L’Unesco riconosca la nostra cucina come patrimonio dell’umanità
June 16th, 2008 | by Tommaso Farina |Intanto mi scuso se il blog è stato irreperibile fino ad ora. Il mio hosting è stato vittima di un attacco DDoS (pioggia di contatti e relativo soffocamento). Chad, l’ingegnere americano del mio provider di spazio, era mortificato, sia con me che con tutti gli altri malcapitati. Ora tutto è a posto.
Segnalo dunque una notizia battuta dalle agenzie negli scorsi giorni.
Renato Farina (Pdl) ha presentato oggi un’interrogazione parlamentare per proporre all’Unesco di riconoscere il nostro patrimonio gastronomico come patrimonio mondiale, e istituire uno speciale riconoscimento per produttori e cuochi. Il 23 febbraio scorso, «in occasione dell’inaugurazione del 45° Salone Internazionale dell’Agricolturà di Parigi, il Presidente francese Nicolas Sarkozy ha dichiarato: “l’unicità gastronomica del nostro Paese è eccezionale”». Farina lo ricorda e prende spunto dall’iniziativa francese di depositare dal 2009 una candidatura presso l’Unesco. Il parlamentare chiede appunto che «si permetta il riconoscimento del nostro patrimonio gastronomico come patrimonio mondiale. Abbiamo la migliore gastronomia del mondo. Certo, lo è dal nostro punto di vista, ma sfido tutti a compararci con noi e noi vogliamo che questa sia riconosciuta patrimonio mondiale». «Secondo il giudizio dei massimi esperti del settore -rileva Farina- il nostro patrimonio gastronomico in fatto di formaggi, salumi, vini, eccetera, non ha nulla da invidiare ad altri Paesi del mondo, e, così come la nostra cucina regionale e quella offerta da piccoli e grandi ristoranti, i nostri migliori cuochi sono ai vertici dell’arte. A differenza del nostro principale concorrente nel settore, dove ai migliori chef è stata conferita la Legione d’Onore, la massima onorificenza, in Italia non esiste un analogo riguardo dato ai più importanti cultori di questa arte». «Pertanto - conclude- ritengo opportuno che la Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’apporto del Ministro dei Beni Culturali e dell’Agricoltura propongano un’analoga candidatura all’Unesco per la gastronomia italiana e credo sia utile e necessario anche al fine di promuovere l’immagine dell’Italia istituire un riconoscimento speciale sia per i produttori di eccellenze gastronomiche, formaggi, vini, salumi, ortaggi, che per i cuochi che abbiano illustrato al meglio la cucina italiana , quasi un ‘Oscar’ della cucina italiana».
Ditemi che ne pensate. La nostra cucina non lo meriterebbe?
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Di Andrea Graziano il Jun 17, 2008
“L’Italia e’ il Paese piu’ bello del mondo: dobbiamo renderci conto che la nostra cucina e’ una delle materie prime Italiane piu’ importanti, che va a supporto del turismo e che deve essere tutelata” queste sono le parole con cui i fratelli Alajmo cominciano il loro appello, presentato come ricorderai durante la scorsa edizione di Identita’ Golose.
Credo sia sintomatico del malessere che si respira in questo senso.Credo che senza andare troppo lontano, senza arrivare all’Unesco, si potrebbero aiutare e sponsorizzare, cuochi, chef, imprenditori e produttori, come gia’ fanno in altri paesi nostri concorrenti, vedi la Spagna oltre che la Francia.
Di Luca Ripellino il Jun 17, 2008
Mi sembra una proposta interessante e degna di nota. Tuttavia credo che se la cosa andrà in porto e quindi arriverà questo importante riconoscimento, sarà importante per tutto il mondo della gastronomia riuscire a mettere in piedi quella sorta di sistema che in Italia (bisogna ammetterlo) rispetto ad esempio alla Francia è indietro anni luce… e su quello l’Unesco non può farci nulla, tocca solo ed esclusiavmente all’enogastronomia di casa nostra. Scusandomi per essere così filo-francesista (ma stasera tifo Italia, tranquilli!!), faccio un esempio a caso: non è curioso che in Francia gli affinatori di formaggio abbiano un loro albo professionale? Qunato lavoro ancora c’è da fare in Italia per arrivare a quei livelli di valorizzazione, tutela e promozione dei nostri prodotti e della nostra cucina, che certamente sono uniche la mondo e non hanno nulla da invidiare a nessuno? L’Italia enogastronomica è pronta a supportare un riconoscimento Unesco in materia? Luca
Di marco il Jun 17, 2008
non so chi è renato farina ma gli faccio i complimenti per l’iniziativa…comunque io promoverei al G7 che la cucina mondiale sia patrimonio dell’umanità e proporrei più cibo per tutti quindi distribuito anche per chi se magna na ciotoletta di riso al giorno Ciaooo e buon Natale
Di liloni adriano il Jun 17, 2008
Credo che l’Italia aldila’ degli indubbi meriti gastronomici abbia un organizzazione da terzo mondo, aldila’ degli scandali che sono purtroppo un aggravante micidiale.
