Mozzarella di bufala: meglio a Caserta o nella piana del Sele?
March 27th, 2008 | by Tommaso Farina |
Paolo De Castro, ministro uscente delle Politiche Agricole, pasteggia a Mozzarella di Bufala per rassicurare connazionali e stranieri. In effetti la buriana è di quelle grosse: la paura della diossina e delle contaminazioni dei foraggi si è riversata sulle bufale campane, e sul loro latte che serve per mozzarelle e provole. Un duro colpo dopo i taroccamenti vari che ogni tanto saltano fuori e che purtroppo coinvolgono questo prodotto.
Io, da parte mia, quando mi capiterà continuerò ad assaporare questo latticino assolutamente italiano (benché il mio amico Gigio, trapiantato in terra iberica, assicuri che anche in Spagna hanno iniziato a scimmiottare il prodotto…) e sublime quand’è fatto come Dio comanda.
Da parte mia, però, non posso non aggiungere che la mozzarella non è tutta uguale, eccezion fatta per quella industriale che, pure sanissima e mangiabile, è gessosa, elastica, sabbiosa e ha poco a che vedere con quella “vera”, da consumarsi entro 48 ore dalla filatura. C’è quella casertana, compatta, dal sapore sapido, più pronunciato, più persistente, sfaccettatamente ombroso. E c’è quella di Paestum e della Piana del Sele, impalpabile, leggiadra come una cabaletta verdiana o un cancan di Offenbach, delicatissima, angelica.
Ho già provato a chiederlo in giro. Voi quale delle due preferite?
Quella casertana o quella della Piana del Sele?
Rispondete numerosi.
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Di tommaso il Mar 27, 2008
Entrambe.
A seconda degli stati d’animo.
E preferibilmente la casertana tra la settima e la diciottesima ora dalla filatura (così non è sapida troppo).
L’ ebolitana anche tra la ventiquattresima e la trentesima ora. Non oltre se no si ammorbidisce troppo.
Oddio, questa è la mia regola.
Bentornato tommy.
Di giovanni gagliardi il Mar 28, 2008
Beh, a dire il vero io distinguerei tre categorie: la battipagliese, l’aversana e quella di Mondragone che è la mia preferita. Mi piace un filino meno la battipagliese che notoriamente fa meno salamoia e, quindi, è sensibilente più sciapa.
L’importante, comunque è che siano consumate freschissime (il massimo è mangiarle con le mani a morsi appena fuori del caseificio quando sono ancora tiepide perchè appena fatte), che non vedano mai il frigorifero, che siano di pezzatura il più possibile grossa (1-2 Kg. l’ideale) e che siano consumate nei mesi caldi (diciamo da aprile a settembre) poichè temono il freddo.
Ad Majora
Di Acilia il Mar 28, 2008
Ho assaggiato solo quella battipagliese e ricordo di averne mangiate 7, insieme ad una manciata di pomodorini e una rosa di prosciutto crudo dolce. La trovai molto buona, forse anche perché ebbi la fortuna di gustarla affacciata sul mare.
Concordo in pieno sul mangiarla con le mani.
Di Ciccio il Mar 28, 2008
Tommaso, ti segnalo anche l’allevamento Gerardo da Izano, dei fratelli Massari, a Izano (CR), dove si può acquistare la mozzarella.
Non è campana DOP, d’accordo, ma l’allevamento fornisce torelli da riproduzione anche ad allevamenti campani:
http://www.mondoagricolo.crol.it/index.asp?id=1076&edizione=20071015&idTabella=50
ciao!
Di Tommaso Farina il Mar 28, 2008
Gagliardi tecnicissimo come sempre.
Chapeau.
Di Salviamo la bufala campana il Apr 4, 2008
Speriamo solo che tutta questa storia serva a responsabilizzare gli operatori di tutto il settore coinvolto nella vicenda, se non sono prima loro a tutelare la loro fonte di reddito e di ricchezza chi mai può farlo ??
Di salviamo la bufala campana il Apr 16, 2008
Le aziende campane rispondono all’allarme diossina ed agli effetti negativi dell’emergenza rifiuti.
La paura diffusasi tra i consumatori per i rischi connessi al recente allarme diossina riscontrato nella mozzarella di bufala nonché al rischio contaminazione dei terreni agricoli da parte di rifiuti tossci con la conseguente crisi nelle vendite del settore agroalimentare ha spinto alcuni imprenditori ad agire tempestivamente per scongiurare gli effetti di un ingiustificato boicottaggio nei confronti dei tanti prodotti tipici che rappresentano la vera ricchezza della regione.
E’ questo il caso di un’azienda del settore lattiero-caseareo che produce e commercializza BUFALAT, latte di bufala campana da bere, noto ai più accaniti salutisti per il suo elevato apporto di elementi nutritivi e per la sua elevata digeribilità. La “Fattori Garassi”, questo è il nome dell’azienda ha infatti deciso di rispondere in maniera decisa alla grave situazione venutasi a creare in seguito agli scandali emersi nell’ambito della cattiva gestione dei rifiuti in campania ed al più recente allarme diossina. L’azienda in questione, come molte altre del medesimo settore, ha accusato i colpi di un grave rallentamento nelle vendite del proprio latte, che viene distribuito in tutta Italia ed in alcuni paesi Europei a causa della paure diffusesi tra i consumatori. L’amministrazione della Fattoria Garassi ha così deciso di correre ai ripari lanciando una campagna di comunicazione a supporto dei propri prodotti. L’obiettivo, dice l’azienda, è dimostrare ai nostri clienti l’infondatezza delle loro paure, dovute principalmente alla campagna mediatica che in questi mesi, ha compromesso seriamente la nostra immagine e quella di una interia filiera produttiva. Per queste ragioni ci siamo rivolti ad un’agenzia di comunicazione per definire una strategia di risposta ad una situazione che se continuasse a perdurare avrebbe effetti devastanti anche sul piano occupazionale. La campagna pubblicitaria messa in atto dalla Fattoria Garassi sottolinea non solo la genuinità del proprio latte, BUFALAT, ma anche l’impegno che l’azienda agricola ha sempre profuso nella difesa dell’ambiente. L’azienda infatti ha ottenuto importanti certificazioni che attestano il rispetto di precisi standard nella produzione e trattamento dei rifiuti provenienti dal ciclo produttivo, come ad esempio l’impiego delle biomasse per la generazione di energia che poi viene impiegata per alimentare gli impianti, l’ottimizzazione del volume e della quantità degli imballaggi, l’uso di brick totalmente riciclabili e biodegradabili per la conservazione del latte di bufala.
E’ importante, ribadisce l’azienda, che siano innanzitutto gli imprenditori locali a dare dei chiari ed inequivocabili segnali del loro impegno e senso di responsabilità verso l’ambiente. Solo in questo modo, conclude, possiamo garantire ai nostri prodotti il rispetto e l’immagine che meritano.
Per chi volesse approfondire vi rinviamo al sito dell’azienda:
fattoriagarassi.com