Lo Champagne rosè si beve eccome, col prosciutto

June 19th, 2008 | by Tommaso Farina |

Leggo proprio adesso che un visitatore è arrivato qui digitando su google “lo champagne rose’ lo si puo’ bere con il prosciutto?”.
Rispondo volentieri: SI’.
Vai proprio alla grande con questo abbinamento, che è in grado di reggere con qualsiasi prosciutto, da quelli più dolci ai più sapidi.

8 Commenti a “Lo Champagne rosè si beve eccome, col prosciutto”

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  1. Di eMMe il Jun 20, 2008

    oh che bello. si parla di rosé. ho sempre pensato che sia un vino troppo ghettizzato e proprio per questo, pur non bevendolo praticamente mai, m’ha sempre fatto simpatia.

    il post poi capita a fagiolo: ho sentito in radio che feudi di san gregorio, da poco, vinifica l’aglianico per fare un rosé. la cantina mi è sempre piaciuta, secondo me ha un rapporto qualità prezzo che manda a casa senza problemi gran parte della produzione mastroberardino. ora che se ne esce con un rosé mi è anche più gradita. purtroppo ho dimenticato il nome che hanno dato a questo vino. mi chiedo se lo conosci e se per caso lo avessi assaggiato.

    e anche se hai idea del perchè la gente si vergogna ad ordinarlo neanche fosse fragolino. ce ne sono di decisi [?], che non lascino spazio al molto sindacabile giudizio che si tratta di un vino da cena di fine anno del circolo del ramino?

  2. Di Enrique il Jun 20, 2008

    In Catalogna è normale abbinare il pan’tomaca (fetta di pane con pomodoro, sale, olio) con il prosciutto iberico ed un buon cava (il loro spumante). Con il rosè devo ancora provare…
    salu2, enrique

  3. Di Tommaso Farina il Jun 21, 2008

    Attento eMMe, per l’apprezzamento che hai appena mostrato ti attirerai gli strali dei talebani del vino. Non sai che apprezzare i Feudi per costoro è un peccato mortale, e addirittura va contro l’etica?
    Va da sé che noialtri amanti del vino buono su queste paturnie sappiamo solo riderci sopra.

  4. Di massimiliano sepe il Jun 22, 2008

    Io sono sempre stato scettico sui rosè, li ho sempre visti come vinelli, poi ad un adegustazione con Sandro Sangiorgi ho assaggiato il cerasuolo dui Valentini. Li mi son ricreduto del tutto. Oggi ho in carta tra le altre cose alcuni rosè, e tre le bollicine uno spledido Fleury 100% pinot noir.
    La prossima volta lo proverò con del buon Prosciutto di Bassiano (lt).
    Rispetto al passato oggi molti rosè sono cambiati e si sono sdoganati dal clichè di vino bianco colorato, oggi il più delle volte sembrano dei rossi mascherati.

    Per quanto riguarda Feudi………………………………
    Capito?
    Se voliamo restare su prodotti con un giusto rapporto qualità prezzo, a mio parere è da prendere in considerazione Terre Dora di Paolo MAstroberardino, vigneti storici della famiglia mastroberardino che dopo la divisione dell’azienda sono rimasti a Paolo che non può usare il marchio di famiglia, dall’altram parete è rimasto il marchio e la cantina ma l’uva la devono acquistare .

  5. Di Tommaso Farina il Jun 22, 2008

    I rosati negli anni hanno fatto passi da gigante. A parte i “soliti” pugliesi, hai fatto benissimo a menzionare il Montepulciano Cerasuolo che ha tanti buoni interpreti. Non parliamo poi di certe bottiglie calabresi, e perfino di alcuni Chiaretti del Garda, rivelatori di impensate personalità.

    Feudi, Terredora e Mastroberardino a modo loro hanno tutte fatto grande il vino campano, con metodi e stili diversi. Sono tre produttori di cui la Campania deve avere il massimo orgoglio.

  6. Di eMMe il Jun 23, 2008

    hahaha, tra rosè e feudi di san gregorio immaginami come ì romani a caudio, come narra livio: “gli animi sono presi da sgomento, le membra irrigidite da una specie di torpore; si guardano gli uni gli altri come se ciascuno cercasse nel viso del compagno un’idea o un progetto di cui si sente privo: immobili in lungo silenzio.”

    non mi intendo di vini, bevo quello che mi piace se non lo ritengo troppo caro per il mio palato, più che per la mia tasca.

    il mio preferito resta il villa russiz, e la mia botta di vita un terre alte di felluga.

    calcola poi che a casa non bevo vino.

    sono però contento di appredere che i rosè abbiano fatto passi avanti per il mio naturale empatizzare per gli ultimi della classe.

    paolo mastroberardino non lo compro, però, nemmeno se mi danno una bentley omaggio. per antipatia verso la confusione che si alzò al tempo in cui si separarono.

  7. Di Michele Marziani il Jun 23, 2008

    Non è rosato ma ramato il Susanna 2004, un Pinot grigio metodo classico pas dosè che viene da Castel San Giovanni, Oltrepò piacentino quasi pavese. Si beve con l’avidità della prima colazione, a sorsi lunghi, a fianco di un San Daniele dei pochi, rari, dolcissimi, autentici rimasti in Friuli, il pane è croccante, appena sfornato, rubato al prestino prima di alzare la saracinesca…

  8. Di Tommaso Farina il Jun 23, 2008

    Grande suggerimento.

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