Scordiamoce ‘o Unesco. Come dice la mia fisioterapista shiatsu, bisogna volersi bene noi poi facciamo star bene gli altri….a capirla.Il sud Italia potrebbe essere la zona trainante per la nostra immagine enogastronomica e culturale…guardate come e’ messo!Un produttore obbligato a sottostare a regole vergognose per vendere i propri prodotti…capisco anche chi pianta 10 ettari di verdure, prende le sovvenzioni ue(altra cazzata) e lascia marcire il prodotto in campo, perche’ ha meno problemi che a raccoglierlo! poi chiedete all’unesco di garantirci tale onore….la vedo utopica la cosa.
Di laura rangoni il Jun 17, 2008
Da già che ci siamo, chiediamo all’unesco di tutelare, come patrimonio dell’umanità, anche i pochi, come Tommaso, che ancora pensano con la loro testa, al di là di ogni omologazione…
Di eMMe il Jun 18, 2008
sinceramente?
sinceramente trovo che in un paese messo come il nostro che la politica si occupi di cibo sia triste. forse la mia percezione del livello infimo raggiunto dall’italia non è reale e mi sbaglierò, ma per come la vedo una simile iniziativa sarebbe più comprensibile in una nazione più sana, in questa la lascerei all’associazionismo, del quale, sarai d’accordo, non difettiamo affatto per quanto riguara questo argomento.
voglio dirti solo una cosa, come esempio. quando svendemmo, nell’euforia dell’industrializzazione, la nostra agricoltura a favore di germania e francia ritrovandoci come oggi con ’ste quote latte da mettersi le mani nei capelli, gliene fregava qualcosa a qualcuno che oggi lactalis abbia le più importanti industrie casearie italiane?
abbiamo quote latte per il 40% del nostro fabbisogno, con che cazzo di latte lo facciamo sto formaggio patrimonio dell’umanità?
scusa se mi ci incazzo, sai che sono sanguigno, ma perchè l’on. farina non si butta in questa Grande Guerra, invece che in questa pugnetta?
il tutto detto con cristiano sentimento di fratellanza per le persone, al di la delle loro opinioni politiche che possono vederci, come è naturale, su posizioni diverse.
Di Corsaro il Jun 18, 2008
@Emme: cominciamo a prenderci il titolo…Poi, noi contadini, ci riprenderemo l’agricoltura. Sai, i tempi cambiano e qualcuno ha imparato a leggere e scrivere.
Di liloni adriano il Jun 19, 2008
come no!…e’ come prendere il diploma e non sapere scrivere…..
Di eMMe il Jun 19, 2008
@corsaro.
per quanto io abbia molta fiducia nelle capacità di chi presidia un settore che, mi sento di dirlo, è stato ed è molto trascurato dalla politica, in questa europa unita se si vogliono cambiare i rapporti di forza imposti da accordi improvvidi per non dire sprovveduti, occorre tutta la forza di un governo nazionale serio e, scusa il termine, molto committato sull’argomento.
un governo che guardi lontano, che riporti la gente che è stata strappata alle campagne per necessità di sopravvivenza in uno stato che si imponeva di diventare una potenza industriale [coi risultati che abbiamo sotto gli occhi] a quella campagna che sta ritornando tutta bosco.
io sto governo non l’ho mai visto.
la mia terra, nella laga, la faccio reimboschire: tagliando ogni 15 anni ci guadagno di più che non a sputare sangue per coltivarla con margini offensivi per me e per la gente che la lavora.
mio nonno e i fratelli avevano, tra l’altro, cinquemila pecore, e uno dei nostri massari passava a guado il tevere, quando le portava alla marina.
tra me e loro c’è lo stesso sangue, ma una nazione completamente diversa.
ma finchè si parla tra persone che amano la terra è facile capirsi.
Di massimiliano sepe il Jun 22, 2008
Io dalla mia poca esperienza ho sempre pensato che più di tutti abbiamo bisogno di un governo di tecnici e non di politici.
Persone che abbiano una cognizione di causa e che possano giudicare analitticamente le problematiche varando progetti che in prospettiva futura portino migliorasmento al sistema italia.
non dobbiamo lasciare guidare le nostre risorse ed il futuro dei nostri figli dal primo venuto, persone dal carisma politico ma senza una reale conoscenza delle specifiche di settore .
Ogni qual volta si formi un governo c’è il toto ministeri, in base al partito di appartenenza in base ai voti raccolti e tant’altro. Io voglio gli esteri, io voglio l’istruzione a me non piace la cultura e preferisco la difesa. Sembra di essere al mercato, poi insediatosi il ministro via all’infiltrazione dei segretari (parenti o elettori) , autisti, collaboratori, etc. etc,.
Basta non se ne può più, se continua così per garantire un futuro migliore a mio figlio, espatrio, da qualche parte esisterà un sistema migliore.