2008

    Mi scuso se l’antispam ti ha bloccato, ma un commento con due link non lo digerisce proprio. Comunque non sono affatto prevenuto. A quel tipo di centro sociale sono proprio contrario, se devo essere onesto. Comunque, tanto di guadagnato se fanno queste cose, compreso il Critical Wine, di cui non ho mai capito il senso ma che rispetto in quanto rassegna vinicola.

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